Arianna Vulpiani, romana, classe 1977, in seguito alla diagnosi della celiachia decide di fondare Bio farm orto, azienda agricola di prodotti biologici. Ci avverte con molto convinzione e certezza:

I cibi a basso prezzo sono un’illusione. O paga l’ambiente o paga la nostra salute

Ciao Arianna, come nasce Bio Farm ORTO?

Nasce quando ho scoperto di essere celiaca, e quindi ho inventato quest’attività per le famiglie che non hanno spazio, tempo e pollice verde, possono avere un’orto senza problemi. La formula è semplice si affitta una porzione di orto, noi ci occupiamo della coltivazione ed il cliente raccoglie i suoi ortaggi senza alcuno sforzo. Il risultato è quello di avere cibi sani, sicuri, gustosi, esclusivamente stagionali, l’orto è coltivato secondo il protocollo biologico dove sia la coltivazione che tutti i lavori agricoli, vengono svolti da un team di agricoltori ed agronomi esperti che ne garantiscono la qualità e la riuscita.

L’azienda è nuova anche se la mia famiglia si è sempre occupata di agricoltura visto che mio nonno produce da sempre olio.

Qual è stato il riscontro del pubblico?

Il riscontro è stato importante, forse la città di Roma cercava qualcosa del genere, cioè la possibilità di poter avere sulle proprie tavole prodotti sani, sicuri, inoltre proprio il rapporto personale rafforza questo certezza. In città è difficile, ameno che non ti sposti di parecchi chilometri, trovare una realtà del genere. La tipologia dei nostri clienti sono professionisti, nutrizionisti, sono persone che conoscono il biologico e lo apprezzano.

L’orto è sito in è in via Tiberina 178 a pochi chilometri dal raccordo anulare all’uscita Flaminia del GRA.

Com’è organizzata la Bio Farm?

Noi prepariamo gli orti che sono sostanzialmente identici, una volta che sono quasi pronti per la raccolta noi li dividiamo con canne di bamboo e filo di canapa e li numeriamo. Poi chiamo i miei “ortisti” che possono scegliere il proprio orto, nei giorni dedicati alla raccolta (martedì, giovedì e sabato) possono venire in azienda e procedere a raccogliere i frutti del loro lotto assegnato. Le prime volte li accompagniamo per far vedere loro come prendere i prodotti e in poche sedute sono pronti per farlo autonomamente.

Anche alcuni ristoranti hanno preso il loro orto in modo da poter offrire ai loro commensali prodotti sempre freschissimi e certificati, come per esempio il Margutta veggy food & art che ha preso un orto molto grande, con i ristoranti abbiamo quindi deciso con loro cosa coltivare.

Poi hai sviluppato anche Bio Farm Olio, ci racconti qualcosa?

È come ti dicevo prima, l’olio è quello prodotto dalla mia famiglia sulle colline sabine, nel comune di Toffia un caratteristico Borgo Medioevale, da oltre tre generazioni.  È un olio molto equlibrato nelle sue diverse varietà, infatti abbiamo Le varietà che utilizziamo sono: Pendolino, Carboncella che è una varietà tipica del Lazio, Raja che in molti conoscono col nome di “oliva dolce”, infatti è così il suo olio, Leccino dal quale si ottiene un olio dal sapore fresco ed infine Frantoio che dà vita a un olio dalle mille sfumature di sapori.

È un’olio robusto che diventa un vero e proprio ingrediente, serviamo solo clienti privati e non la ristorazione, anche perché ormai le nostre produzione è leggermente calata in questi ultimi anni.

Poi troviamo anche Bio Farm Miele, come funziona?

È un progetto iniziato da circa due anni, abbiamo diverse arnie che il cliente può adottare, tramite il versamento di una piccola quota simbolica. Inoltre il progetto ““Adotta un’Arnia da BioFarm Miele” è un progetto che ha subito ottenuto il patrocinio dell’Aral (Associazione Regionale Apicoltori Lazio). In questo caso che adotta l’arnia può scegliere il colore dell’Arnia adottata e il nome della sua Ape Regina.

La tua gamma di offerta coinvolge anche l’uovo dal 2017, ci racconti qualcosa?

Si infatti a dicembre del 2017 ho deciso di avviare la produzione  di  uova con un piccolo allevamento all’aperto di galline ovaiole di varie razze ( Novogen, Lohmann, e Livornese bianca ) per  avere uova fresche giornaliere.

Oggi posso dire che rappresentano il mio core business, posso dire che la situazione mi è quasi sfuggita di mano. Infatti in questo modo posso dire di aver chiuso il cerchio, con gli animali che girano per i campi e così riesco a concimarli naturalmente, con gli ortaggi che produco riesco a coprire una parte della loro alimentazione. Oggi ho circa 1000 capi.

La raccolta e la selezione delle uova viene eseguita rigorosamente a mano, una ad una, più volte al giorno. Anche la raccolta delle nostre uova è molto particolare perchè vengono deposte dalle galline in appositi cassetti con apertura dall’esterno del pollaio per facilitarne la raccolta senza disturbare gli animali.

Una parte della mia clientela per le uova sono anche ristoranti, come per esempio Eggs di Barbara Agosti, che nel tempo è diventata un’amica e con la quale condividiamo diversi interessi.

Ti aspettavi questo successo anche mediatico?

A dire il vero ero convinta che le famiglie avrebbero apprezzato questa nuova attività e molte mamme mi sono riconoscenti in quanto proprio il fatto che anche i bambini partecipano alla raccolta, li ha fatti avvicinare agli ortaggi che spesso sono cibi che i bimbi non amano molto.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Ho iniziato a produrre, nella zona di Amatrice, cereali e grani. I primi mi servono anche come cibo per le galline, mentre per i grani stiamo producendo grani antichi, legumi e patate. Stiamo provando, con altri 10 agricoltori, a creare il primo bio-distretto alimentare dell’alto Lazio. Insieme alla Regione stiamo cercando di definirlo anche con un disciplinare di coltivazione per garantire oltre al biologico anche i nostri prodotti con un nostro marchio, coinvolgendo anche altri comuni limitrofi.

In quella zona si riescono ad avere dei prodotti di alta qualità come le patate che contengono una giusta idratazione d’acqua e che sono molto apprezzate dagli chef con i quali collaboro.

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Spaghetto di patate by Barbara Agosti

Per esempio lo spaghetto di patate ( preparato da Barbara Agosti nel suo Eggs) si realizza con una spirale che crea degli spaghetti di patata molto fini e viene scottato pochi minuti in padella per poi essere servito con una carbonara, con il pomodoro oppure con un crema di pecorino.

 

 

 

Chef Di Iorio

Collaboro anche con altri ristoranti come Aroma dello chef Di Iorio presentato a “Costume e società” per Rai2

 

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N’uovo by Chef Marzetti

ancora il Mirabelle con lo chef Stefano Marzetti con il quale abbiamo preparato un “N-uovo” piatto.

Infine anche il nuovo ristorante di Marc Mességué, Mamé, utilizza i miei prodotti il che mi rallegra particolarmente visto che Marc è da sempre impegnato nella sensibilizzazione all’importanza dell’alimentazione per migliorare la qualità della vita ristabilendo il naturale e armonico equilibrio psico-fisico.