Un decennale all’insegna della maestria artigianale
Il mondo della grande lievitazione italiana ha vissuto uno dei suoi momenti più significativi a Turi, in provincia di Bari. Qui, il concorso Mastro Panettone d’Élite 2026 ha celebrato il suo decennale, tornando nel luogo dove tutto è nato dieci anni fa. Un anniversario che non rappresenta solo un traguardo temporale, ma la consacrazione di una competizione diventata un punto di riferimento imprescindibile per i maestri pasticceri di tutto lo Stivale. La formula scelta per questa edizione, la seconda consecutiva come versione “d’Élite”, ha ulteriormente innalzato l’asticella, ponendo l’accento non solo sul prodotto finito, ma sull’intero processo produttivo.
Il cuore pulsante di questa manifestazione risiede nella capacità di mettere a nudo il metodo. In un mercato in cui il panettone artigianale è diventato un fenomeno di massa, spesso confuso tra le mille declinazioni industriali, concorsi come questo servono a definire i confini della vera qualità. Non si tratta semplicemente di una gara di gusto, ma di una valutazione rigorosa di competenze tecniche, gestione del lievito madre e costanza operativa, elementi che distinguono un prodotto eccellente da uno ordinario.
I trionfatori dell’edizione 2026
La proclamazione dei vincitori ha visto salire sul gradino più alto del podio due professionisti che rappresentano l’eccellenza del lievitato artigianale nazionale. Roberto Catelli, della Pasticceria Rò by Caesar a L’Aquila, si è aggiudicato il primo premio nella categoria panettone tradizionale. Il suo successo premia un impegno costante e una dedizione che coinvolge l’intero staff, sottolineando come dietro ogni grande lievitato ci sia sempre il lavoro sinergico di una squadra affiatata.
Per la categoria panettone al cioccolato, il titolo è andato a Roberto Moreschi, titolare di Roberto Pastry & Bakery a Chiavenna, in provincia di Sondrio. Moreschi ha portato in alto la bandiera lombarda, terra di origine del panettone, dimostrando come la tradizione possa dialogare con l’innovazione, integrando il cioccolato in una struttura soffice e complessa. La finale ha visto anche il podio arricchirsi di altri nomi di spicco: nella categoria tradizionale, Luigi Smaldone (Matera) e Luigi Vetrella (Caserta) hanno conquistato rispettivamente il secondo e terzo posto, mentre per la categoria cioccolato, l’argento e il bronzo sono andati ad Antonio Fabozzi (Caserta) e Antonio Daloiso (Barletta).
La prova di fuoco: Mani in pasta
Ciò che rende Mastro Panettone d’Élite 2026 una competizione d’eccellenza è la prova «Mani in pasta». Non ci si limita a spedire un prodotto a una giuria; i finalisti sono chiamati a produrre i propri lievitati in un laboratorio dedicato, sotto l’occhio attento di maestri commissari. Quest’anno, la prova si è svolta nel laboratorio Waico Group di Isola Vicentina. Qui, dal 19 al 23 ottobre, gli artigiani hanno dato prova della loro perizia manuale.
Questa modalità di valutazione è fondamentale per osservare da vicino come ciascun professionista gestisca le variabili critiche: dalla temperatura della cella di lievitazione al modo in cui viene trattato il panetto, fino alla gestione delle inclusioni. La giuria, presieduta da un nome di primo piano come Vincenzo Tiri e composta da professionisti di alto profilo come Claudio Gatti, Matteo Dolcemascolo e gli altri membri esperti, ha avuto il compito arduo di selezionare tra venti finalisti – dodici per la versione classica e otto per quella al cioccolato – i prodotti migliori. La supervisione di Pietro Netti, Alessio Formichetti e Stefano Priolo durante la fase di preparazione ha garantito la massima trasparenza e uniformità nelle condizioni di lavoro.
L’osservatorio sul Natale: prospettive e tendenze
Oltre alla parte competitiva, la manifestazione ha offerto uno spaccato prezioso sul futuro del comparto grazie all’Osservatorio «Mastro Panettone d’Élite». I dati raccolti dipingono un settore in fermento e animato da un forte ottimismo. Nonostante la complessità del mercato e l’incidenza del costo delle materie prime – una sfida indicata da circa il 20% degli intervistati come principale ostacolo – la fiducia degli artigiani rimane solida.
La maggior parte dei pasticceri prevede di incrementare la propria produzione per il Natale 2026, con oltre un terzo del campione che punta a una crescita superiore al 20%. Questo dato trova conforto nei risultati della scorsa stagione, durante la quale quasi la totalità dei laboratori è riuscita a esaurire le scorte, segno che la domanda di panettoni artigianali di alta gamma non accenna a diminuire. È interessante notare come il panettone classico rimanga la scelta preferita dai consumatori, rappresentando oltre la metà delle preferenze, seguito dall’intramontabile versione al cioccolato.
Il legame tra artigianalità e occupazione è un altro tema emerso con chiarezza: la produzione festiva richiede un aumento di personale, spingendo sei attività su dieci ad ampliare i propri team. Il limite principale, purtroppo, rimane il reperimento di figure qualificate in grado di operare con i ritmi e la precisione richiesti dai grandi lievitati.
Il valore di un metodo artigianale
Massimiliano Dell’Aera, fondatore di Goloasi e anima di questo progetto, ha sottolineato come il concorso sia cresciuto in parallelo con la consapevolezza dei pasticceri. Il panettone non è più un prodotto stagionale improvvisato, ma il risultato di una gestione complessa che dura tutto l’anno. La distinzione d’Élite serve proprio a questo: a raccontare la storia dietro ogni singola alveolatura, a valorizzare il tempo necessario per la maturazione del lievito madre e a far comprendere al consumatore finale perché un lievitato di alta pasticceria possiede un valore intrinseco superiore.
Questi professionisti non si limitano a infornare; studiano, testano ingredienti, bilanciano ricette e monitorano costantemente il clima all’interno dei loro laboratori. Il riconoscimento ottenuto dai vincitori di questa edizione è il sigillo di una cultura della qualità che, anno dopo anno, sta ridefinendo gli standard di eccellenza del panettone italiano, trasformandolo in un’icona del made in Italy sempre più apprezzata e consapevole.
Se sei un appassionato di alta pasticceria e vuoi scoprire i segreti dei maestri lievitatori, ti invitiamo a seguire gli aggiornamenti sul sito ufficiale di Goloasi. Esplorare i risultati di questa competizione significa avvicinarsi al meglio della produzione artigianale italiana, un’esperienza che va ben oltre il semplice acquisto natalizio e che invita a comprendere il valore profondo di un lavoro che unisce, con rara maestria, tecnica, tempo e passione.

