Un ponte liquido tra Bangkok e la Penisola Sorrentina

Il mondo della miscelazione contemporanea vive di momenti di rara intensità, attimi in cui distanze geografiche e barriere culturali si dissolvono davanti a un bancone. È quanto accaduto lo scorso 13 ottobre a Sorrento, tra le mura del locale SHUB. La cittadina campana ha ospitato una serata memorabile che ha visto protagonisti Taln Rojanavanich e Aum Sawaengsupt, anime creative di Bar Us, tempio della mixology situato nel cuore pulsante di Bangkok e recentemente consacrato al quarto posto nella prestigiosa classifica The 50 Best Bars 2026.

L’incontro tra il duo thailandese e Valerio Izzo e Anna Candela, menti visionarie dietro SHUB, non è stato un semplice scambio di ricette, ma un dialogo profondo tra filosofie differenti. Da un lato la rigorosa e poetica “liquid cuisine” di Bangkok, che trae linfa dalle fermentazioni e dall’uso sapiente di erbe esotiche; dall’altro la vitalità della Penisola Sorrentina, terra di agrumi e tradizioni radicate che si proietta con audacia verso il futuro. Questo evento ha sancito una contaminazione virtuosa, dimostrando come la mixology di alto livello sia diventata un linguaggio universale.

L’ascesa di Bar Us: dalla Thailandia al successo globale

Per comprendere il valore dell’evento sorrentino è necessario guardare al percorso di Bar Us. Nato nel 2023, il locale si è imposto all’attenzione internazionale con una rapidità che ha sorpreso persino gli addetti ai lavori. Taln e Aum, ex interior designer con la passione per la sperimentazione, hanno approcciato il bancone con lo sguardo analitico di chi progetta spazi e forme. Il risultato è un menu che segue logiche da cucina stellata: i sapori sono strutturati, stratificati e mai lasciati al caso.

L’ingresso in classifica al 41° posto nel 2024 è stato solo l’inizio. La scalata al 15° posto l’anno successivo ha confermato che la loro proposta non era un fuoco di paglia, ma una visione solida. Arrivare oggi al numero quattro al mondo non è soltanto un riconoscimento numerico: è la consacrazione di un modello di ospitalità che mette al centro il prodotto e la sua trasformazione. Vedere questi bartender di fama globale lavorare in un piccolo, ma dinamico, locale del centro storico di Sorrento racconta molto della permeabilità del settore e della curiosità intellettuale che spinge i professionisti a cercare il confronto lontano dai confini nazionali.

SHUB: una realtà d’eccellenza nel cuore di Sorrento

Chi si muove tra le strade di Sorrento sa bene che il successo di un locale non dipende solo dalla bellezza del panorama. SHUB, inaugurato nel 2020 da Valerio Izzo e Anna Candela, ha saputo conquistare il rispetto della critica internazionale, ottenendo il riconoscimento della Pinnacle Guide, un sigillo di qualità che premia non solo la tecnica, ma l’intera esperienza di servizio. Valerio Izzo, con il suo doppio cappello di bartender e maître presso Piazzetta Milù, porta con sé l’eredità dell’alta cucina stellata, infondendo nel lavoro dietro al bancone un rigore e un’attenzione al dettaglio che raramente si trovano in un contesto da cocktail bar.

La serata con gli ospiti thailandesi ha messo in luce la capacità di SHUB di essere un punto di riferimento non solo locale, ma internazionale. L’ospitalità sorrentina, calda e accogliente, si è fusa perfettamente con lo stile asciutto e preciso di Taln e Aum. È in questo incontro che nasce la vera innovazione: quando la tecnica appresa a migliaia di chilometri di distanza trova il modo di dialogare con i prodotti del territorio, come il bergamotto, la foglia di fico o il limone di Sorrento.

Il menu: un’architettura di sapori tra Est e Ovest

La carta dei cocktail presentata per l’occasione è stata una lezione di tecnica ed equilibrio. Non si è trattato di sovrapporre ingredienti esotici a spiriti italiani, ma di cercare una coerenza aromatica che unisse due mondi. La collaborazione con Amaro Lucano e Mancino Vermouth ha fornito la cornice ideale, mettendo a disposizione basi di altissima qualità su cui innestare l’estro creativo.

Il cocktail a base di Altamura Vodka, arricchito da pera, foglia di fico e gelsomino, ha mostrato come elementi vegetali locali possano sostenere note più eteree. Ancora più sorprendente è stata la rivisitazione dell’Amaro Lucano con il caffè lungo, la foglia di neem e la finitura di panna montata: un dessert liquido che ha giocato con l’amarezza delle erbe e la cremosità del latte. Infine, il twist sul Dirty Martini Sour, grazie all’uso di Mancino Secco e yuzu, ha rappresentato il punto di contatto perfetto tra l’eleganza del vermouth piemontese e l’acidità vibrante degli agrumi orientali. Questi drink non sono stati solo bevute, ma capitoli di una storia che parla di ricerca e consapevolezza.

La visione futura della mixology italiana

Il fatto che player globali come Amaro Lucano supportino attivamente queste collaborazioni indica che il settore si sta muovendo verso una fase di maturazione importante. La mixology non è più una disciplina a sé stante, ma un elemento integrante del sistema dell’ospitalità di lusso. Investire in serate di questo tipo significa educare il consumatore e far crescere il tessuto professionale locale, portando a casa nuove competenze e nuovi stimoli.

Per un bartender, partecipare a una guest shift di questo calibro è un momento di formazione continua. Si impara a maneggiare ingredienti sconosciuti, a capire come una diversa cultura interpreti l’acidità o la diluizione e, soprattutto, a misurarsi con standard di eccellenza mondiale. Per Sorrento, poter vantare una realtà come SHUB capace di attrarre i vertici della classifica The 50 Best Bars significa consolidare il proprio ruolo nel panorama del turismo gastronomico di qualità. Il futuro della miscelazione in Italia passa proprio attraverso questo tipo di scambi, dove il bancone diventa un teatro di sperimentazione dove la geografia conta meno dell’intuizione e della capacità di accogliere.

Se desiderate vivere in prima persona l’esperienza di SHUB e scoprire le prossime evoluzioni della loro drink list, vi invitiamo a seguire i canali social del locale e a visitare il sito ufficiale per rimanere aggiornati sugli eventi in programma nel centro storico di Sorrento. La ricerca del gusto non si ferma mai, ed è proprio in contesti come questi che si scrive la storia del bere contemporaneo.

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