L’ambiente sembra una grande preoccupazione degli italiani, che appaiono tra i più inclini in Europa a cambiare stile di vita e provare nuove alternative, come la carne coltivata.

Intanto cambiano i comportamenti per via dell’inflazione, il 45% delle famiglie è in difficoltà, il 55% è convinto che gli aumenti avranno un impatto sulle proprie abitudini fuori casa

Gli italiani sono tra i popoli in Europa più inclini a cambiare il proprio stile di vita su temi che riguardano il proprio benessere e quello del pianeta, disponibili a provare anche nuove alternative come la carne coltivata. Parallelamente altri cambiamenti sono determinati dal caro prezzi, che ha portato ad un aumento delle famiglie in difficoltà, e quindi molti cominciano a cambiare le proprie priorità focalizzandosi sullo stretto necessario, oppure cercando promozioni o sconti.

Queste alcune delle evidenze principali della ricerca intitolata Behavior Change, condotta da CPS GfK, gruppo internazionale leader nelle ricerche di mercato recentemente acquisito da YouGov. I dati sono estrpolati dal consumer panel di CPS Gfk, l’indagine semestrale (giunta alla sesta edizione) oggi copre oltre 21 nazioni in Europa, con oltre 15.000 intervistati. Si tratta di una ricerca ricorrente che indaga come decisioni relative ai beni di uso quotidiano sono influenzate dalle circostanze familiari e sociali. L’azienda ha più di 60 anni di esperienza nelle ricerche di mercato, con un panel di oltre 100.000 consumatori nel continente europeo. Grazie alla misurazione di oltre 18 milioni di esperienze d’acquisto e di 2,1 milioni di codici a barre in 1.500 retailer ogni anno, i dati CPS Gfk sono uno strumento apprezzato dalle aziende per la loro qualità e accuratezza, permettendo una comprenzione più approfondita dei comportamenti dei consumatori e dei loro cambiamenti.

In Europa il numero delle famiglie in difficoltà è diminuito nel 2023 ma questo non vale per alcune nazioni tra cui l’Italia, dove la percentuale invece è salita dal 41% al 45%. Il perdurare dell’aumento dei prezzi sta producendo dei cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, che cercano di risparmiare e di darsi delle priorità. Gli italiani infatti sono preoccupati per l’aumento dei prezzi dei beni di consumo giornalieri, ma solo il 35% crede che questo cambierà le proprie abitudini. Se invece consideriamo lo svago e l’intrattenimento fuori casa le cose sono ben diverse, gli italiani sono tra i più pessimisti a livello europeo, con il 55% convinto che gli aumenti avranno un impatto sulle proprie abitudini.

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Facendo un focus proprio sulle abitudini di acquisto, non sorprende che il 68% degli italiani dichiara di comprare solo ciò che è strettamente necessario, solo il 35% compra ciò che piace, mentre il 65% guarda al prezzo più che alla qualità. Inoltre, l’84% degli italiani è orientato verso prodotti in promozione e parallelamente cresce l’interesse verso i prodotti a marchio dei distributori (cosiddetti private label) con il 51% delle preferenze.

Interrogati su quanto prenderebbero in considerazione dei cambiamenti nel proprio stile di vita, gli italiani appaiono generalmente tra i più inclini d’Europa su temi che riguardano la propria salute o quella del pianeta. Il 77% prenderebbe in considerazione una dieta totalmente priva di zuccheri, l’84% si impegnerebbe di più per fare attività fisica ogni giorno, mentre l’83% esprime volontà di fare più attenzione alla riduzione dei rifiuti e il 65% è favorevole alla cosiddetta “planetary health diet” (dieta pensata per mangiare in modo sano ma sostenibile per il pianeta).

Inoltre, gli italiani dimostrano un atteggiamento aperto nei confronti di cibi che possono essere utilizzati in sostituzione della carne, posizionandosi tra i più possibilisti in Europa. In particolare, se andiamo a vedere le opinioni sulla carne coltivata, risulta che il 40% in Italia sarebbe disposto a provarla per curiosità, mentre il 20% è già convinto che la integrerebbe regolarmente nelle proprie abitudini alimentari. In totale parliamo quidi di un atteggiamento generalmente positivo che accomuna il 60% degli intervistati. Solo il 27% non proverebbe affatto la carne coltivata, con un restante 7% che non mangia carne già ora e non la mangerebbe in futuro.

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“Dai risultati raccolti appaiono evidenti gli effetti generati dal perdurare di un fenomeno come l’inflazione. Gli italiani si confermano risparmiatori e si adattano al contesto, essendo costretti a farlo, pur mostrando un forte attaccamento al proprio stile di vita, con il quale c’è un forte legame culturale. Tuttavia non sono contro i cambiamenti a prescindere, emerge ad esempio una grande apertura mentale verso alternative più salutari per il benessere fisico o più sostenibili per l’ambiente”, commenta Roberto Borghini, Country Lead Italy di GfK CPS. “In quest ultima ultima verione del report abbiamo adottato un nuovo approccio, che integra le competenze di CPS e di YouGov, e sempre più dati saranno disponibili su sui comportamenti dei consumatori. Grazie alla nuova offerta combinata saremo sempre più in grado di comprendere ogni singolo passaggio del percorso di acquisto: da cosa acquistano i consumatori e dove, al perché e al come effettuano i loro acquisti. Il tutto sempre nel rispetto della privacy e della tutela dei dati”.

Nota: il marchio CPS GfK è utilizzato da YouGov su licenza di GfK. Un marchio YouGov sostituirà il marchio CPS GfK. GfK e le sue affiliate non possiedono e non sono affiliati ad alcun marchio YouGov.

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