La carne sintetica sta invadendo il mercato e rivoluzionerà il consumo tradizionale di carne.  Attualmente  Il consumo di carne tradizionale è aumentato del 58% negli ultimi 20 anni. Secondo una ricerca condotta dal World Economic Forum, si stima che ogni anno vengano macellati 50 miliardi di polli, un miliardo e mezzo di maiali, mezzo miliardo di pecore e 300 milioni di mucche. Per soddisfare una popolazione di oltre nove miliardi di abitanti, si stima che la produzione di carne aumenterà del 73% entro il 2050. Per sostenere questo livello di crescita, l’utilizzo di terreni dovrà aumentare tra il 30% e il 50%.

La Food and Drug Administration americana ha legalizzato la commercializzazione del pollo sintetico, entro poche settimane anche a livello europeo sono attese le domande di registrazione.

Che cos’è la carne sintetica

Facciamo chiarezza la carne sintetica non è quella vegetale ricavate da proteine dei legumi, viene invece prodotta dalle cellule staminali di un animale e vengono coltivate in un ambiente privo di contaminanti, senza l’uso di antibiotici in appositi contenitori o bio reattori, raccolte e consumate sotto forma di hamburger o altri prodotti simili. A differenza della carne tradizionale:

  1. abbatte l’emissione di gas serra;
  2. evita il consumo di suolo e la deforestazione;
  3. impatta meno su acqua e altre risorse alimentari; il 99% in meno, oltre al 99% in meno di utilizzo di terra.
  4. libera gli animali da trattamenti crudeli;
  5. garantisce un alimento privo di patogeni pericolosi per l’uomo;
  6. non usa antibiotici.

Secondo un’analisi della società McKinsey, entro il 2030 la carne sintetica arriverà a costare tanto quanto quella animale. Ci sono già molte aziende che se ne stanno occupando in tutto il mondo, ma non è ancora disponibile al largo pubblico perché coltivare le cellule costa troppo denaro.

Una delle aziende leader del settore e società madre del ristorante The Chicken è la Super meat del Ceo Gusto Ido Savir, in Israele la società realizza carne di pollo sintetica.

“Le cellule di pollo no ogm inserite nei fermentatori si moltiplicano all’infinito: lì cresce la carne da queste cellule alimentate con acqua, carboidrati, proteine, aminoacidi, vitamine e zuccheri”

aveva raccontato  Ido Savir, CEO di SuperMeat, società madre del ristorante The Chicken in occasione della presentazione del prodotto.

“Quando esce dal fermentatore ha un aspetto simile alla carne macinata, ma con fibre lunghe”.

La missione di SuperMeat è portare al mondo la carne di pollo di altissima qualità, coltivata direttamente dalle cellule, in un processo sostenibile e rispettoso degli animali.

Anche in Italia c’è chi è già attivo da tempo: Bruno Cell è una startup nata in Trentino, nei laboratori del CIBIO, il Centro di Biologia Integrata.

bruno cell logo

Un progetto di Università di Trento e Provincia Autonoma di Trento per esplorare le potenzialità delle biotecnologie per la salute umana. Il loro slogan è rendiamo la carne colturale una risorsa accessibile a tutti, tagliando gli alti costi della proliferazione cellulare.

Alessia Acunzo

Mi chiamo Alessia Acunzo 29 anni, di Napoli. Laureata in Discipline dello spettacolo. Ogni giorno cerco di pormi un obbiettivo nuovo, anche semplice da raggiungere per essere stimolata. Le mie passioni...

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