Sabato 16 marzo, alle ore 10,30, è stata presentata nel Salone delle feste del museo la seconda edizione della rassegna  Primavera in Floridiana, che prevede oltre 60  appuntamenti nel Museo e nel Parco con eventi di arte, scienza, letteratura, teatro, danza, musica, salute, botanica e antiche discipline orientali.  

Una manifestazione che unisce, nei suggestivi spazi museali e nello storico parco, cultura, bellezza e ricerca interiore, offrendo l’opportunità di trascorrere un tempo diverso nel museo che diviene sempre più luogo di incontro e di aggregazione.

Abbiamo intervistato la  Direttrice del Museo Duca di Martina Luisa Ambrosio
 
Qual è la storia della Floridiana e del suo museo? 

La villa Floridiana, già esistente nella prima metà del XVIII secolo, agli inizi dell’Ottocento apparteneva agli eredi di Cristoforo Saliceti, ministro di polizia del governo murattiano, i quali, nel 1817, furono costretti a svendere l’appezzamento al re Ferdinando di Borbone, che intendeva destinarlo a residenza estiva della moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, duchessa di Floridia, sposata in Sicilia nel 1814, tre mesi dopo la morte della regina Maria Carolina.

facciata settentrionaleLa ristrutturazione dell’intero complesso, che già comprendeva un piccolo casino (l’attuale Museo) ed una coffee-house (l’odierna Villa Lucia), fu affidata all’architetto Antonio Niccolini che, tra il 1817 e il 1819, progettò sia il rifacimento in stile neoclassico della palazzina che la riconfigurazione dei giardini all’inglese, secondo la moda del tempo. Il Niccolini, sfruttando il naturale andamento del terreno, degradante verso il mare, ridisegnò le aree esterne, alternando vaste praterie ad aiuole con quinte scenografiche a zone “a boschetto” e terrazzamenti scoscesi. Invece, per le zone circostanti l’edificio principale adottò soluzioni più regolari e simmetriche in conformità con le caratteristiche stilistiche di gusto neoclassico. Ideò, inoltre, un teatrino all’aperto, un tempietto ionico, le serre ed alcune grotte per animali esotici, unici elementi architettonici ancora oggi esistenti nell’attuale area del Parco, che fanno percepire l’originaria atmosfera pittoresca.

Per la facciata meridionale, che risultava su tre livelli per l’accentuata pendenza del terreno, il Niccolini elaborò per il piano seminterrato un basamento in pietra lavica con una scalinata marmorea a doppia rampa, che raccorda l’edificio al parco circostante, aprendosi sul suggestivo panorama della città.

Dopo la morte della duchessa, nel 1826, gli edifici monumentali ed il Parco subirono numerose trasformazioni da parte degli eredi fino al 1919, anno in cui la Villa venne acquistata dallo Stato e destinata a sede museale. 

Il Museo Duca di Martina

Il Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana di Napoli, è sede dal 1931 di una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative. Comprende oltre seimila opere di manifattura occidentale ed orientale, databili dal XII al XIX secolo, il cui nucleo più cospicuo è costituito dalle ceramiche. La raccolta, che dà il nome al Museo, è stata costituita nella seconda metà dell’Ottocento, da Placido de Sangro, duca di Martina e donata nel 1911 alla città di Napoli dai suoi eredi.

Come nasce il ciclo di eventi e quali sono le caratteristiche principali? 

Primavera in Floridiana, promossa dal Polo museale della Campania,  diretto da Anna Imponente, è a cura di Luisa Ambrosio, direttore del Museo Duca di Martina e di Antonia Grippa, organizzatrice di eventi,  con la consulenza di Alberto Ritieni, docente di Chimica degli Alimenti al Dipartimento di Farmacia dell‘Università Federico II e la collaborazione di Rita Cuomo, assistente amministrativo del Polo. La rassegna è stata realizzata in collaborazione con: Reggia di Caserta, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Campus Salute; e con la partecipazione di: Amarelli, Artikebana R.R.Study Group della Scuola Sogetsu, Associazione APD White Cloud Studio Napoli, Associazione Be.Na.Res,  Associazione C.I.D.I., Associazione CleaNap,  Associazione Golfo Mistico, Associazione Internazionale Pandora Artiste Ceramiste, Associazione Megaride Falcones,  Associazione Premio GreenCare, Associazione Progetto Museo,  Associazione Tuhe, Birrai del Conte,  Buatta Trattoria di Conversazione, CDTM Circuito Campano della Danza, Centro Diagnostico Basile, Comunità Dzogchen Internazionale di Namdeling, Dolce Idea Gennaro Bottone, Fabio De Luca Fiorista,  Il piacere di offrire il tè,  Postural Fisio Medical, Scuola di Yoga Integrale di Napoli.

