Il peso del blocco imposto dall’emergenza determinata dalla diffusione del Covid 19 sta cominciando a gravare su uno dei settori italiani più produttivi, l’enogastronomia, che tanto aveva contribuito a risollevare l’economia della nazione, andando a rafforzare il settore turistico e diventandone, negli ultimi anni, colonna portante, in particolar modo al Sud Italia.
Continua la nostra chiacchierata con gli operatori del settore per capire come stanno affrontando il momento, cosa ne pensano e come pensano si potrà superare.
Abbiamo sentito Peppe Guida, patron di Antica Osteria Nonna Rosa a Vico Equense e di Villa Rosa.
 
Ciao Chef, come va? Come stai vivendo questo momento?
Chiuso in casa, come tutte le persone ragionevoli. Cerco di non rimanere fermo, altrimenti entro in apnea, e provo a darmi da fare come posso. Senz’ fa’ nient’ mi annoio. Trascorro il mio tempo in cucina, provando nuove ricette e girando dei video tutorial, aiutato da mia figlia Rossella, che pubblico, poi, sulle mie pagine Facebook e Instagram. Condivido consigli e piccoli trucchi per preparare dei piatti buoni e soprattutto economici. E’ quello che so fare meglio e spero che aiutino a stare in casa in modo più piacevole. Purtroppo la situazione ce lo impone.
Avresti mai immaginato che l’Italia dei nostri tempi, e il mondo in realtà, potesse mai trovarsi in una situazione simile? Come giudichi le misure adottate dall’Italia nell’emergenza?
Nessuno avrebbe mai immaginato una cosa del genere e mai avrei pensato di vivere una situazione come questa. Penso che avremmo potuto muoverci con un po’ di anticipo considerando quello che stava succedendo in Cina. Si pensa sempre che a noi non possa capitare e invece è capitato, e non solo a noi. Sarebbe stato meglio chiudere tutto e subito. Senza se e senza ma. Ne saremmo usciti con le ossa rotte ma almeno, forse, con il contagio ridotto al minimo. Il tempo dell’approvvigionamento e poi chiudere.
Questa clausura mi sta facendo riflettere su molte cose. E sono tutte cose, secondo me, belle.
Ho capito, se ce ne fosse stato ancora bisogno, di non dare mai per scontato nulla, e di smettere di lamentarci sempre di quello che abbiamo. La nostra sanità pubblica, per esempio, non è perfetta ma in questi giorni difficilissimi sta dimostrando una tenuta che mai avrei pensato. Con sacrificio di molti, medici e infermieri sopra a tutti, ma anche di chi ogni giorno ci assicura scaffali pieni o strade libere: non dovremmo mai mai mai smettere di ringraziarli. Guardate gli altri paesi, Spagna in primis, mostrano una fallacità impensabile. Il virus colpisce tutti, ogni ceto sociale, e il nostro sistema sta garantendo a tutti una cura. Non si può dire lo stesso di altri paesi, dove spesso è privata e a pagamento. La speranza è che dopo si crei un piano sanitario ancora più equo e che non si continuino a tagliare risorse necessarie. Voglio dire, a che serve andare sulla Luna, investire tantissime risorse se poi è qua che c’è più bisogno?

 
In questi giorni sto imparando ad usare strumenti diversi da fornelli e cucchiarelle. Sto imparando a girare video, spedire file di grandi dimensioni, mi diverto ad usare i social: faccio le dirette, ne hai vista qualcuna credo.  Sono piccole cose, ovviamente, ma chi lo avrebbe mai detto? Non mi ci ero mai applicato ma mi sto divertendo.
Senza contare che mi sto godendo i miei figli e mia madre.
 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Molte cose cambieranno, cambierà il nostro modo di affrontare la vita probabilmente. Secondo te cambierà anche il nostro rapporto con il cibo, con le materie prime? Si modificheranno i nostri consumi?
Nulla sarà più come prima. Credo che la maggior parte di noi avrà capito la lezione e affronterà la vita e il lavoro con il giusto equilibrio e il giusto approccio verso ciò e chi ci circonda. Daremo più valore alle cose, anche quelle più piccole, quelle che prima erano insignificanti e scontate ci sembreranno incredibilmente belle e utili. Spero che sia cosi, altrimenti tutto questo non sarà servito a niente. Spero che si abbandoni l’eccesso, in tutto. Anche in cucina. Secondo me, il cambiamento sarà epocale: si ritornerà ad una cucina più semplice, con meno fronzoli. Si ritornerà all’essenziale, alla ricerca dei prodotti, ai piatti semplici, alla buona tavola come si intendeva una volta. Il mio progetto di Montechiaro, Villa Rosa, credo sia un buon modello. Tutte le imprese soffriranno, soprattutto le piccole, come pure tutto il comparto della ristorazione, Antica Osteria Nonna Rosa soffrirà, ma questo non deve farci demordere. Rischiamo di perdere il lavoro di una vita.
Nella ristorazione sicuramente cambierà qualcosa. Cosa pensi succederà quando tutto sarà finito? Su cosa si dovrà puntare per risollevarsi da questa situazione?
Cambierà molto, se non tutto. Non solo nella ristorazione. Quando cominceremo a tornare ad una vita “normale” dovremo pensare a far ripartire tutto il sistema. Dovremo pensare italiano, comprare italiano, dare spazio ai produttori locali, quelli che ora soffrono di più perché non sono dentro la grande distribuzione. Il turismo è sempre stata la nostra forza e da lì bisogna ripartire: facciamo le vacanze in Italia, abbiamo mare, montagna, cultura. Siamo ricchissimi! E’ un’opportunità che abbiamo, sfruttiamola.  Nel food e nella moda siamo i primi, le tecnologie italiane sono apprezzatissime in tutto il mondo. L’arte? Ci viviamo in mezzo.  Le piccole e medie imprese sono quelle che da sempre sostengono la nostra economia, aiutiamole. C’è bisogno di tutti. Tutti con i loro piccoli gesti quotidiani possono farlo, anche semplicemente andando a fare la spesa. Siamo un popolo che, quando è necessario, sa rimboccarsi le maniche e ripartire. Ho molta fiducia.
Cosa ti senti di suggerire, soprattutto a chi opera nel tuo settore, per poter ripartire al meglio?
Dobbiamo essere forti, caparbi e perseveranti. Ci vuole tanto sacrificio ma non si può pensare a quello che abbiamo costruito e lasciare che vada alla deriva. Lo dicevo anche prima: dovremo stringere i denti e piano piano ci rialzeremo. Vediamola come un’opportunità, abbiamo il tempo per sognare e progettare ancora, per realizzare, finalmente, quei cambiamenti che i ritmi di prima non ci permettevano. Forza!
Una persona molto impegnata come te, come trascorre adesso le sue giornate? Ho visto qualche video in questi giorni in cui proponi alcune delle tue ricette più classiche. Mi sembra di intuire che per te è difficile stare lontano dalla cucina.
Leggo molto, guardo film, sto molto in cucina con Rossella. Facciamo biscotti, pizze, ciambelle che poi regaliamo agli amici. Come dicevo mi sto dedicando ai video tutorial e alle dirette, il contatto con le persone mi manca e questo mi sembra un bel modo. Rossella gira i video e la Nonna ci guarda perplessa pensa che pazziam ed in fondo è così, giochiamo per tenerci impegnati. E’ uno stratagemma, una scusa per continuare a stare in cucina.
Faccio un in bocca al lupo a tutti, state a casa perché è l’unica via per uscire quanto prima da questa terribile avventura.