Spazio, colori e cucina orientale. Questo il tris d’assi di Chopstick Prati che va ad aggiungersi agli altri tre ristoranti già presenti nei quartieri Cassia, Parioli e Trastevere.

A raccontare l’anima di questo nuovo locale che ha aperto al pubblico romano il 29 dicembre scorso, ci pensa Filippo Rutigliano direttore della sede di via dei Gracchi.
“Da Chopstick Prati abbiamo fatto delle scelte ben precise che, oltre a caratterizzarne profondamente l’offerta gastronomica, hanno reso questo locale unico e profondamente diverso rispetto agli altre tre già esistenti.”
Senza dubbio ciò che colpisce l’ospite appena varcata la soglia d’ingresso sono due elementi fondamentali, lo spazio e il colore.

Una superficie di 700 mq nella quale si dislocano 200 coperti e poi un gioco di luci e colori che rapiscono il cliente facendolo immergere in un’atmosfera quasi surreale.
L’ampia metratura del locale è stata intelligentemente suddivisa in diverse salette (sei interne e una esterna) ed ognuna ha una caratteristica che la contraddistingue dalle altre. A partire dal nome sempre piuttosto evocativo, come nel caso della sala dell’Angelo dove troneggia un’altalena con un paio di ali realizzate con delle piume dove potersi scattare foto e selfie che poi andranno rigorosamente condivisi sui social. Meglio se su Instagram, perché come spiega il direttore “Chopstick Prati con il suo stile radical kitsch, vogliamo che diventi il locale più instragrammato della Capitale!”. E in questo alternarsi di sale e di spazi, a determinare la particolarità di Chopstick Prati è anche il gioco cromatico che si snoda principalmente su due colori: il fucsia e il verde. Del resto, un luogo kitsch non è certamente un posto qualunque e l’immagine deve rimanere impressa nella mente a lungo e vi assicuriamo che sarà così per Chopstick Prati.

La proposta gastronomica, la mixology e la coccola del fumo lento

Sushi, sashimi, cucina cinese e interessanti creazioni fusion. Il menu di Chopstick Prati pur mantenendo una impronta volutamente orientale, strizza l’occhio a piatti che fondono culture, sapori e ingredienti diversi tra loro. Interessante anche la presenza di alcuni piatti vegani, vegetariani e gluten free, perché qui tutti gli ospiti devono poter trovare sul menu (che è completamente digitale grazie ai palmari presenti su ogni tavolo) i piatti desiderati e godersi il pranzo o la cena.

La formula che accomuna tutti i ristoranti del brand Chopstick è quella dell’all you can eat “Qui nella sede di Prati però, abbiamo ideato una proposta gastronomica che se da una parte sposa la linea generale del brand dall’altra si diversifica dal menu tipico del mangio quanto voglio”. Spiega Filippo Rutigliano aggiungendo che le varie portate sono state pensate e calibrate anche nella quantità per evitare che i clienti si concentrino nell’abbondanza dimenticando di gustare le creazioni che arrivano al tavolo. E parlando di piatti, ce ne sono alcuni che in poco più di un mese, sono già diventati dei signature dish come le polpettine fritte di salmone, il polpo rosticciato su hummus di edamame e ancora la polpettina fritta di salmone o il fiore di zucca con ricotta e salsa teriyaki. E poi ovviamente tutta la selezione di sushi e sashimi realizzati dal Maestro del Sushi con materie prime freschissime.

Ma Chopstick Prati ha altri due assi nella manica in grado di accogliere e far tornare, anche i clienti più esigenti. Ci riferiamo alla cura dedicata a tutta l’offerta mixology grazie alla presenza di un comodo bancone dove sedersi per un aperitivo prima di cena o un drink per concludere la serata. La carta dei cocktail conta oltre 30 drink realizzati al momento da un bartender professionista.

E infine, ciliegina sulla torta… la coccola del sigaro che arriva insieme al distillato poco prima di salutarsi. Tutti i clienti che vorranno concedersi un momento di “fumo lento” hanno a disposizione la sala esterna perfettamente riscaldata.

Chopstick Prati
Via dei Gracchi, 268
00192 Roma
Tel. 346 323 0063

Aperto tutti i giorni a pranzo e cena
Chiuso il lunedì
www.chopstick.it

Redazione Foodmakers

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