Inizia (forse) l’era del dopo Covid e si avvertono i primi scossoni.

Dopo due mesi di fermo obbligato, con le riaperture dei locali autorizzate per gradi a partire dal 27 aprile e il ritorno dei primi clienti nelle sale il 21 maggio, piano piano il mondo della ristorazione, con tutte le difficoltà del caso, prova a ripartire, non senza qualche novità.

Mentre ancora c’è chi si sta preparando per riaccendere i fornelli, magari provando a capire l’aria che tira in questa prima “tranche” di fase 2, c’è chi addirittura si appresta a inaugurare nuovi locali, con la convinzione che il futuro non è poi così nero come poteva sembrare solo fino a qualche settimana fa.

È di questa settimana la notizia dell’apertura, prevista per sabato 30 maggio a Nola, di Ro Restaurant, all’interno del più ampio progetto Ro World.

Alla guida del ristorante di questa nuova struttura che da settembre inaugurerà anche il settore dedicato all’hotel 4 stelle e che, per ora parte con caffè, bistrot, pasticceria e ristorante, un grande ritorno per la città di Nola, Francesco Franzese.

Francesco aveva lasciato le cucine del Roji, ristorante nolano di cucina fusion di altissimo livello, per lo stellato Casa del nonno 13 di Mercato San Severino, al quale aveva assicurato la stella con l’uscita della rossa.

Ora torna a casa a Nola, città che da qualche anno ha sdoganato il fine dining e lo fa nel migliore dei modi. Sarà alla guida della cucina del Ro Restaurant, una cucina attrezzatissima, ispirata ai grandi stellati, con tanto di acquario sotto al pass e attrezzature di primissimo livello e che si presenta al pubblico con una base fortemente materica.

D’altra parte, come ci conferma lo stesso chef che abbiamo raggiunto al telefono, questa sembra essere la tendenza che dominerà il mercato per un po’ di tempo.

Il ritorno alla materia prima di eccellenza, in piatti che la mettono in evidenza senza trasformarla eccessivamente, nell’ottica di una rivalutazione del territorio e della tradizione.

Questo non significherà prodotto solo locale, il progetto prevede una ricerca di quanto di meglio offrono i vari mercati mondiali, avendo come unico obbiettivo quello di proporre il meglio al cliente.

Dal grande ragù della tradizione quindi fino al miglior astice, ai migliori tonni e alle migliori carni di Kobe, una selezione eslusiva per un progetto altrettanto esclusivo ed ambizioso.

70 posti, già nati distanziati come si addice ad un ambiente di qeusto tipo, per questo nuovo ristorante che proporrà, oltre a quanto detto, anche due menù degustazione con i quali lo chef avrà modo di dar sfogo al proprio estro.

Ro sarà anche Bistrot sempre con Franzese nel “dietro le quinte”, bar e pasticceria con la supervisione di Antonino Maresca, “deus ex machina” anche per la pasticceria del ristorante.

Alla domanda d’obbligo sul rischio di inaugurare un nuovo locale di alto livello in un periodo come questo, che speriamo si stia concludendo, Franzese giustamente ha risposto che sono molto fiduciosi nella voglia delle persone di tornare a uscire, a viaggiare, a vivere esperienze, a socializzare.

In bocca al lupo per la nuova avventura a tutta la squadra.