Amanti delle bollicine d’oltralpe, avreste mai immaginato di leggere un giorno che i cugini francofoni trovano di loro gradimento il nostro Prosecco?

Il settore “vino” in Italia è in continua crescita. Ce lo confermano ogni giorno decine di dati forniti dalle stime di produzione, vendita e soprattutto esportazione ma  sorprende che loro, gli inventori del metodo classico, quelli che producono ed esportano Champagne da oltre 300 anni, abbiano imparato a conoscere e ad amare questo “giovane” vino italiano.

Il dato, risultato di uno studio di Wine Monitor (presentato il mese scorso dal Consorzio di tutela del Prosecco Doc), effettuato su un campione di consumatori francesi, evidenzia come sia aumentato il consumo di vini di importazione anche in una regione fortemente legata alle proprie tradizioni e al proprio territorio come la Francia.

L’incremento nei consumi e nelle importazioni sembra sia legato sempre ai vini spumante, e in questo i francesi confermano questa loro passione, ma l’elemento più interessante è dato dal fatto che al primo posto compare appunto il nostro prosecco, che nei consumi si attesta secondo solo allo Champagne alla pari del Cremant, ritenuto dagli stessi francesi più economico e meno “di lusso”.

Un risultato che premia sicuramente il lavoro del Consorzio e che in qualche modo ci dovrebbe far ribadire ancora una volta “l’unione fa la forza”!

La conferma che un lavoro che porta avanti tradizioni e territorialità, condotto con spirito di collaborazione, premia più facilmente di campagne condotte in solitaria e che dovrebbe far riflettere chi invece si sottrae a qualsiasi forma di associazionismo.

La forza dei consorzi si traduce in posizioni di maggior peso, in particolare sui mercati esteri e dai grandi consorzi, soprattutto del nord, dovrebbero prendere più spesso esempio i produttori del sud Italia per intraprendere un cammino di crescita e di espansione anche al di fuori dei propri confini regionali.