Inoltre, anche quest’anno, – sabato 8 e domenica 9 giugno  – il Polo museale aderisce e accoglie nell’area antistante il Museo il Campus Salute, progetto nato a Napoli e ormai  diffuso in tutto il territorio nazionale con decine di manifestazioni che coinvolgono centinaia di migliaia di persone l’anno e centinaia di medici volontari per una attività di prevenzione con visite mediche gratuite. La manifestazione è coordinata dal presidente Annamaria Colao, professore ordinario di Endocrinologia dell’Università Federico II, tra le prime quindici scienziate italiane in tutto il mondo.

Ci saranno anche eventi legati al Food ci racconti qualcosa? 
 
All’interno della manifestazione ricade il progetto,  I Giovedì del benessere giunto alla IV edizione,  promosso dal Polo museale della Campania, ideato e curato da Luisa Ambrosio, direttore del Museo e da Antonia Grippa, tea trader, con la collaborazione degli Assistenti museali.

In ogni appuntamento del ciclo di incontri, dedicati al benessere della mente e del corpo, viene approfondito un tema legato all’alimentazione, alla bellezza, al benessere psico-fisico o a una tradizione gastronomica.

L’incontro inizia con una visita speciale  agli antichi e raffinati oggetti delle collezioni del Museo,  collegati al tema che viene poi trattato da un esperto, con un momento di riflessione sull’educazione alimentare e sull’educazione a un comportamento psico-fisico equilibrato,  per poi concludersi con una dimostrazione o una degustazione.

Già ci sono stati incontri  dedicati a :  canapa, rieducazione posturale, cosmetici. Di seguito invece quelli in programma prossimamente:

CALENDARIO

28 Marzo La Liquirizia, una storia di famiglia con radici secolari
Pina Amarelli, esperta.

La conferenza sarà preceduta da una illustrazione guidata con il direttore Luisa Ambrosio al Ritratto del duca di Martina, Placido de Sangro, fondatore della omonima collezione napoletana, per concludersi con degustazioni di prodotti a base di liquirizia.

 18 AprileCraft Beer Experience: la birra artigianale

Stefania Albrizio, docente di Chimica Analitica e Laboratorio di Analisi dei Medicinali Dipartimento di Farmacia,Università degli studi di Napoli Federico II.

La conferenza sarà preceduta da una visita di approfondimento con il direttore Luisa Ambrosio alla collezione di Boccali da birra e si concluderà con una degustazione  di birre artigianali.

30 Maggio – Il gelato artigianale

Fiorella De Pascale, biologa – nutrizionista.

La conferenza sarà preceduta da una visita di approfondimento con il direttore Luisa Ambrosio alle geliere e alle coppette da gelato in porcellana del Settecento  e si concluderà con degustazioni di gelato artigianle gentilmente offerto da Gennaro Bottone.

Sabato 1 – Mai basta con la pasta
Incontro con Alberto Ritieni, docente di Chimica degli Alimenti, Dipartimento di Farmacia, UNINA e degustazioni
a cura di Angela Gargiulo, chef della trattoria di conversazione “Buatta”     

 
Nel vostro museo ci sono alcune splendide ceramiche quali sono i pezzi più pregiati? 
Il Museo si sviluppa su tre piani: al piano terra, oltre ad alcuni dipinti, sono esposti avori, smalti, tartarughe, coralli e bronzi di epoca medievale e rinascimentale, maioliche rinascimentali e barocche, vetri e cristalli dei secoli XV-XVIII, mobili, cofanetti e oggetti d’arredo; al primo piano è collocata la raccolta di porcellane europee del XVIII secolo costituita da nuclei delle più importanti manifatture del Settecento, Meissen, Sèvres, Doccia, Napoli e Capodimonte. Infine, al piano seminterrato, è esposta la collezione di oggetti d’arte orientale, tra cui notevole è la collezione di porcellane cinesi di epoca Ming (1368-1644) Qing (1644-1911) e giapponesi Kakiemon ed Imari.