Unire la rigorosa tradizione culinaria giapponese all’immensa fantasia dei piatti campani, dando vita a un nuovo progetto gastronomico esclusivo e unico nel suo genere: questo l’obiettivo dell’imprenditore Fabio Coscia e dello Chef napoletano Lino Acunzo, che hanno ideato Incarni, un nuovo format di ristorazione fusion con braceria, norcineria e aperitivo. Il sushi di carne è servito, niente salmone o tonno, ma carne e prodotti tipici racchiusi nei classici cilindri di riso: roll con polpettine al ragù, carne alla genovese oppure salsicce e peperoni. Il sushi partenopeo mette in tavola anche roll con parmigiana di melanzane e alla Nerano con zucchine e provolone del Monaco.

Il primo locale Incarni è stato aperto a Caserta, in Piazza Matteotti e presenta una proposta gastronomica armonica e originale. La brigata di cucina è guidata dallo chef patron Acunzo, che ha alle spalle una ventennale esperienza spesa tra ristoranti, catering, banqueting e accademie di cucina dove insegna. In tavola porta due anime gastronomiche, quella partenopea e quella orientale, partendo da eccellenti materie prime e preparando tutto in casa. “Dopo anni di sperimentazioni, combinazioni di sapori e assaggi è nata la mia NFK, Neapolitan Fusion Kitchen, cucina napoletana fusion – spiega lo Chef – che accosta i sapori cult della nostra tradizione alle tecniche di cottura e di condimento giapponesi. Abbiamo realizzato un menù elegante fatto di ricette all’avanguardia, frutto dell’unione di alcune delle più affascinanti tecniche di cucina”.  

Acunzo gioca sui contrasti e sugli impiattamenti, dalla pasta ai dolci passando per le cotture a bassa temperatura. Tra le novità, oltre al sushi, anche la mozzarella croccante alla siciliana e alla neranese, fritta in panatura di panko e la parmigiana rivisitata. Non mancano incursioni in Centroamerica con tacos handmade farciti con tartare di fassona e salsa guacamole oppure con straccetti di marchigiana in salsa barbecue e mousse di melanzane. Le tortillas invece sono servite con pastrami, verdure grigliate e salsa di tropea in agrodolce. Nel menù una selezione delle migliori carni italiane ed estere: marchigiana dop, piemontese, grigialpina, una selezione di entrecote di marchigiana bio e prussiana, pezzata rossa danese, 

Sashi finlandese, Rubia Gallega, Tomahawk irlandese. Qualità è la parola d’ordine che caratterizza le scelte, che contribuiscono a rendere identitario il progetto. I primi fusion: la chitarrina fresca cacio e pepe con battuta di bue marchigiano e lime, la genovese con cipolle di Alife, salsa al pecorino e straccetti di Angus in tempura, il risotto con cremoso allo zafferano, riduzione all’Aglianico e bocconcini di marchigiana al salto e la Nerano di Incarni, pasta con crema di zucchine e menta, salsa di provolone del Monaco e croccante di guanciale. Si chiude in bellezza con i dessert realizzati nei laboratori del ristorante: tiramincarni, un goloso tiramisù al cioccolato bianco, cheese cake rivisitata al caramello salato, caprese calda con chantilly e il divertente “Si è rotto il cannolo”. 

La cantina e la proposta dei vini provenienti da tutto il mondo raggiunge, come tutto il resto, l’eccellenza. Un’attenzione particolare è stata riservata al territorio di casa e all’Italia con un’ampia raccolta che tocca tutte le regioni: dal Casavecchia al Sassicaia, un percorso di degustazione intrigante. A completare il format c’è il lounge bar con le degustazioni accompagnate da un’ottima carta dei cocktail e dall’interessante selezione di bollicine e Champagne per l’aperitivo. Ottanta coperti in un locale alla moda e di design.

Redazione Foodmakers

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