Lunedi 17 luglio, in un assolato pomeriggio, l’Azienda Cumadoro del gruppo Tammaro ha organizzato un tour di promozione per giornalisti locali e nazionali, esperti del settore e addetti ai lavori.

Il tour dedicato al Pomodoro Cannellino Flegreo ha condotto gli ospiti alla conoscenza del territorio di nascita del prodotto ripercorrendo luoghi tra cultura, paesaggio e archeologia per i quali si sono uniti in un azione congiunta di promozione, gli enti territoriali e gli attori principali nel settore dell’accoglienza gastronomica flegrea.

Il percorso iniziato presso il Parco Archeologico di Cuma ha visto come guida d’eccezione Fabio Pagano, che ha saputo coinvolgere il pubblico con i racconti tra il mito e la storia dei luoghi.

“Se l’archeologia è il nostro filone principale, lo sviluppo di percorsi integrati con le splendide risorse ambientali ed enogastronomiche è centrale nelle nostre strategie. La collaborazione con gli operatori che coltivano in questa area rappresenta una risorsa preziosa che il Parco intende sempre più valorizzare” la testimonianza di Pagano, direttore del Parco Archeologico.

Alla fine del viaggio guidato, il gruppo si è spostato ai piedi dei resti dell’antica città di Cuma, tra i filari di pomodoro innestati in un terreno impregnato di storia.

Il Pomodoro Cannellino Flegreo, ecotipo locale, rischiava l’estinzione, negli ultimi anni invece è tornato ad impegnare gli orti flegrei grazie anche al lavoro dell’Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo che annovera tra i membri lo stesso Giovanni Tammaro anche Presidente Confagricoltura Napoli.

Questo pomodoro si è adattato al pedoclima flegreo caratterizzato da terreni vulcanici e sabbiosi accarezzati da brezza marina tanto che è annoverato dalla Regione Campania tra i prodotti tradizionali.

Il seme, che non è un ibrido, ma è custodito dall’azienda vivaistica Cumadoro del gruppo Tammaro, viene tramandato da generazione in generazione attraverso un attento processo di selezione dei pomodori migliori per recuperarne i semi che, essiccati al sole e conservati in luoghi asciutti e ventilati, vengono poi reidratati per la semina che inizia a fine febbraio.

La coltivazione, rigorosamente manuale, si avvale del tradizionale supporto di canne, da cui il nome Cannellino, e spago in juta o canapa. 

Il raccolto va da metà luglio a fine agosto.

La distribuzione del prodotto è principalmente in forma ioni di degustazione di conserve, a cui il Pomodoro Cannellino Flegreo ben si presta, una peculiarità su cui si intende puntare, anche attraverso la creazione di laboratori per la trasformazione nella stessa area di produzione, in modo da generare ricadute positive sui livelli occupazionali. 

La passata venduta è con pomodori interi e una piccola parte in ‘pacchetelle’. 

La vendita al pubblico avviene generalmente presso le aziende di produzione e in alcune botteghe dedite alla ricerca di prodotti d’eccellenza o tramite e-commerce. 

Diversamente è possibile assaggiare il Pomodoro Cannellino Flegreo già presente in menu di pizzerie e ristoranti. 

L’associazione dal 2018 riunisce diversi produttori dell’eccellenza rossa flegrea, “Stiamo lavorando a un percorso che sta prendendo forma grazie alla messa a punto di un Comitato promotore per il riconoscimento della DOP – Denominazione di Origine Protetta e che metta insieme produttori e trasformatori, ma che vuole coinvolgere anche i comuni quali Bacoli, Pozzuoli, Monte di Procida e Quarto e l’area flegrea del comune di Giugliano in Campania che ospitano le aree di produzione” la dichiarazione di intenti di Tammaro.

Dal 2018, l’area di produzione del Pomodoro Cannellino Flegreo è passata da 10 a quasi 40 ettari anche grazie all’ampliamento dei terreni coltivabili con precise azioni di riqualificazione e rigenerazione urbana, previste nell’ambito del Progetto Monterusciello Agro City (MAC), finanziato dall’Unione Europea, e attivate dal Comune di Pozzuoli che ha puntato al recupero di aree urbane abbandonate che dal 2020 sono state messe a coltura con il coordinamento di Stefano Grasso.  

L’intervento di Nicola Caputo – Assessore all’Agricoltura della Regione Campania ha sottolineato come la valorizzazione delle produzioni autoctone sia una riscoperta da promuovere anche attraverso un’indicazione geografica che possa rivitalizzare queste produzioni. “Quella di oggi è una bella festa in cui abbiamo ritrovato una commistione forte tra cultura e agricoltura, la qual cosa rappresenta una delle forze del nostro sistema agricolo in cui credere sempre più”. 

Intervenuto anche il Sindaco di Pozzuoli – Luigi Manzoni che si è detto disponibile e ha fatto sapere che “l’Amministrazione, per quanto di competenza, sarà sempre al fianco di chi intende valorizzare i prodotti del territorio, collaborando alla crescita sana del sistema economico locale”.

Infine, a testimonianza del rapporto stretto tra il Pomodoro Cannellino Flegreo, e l’economia del suo territorio, l’evento ha visto la partecipazione di enti e associazioni di settore quali Confagricoltura e Ebat – Ente Bilaterale Agricolo Territoriale. 

La declinazione del pomodoro cannellino flegreo in cucina è stata testata grazie alle proposte presentate al termine della giornata in una sorta di banchetto celebrativo con la presenza dei ristoratori flegrei che hanno offerto agli operatori la loro idea di trasformazione del prodotto dimostrandone l’estrema versatilità.

Per l’occasione sono intervenuti  ristoranti di Bacoli come  lo stellato Caracol  guidato dallo chef  Angelo Carannante, Il Testardo  Locanda Atipica, Paccasassi , Sunrise & Sybilla Garden, l’agriturismo Don Salvatore di Monte di Procida, Vico Sarchiapone di Giugliano in Campania, il rinomato  Punto Nave,  e i dolci di Campi Flegrei Box entrambi di Pozzuoli,  gli chef di APCI Regionale, lo chef Agostino Malapena di Aversa (CE)  e il Caseificio Golino di Marcianise  (CE) affiancati dalle pizzerie, Pizza in grammi con sede sia a  Pozzuoli che Quarto e Salvo che ha sede sia a Napoli che a San Giorgio a Cremano

Adele Munaretto

Salernitana di nascita ma Flegrea di adozione, Logopedista proprietaria e coordinatrice di un centro di riabilitazione del linguaggio per bambini; dopo i trent'anni si avvicina al mondo del vino e della...

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