Il periodo di lockdown imposto dalla diffusione nel mondo del Covid19 ha cambiato le abitudini degli italiani? A quanto pare sembra proprio di si.

Dalla metà di marzo più o meno, a seconda delle regioni, siamo liberi di andare al ristorante o in pizzeria, dal 3 giugno abbiamo la possibiltà di allungarci anche fuori regione, ma le conseguenze del lungo periodo di fermo obbligatorio continuano ad avere ripercussioni nelle nostre vite.

Come è ormai più che noto, uno dei settori che maggiormente ha pagato, in termini di perdite economiche, per gli oltre due mesi di blocco totale è quello enogastronomico, insieme a quello turistico che, almeno in Italia è strettamente correlato al primo.

A soffrire dunque, in questo periodo, è stata tutta la filiera, l’indotto che gravita intorno al mondo della ristorazione, fatto soprattutto di piccoli produttori, di artigiani, spesso di contadini che da anni lavorano duramente e che contribuiscono a salvaguardare le innumerevoli biodiversità, ricchezza indiscussa del nostro paese.

I più avveduti, per risollevarsi e attendere tempi migliori, hanno riconvertito la propria attività, chi inserendo nuove modalità di vendita e comunicazione del proprio prodotto, chi diversificando la propria offerta con proposte più immediate e fruibili da parte del consumatore.

Uno degli esempi di innovazione post Covid19 è in Campania l’azienda agricola Dama che produce pomodoro sulle colline di Castellammare di Stabia nei giardini della Reggia borbonica di Quisisana.

Eravamo già stati a trovare Marianna D’Auria, volto e titolare dell’azienda agricola Dama, lo scorso anno nel pieno della raccolta dei suoi ricercatissimi pomodori. Ci aveva raccontato la storia della sua famiglia, dell’orto della Reggia nel quale la famiglia reale andava a “sanare” i malanni ( Quisisana…), della sua decisione di dare una svolta all’attività e di come, anche grazie all’aiuto dei social, era riuscita a fare conoscere e apprezzare il proprio prodotto.

Solo per citare qualcuno tra i clienti più famosi dell’azienda agricola Dama, potremmo fare un elenco di chef stellati e non, che da ogni parte d’Italia, scelgono e acquistato questi pomodorini di collina per portarli sulle loro tavole d’autore. Volendo restare in Campania, oltre a una nutrita schiera di pizzaioli di grido, possiamo citare Peppe Guida di Antica Osteria Nonna Rosa, Domenico Candela recente stella Michelin del Grand Hotel Parker’s, Luciano Villani di Locanda del Borgo, così come altri chef non stellati ma altrettanto famosi quali ad esempio Fumiko Sakai, chef giapponese dell’incantevole Bikini di Vico Equense che sceglie i prodotti dell azienda agricola Dama  per i suoi piatti o ancora la collaborazione con l’imprenditore della pasta Giuseppe Di Martino insieme al quale i pomodori di Quisisana voleranno anche oltreoceano.

Fuori dai confini regionali potremmo citare Marcello Trentini o Vittorio Colleoni, stellati che prediligono questo oro rosso campano, o ancora Massimiliano Prete, l’eclettico Salvatore Tassa e il re (per restare in tema) degli impasti Gabriele Bonci.

Se gustano i pomodori della azienda agricola Dama anche al FourSeason di Ginevra un motivo d’altronde ci sarà…

Insomma clienti famosissimi che però sono stati costretti a chiudere le loro attività nei mesi di lockdown e di conseguenza a sospendere gli ordini presso i loro fornitori.

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Ancora una volta Marianna non si è persa d’animo e oltre a perfezionare il sito dell’azienda, per sviluppare il settore dell’e-commerce del quale si è ormai capito di non poter fare a meno, sfruttando le potenzialità dell’orto del Re, ha parzialmente convertito le coltivazioni, puntando sulla produzione di frutta e verdura biologica che esiste da sempre a Quisisana ma che era rimasta in una dimensione di famiglia, per uso personale potremmo dire.

Ovviamente il pomodoro resta il prodotto principale dell’azienda ma piccoli pezzi di terreno, disseminati nelle varie zone di questo orto affacciato sul mare e sul Vesuvio, sono stati dedicati alla coltivazione di freschissime insalate e di tutta quella frutta e verdura di stagione che in questo periodo rallegra le nostre tavole.

È nato un vero e proprio mercatino biologico che offre tutti i prodotti della terra di Quisisana e ha un suo spazio nel sito dell’azienda, con tanto di listino prezzi e spedizioni in tutta Italia (sull’estero si sta lavorando).

Ovviamente è possibile recarsi  su appuntamento sulla collina di Quisisana per acquistare di persona i prodotti, sempre nel rispetto delle disposizioni ancora vigenti per l’emergenza Covid o, se si ha la fortuna di risiedere in zona, di richiedere la consegna a domicilio.

Inutile dire che, oltre a tanti privati che già stanno sfruttando questa opportunità in tutta la nazione, è partita la corsa ad accaparrarsi i prodotti della terra del Re anche da parte di diverse attività di ristorazione che puntano il loro lavoro sull’eccellenza del prodotto. Francesco Martucci, della pizzeria I Masanielli, ha opzionato un’intera produzione, Gennaro Cariulo per il suo “Gigione” ha scelto l’orto del re e tanti altri ristoratori si stanno aggiungendo alla lista.

Una operazione intelligente che sta facendo riscoprire a molti il piacere di avere sempre a disposizione frutta e verdure esclusivamente di stagione, proprio come una volta e che aiuta l’azienda a soffrire meno delle perdite dei mesi precedenti, continuando il suo lavoro di crescita.

Intanto Marianna non si ferma, continua ad ampliare l’offerta e a breve lancerà altre novità studiate appositamente sulle esigenze di questo periodo ancora molto particolare.

Anna Orlando

Maturità classica, laurea in giurisprudenza, avvocato da oltre 15 anni. L'interesse per la cucina e per il cibo nasce dall'aver osservato in silenzio prima una nonna e poi una mamma ai fornelli. L'essere...

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