L’Antica Pizzeria Da Michele in the world è la prima azienda al mondo ad aver certificato la propria pizza con la tecnologia blockchain. Nelle pizzerie di Napoli, Salerno, Aversa, Pompei e Lecce e, presto, in tutto il mondo, è già disponibile un QR code che, attraverso Authentico, consente la verifica dell’origine e dell’autenticità delle materie prime usate nella preparazione delle pizze presenti nel menù.

Mediante la piattaforma digitale di Authentico, che fornisce la certificazione della filiera basata sulla tracciabilità blockchain, i consumatori possono controllare l’origine delle materie prime, l’autenticità e la salubrità delle pizze de l’Antica Pizzeria Da Michele in the world.

La Blockchain è una tecnologia informatica che permette di immagazzinare informazioni, dati e documenti sulle filiere di produzione, senza che queste siano sovrascrivibili e, di conseguenza, modificabili, assicurando, con certezza matematica, quando e da chi sono state inserite. In questo modo, può migliorare la sicurezza dei prodotti e la trasparenza aziendale verso i consumatori.

<<L’attenzione verso le nuove tecnologie, anche attraverso collaborazioni con altre aziende, è la chiave che cercavamo per proiettare il nostro storico brand verso il futuro – spiega Alessandro Condurro, amministratore de L’Antica Pizzeria Da Michele in the world. – L’utilizzo della blockchain, prima fase di un processo più lungo e complesso, ci permette di sottolineare quanto il nostro prodotto pizza resti lo stesso in tutte le sedi, avvalendoci di un metodo sicuro, incorruttibile e inviolabile per certificare il nostro lavoro e gli ingredienti che utilizziamo>>.

<<Il video, recentemente diventato virale, in cui un cliente a Napoli chiede di aggiungere il ketchup alla pizza ci ha fatto comprendere che l’utilizzo della blockchain è la strada per dare il giusto valore alla nostra attenzione per gli ingredienti – continua Francesco De Luca, amministratore della Michele in the world –. Siamo partiti dalle sedi campane, Napoli, Aversa, Pompei e Salerno, e da Lecce, con il supporto dei nostri storici fornitori che si sono messi a disposizione per rendere sempre più trasparente il processo che passa direttamente da loro a noi. L’obiettivo è di estendere a breve questa tecnologia a tutte le 43 sedi>>.

<<Conoscere qualità e provenienza delle materie prime utilizzate nei menù di ristoranti e pizzerie è un’esigenza sempre più diffusa tra i consumatori, soprattutto dei millennials, sempre più attenti alla sostenibilità – aggiunge Giuseppe Coletti, CEO di Authentico. – La scelta del management de L’Antica Pizzeria Da Michele in the world di rendere trasparente il menù attraverso la certificazione digitale in blockchain va appunto in questa direzione. Non c’è nulla da nascondere e il consumatore può in autonomia, con il proprio telefono, scoprire origine e provenienza degli ingredienti della pizza che sta per ordinare nella prima lingua. Una scelta che rappresenta una strada innovativa per diffondere la conoscenza circa le eccellenze agroalimentari Made in Italy ai consumatori di tutto il mondo che mangiano una pizza in una delle 43 sedi>>.

<<In un mondo sempre più connesso per le aziende diventa fondamentale investire in nuove tecnologie e sviluppare progetti all’avanguardia come questo della certificazione digitale della filiera attraverso la Blockchain. È entusiasmante lavorare con aziende che guardano al futuro come l’Antica Pizzeria Da Michele in the world con la quale stiamo portando avanti anche altri progetti basati su nuove tecnologie>> conclude Gianluca Radice, Co-Founder/CEO di weHUB, consulente tecnologico.

L’Antica Pizzeria Da Michele in the world

La pizza de l’Antica Pizzeria da Michele in the world è la stessa in ogni sua sede: identica, per qualità e consistenza, a quella consumata a Napoli, garantita dallo stesso tipo di impasto, dagli ingredienti e dal rispetto di alcune regole d’oro. 153 anni di storia e non sentirli con, alla base, una ‘family identity’: cambiano i luoghi, le persone, ma lo spirito del fondatore e della sua famiglia è sempre presente, a ogni apertura.

In un tempo in cui la pizza è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità, l’antica pizzeria da Michele, tra le storiche “Centenarie” di Napoli, è proiettata verso il futuro.

Attualmente le sedi della Michele in the world sono 43: Napoli, Aversa, Pompei, Salerno, Palermo, Bari, Taranto, Lecce, Crotone, tre a Roma, Bologna, Firenze, Torino, Genova, Trieste, Milano, Verona, Barcellona, Badalona, Ibiza, Malta, Prishtina, Berlino, Amburgo, Colonia, due a Londra, Manchester, Amsterdam, Al Khobar, Riyadh, Jeddah, tre a Dubai, Tokyo, Fukuoka, Yokohama, Los Angeles, Santa Barbara e New York.

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