Oltre la tradizione: quando l’ingrediente locale sfida il bicchiere
La storia della birra è costellata di tentativi di contaminazione, di esperimenti che talvolta sfiorano l’azzardo e altre volte centrano l’obiettivo con una precisione sorprendente. Quando si parla di castagne, il pensiero corre immediatamente all’autunno, al tepore di un focolare domestico e al profumo inconfondibile delle caldarroste. Tuttavia, nel panorama brassicolo contemporaneo, c’è chi ha deciso di osare, spostando questo prodotto simbolo delle valli piemontesi dal cartoccio al fermentatore.
È nata cosìFuori dal Riccio, unaChestnut Lagerambrata che segna un punto di svolta nel percorso creativo delbirrificio Granda. Non si tratta di una semplice birra stagionale aromatizzata, ma di un progetto che mette in dialogo due mondi apparentemente distanti: quello della produzione di farine e biscotti del Biscottificio Cavanna e quello della produzione brassicola di alta qualità. Il risultato è un prodotto che cerca di scardinare l’idea che la castagna in birra debba per forza trasformarsi in un dessert liquido.
L’incontro tra il birrificio Granda e il Biscottificio Cavanna
La collaborazione dietro questo lancio non è casuale. Il Biscottificio Cavanna, realtà storica del territorio cuneese, possiede una competenza tecnica profonda nella lavorazione delle materie prime locali, dalle castagne alla segale. Quando Granda ha iniziato a riflettere su come raccontare il territorio attraverso una nuova ricetta, il coinvolgimento di un partner che “pasticcia” quotidianamente con farina e tradizione è apparso come la mossa più naturale.

Questo legame non si è limitato alla sola birra. La sinergia ha dato vita a un ecosistema di prodotti, dove il biscottificio ha creato un biscotto specifico in grado di esaltare le note della lager. È una filosofia produttiva che supera i confini del singolo stabilimento, trasformando la collaborazione in una forma di narrazione territoriale che coinvolge direttamente il consumatore. Non si tratta solo di bere, ma di degustare un intero territorio.
Il profilo aromatico: castagna e segale per un equilibrio rustico
Entrare nel merito della ricetta di Fuori dal Riccio significa osservare come la tecnica brassicola possa bilanciare elementi che, in teoria, potrebbero risultare troppo pesanti o invasivi. La farina di castagne, utilizzata sapientemente, apporta una base aromatica che ricorda il pane, la castagna secca e sfumature leggermente tostate che si integrano armoniosamente con la base maltata della lager.
A rendere il profilo ancora più interessante è l’introduzione della segale della Valle Grana. Questo cereale non funge da semplice comparsa; dona alla birra una nota rustica e un carattere deciso, quasi materico, che bilancia la dolcezza naturale della castagna. Il risultato finale è una bevuta asciutta, pulita e sorprendentemente beverina. Chi teme di trovarsi di fronte a una birra stucchevole resterà piacevolmente sorpreso: il finale rimane netto, invitando a un secondo sorso proprio come una buona lager dovrebbe fare.

Il debutto alla Fiera del Marrone di Cuneo
Non poteva esserci palcoscenico più coerente della Fiera del Marrone di Cuneo per presentare Fuori dal Riccio. La fiera, che richiama ogni anno appassionati e professionisti del settore, rappresenta il tempio della valorizzazione delle castagne locali. Debuttare qui significa mettere il prodotto direttamente a confronto con la materia prima nella sua forma pura.
Questa scelta riflette l’approccio di Granda: una realtà che non cerca scorciatoie o ingredienti esotici, ma preferisce guardarsi intorno, attingendo al potenziale inespresso di ciò che cresce a pochi chilometri dai propri impianti di Lagnasco. La birra, in questo senso, diventa uno specchio della geografia cuneese, una sintesi liquida di valli, tradizioni contadine e modernità brassicola.
Sperimentazione e futuro delle collaborazioni territoriali
Il progetto Fuori dal Riccio segna l’inizio di una direzione precisa per il birrificio. Sebbene le collaborazioni con altri birrifici craft siano ormai una consuetudine consolidata, l’apertura verso le aziende del settore alimentare tradizionale rappresenta una frontiera inedita e ricca di stimoli. L’idea è semplice ma potente: integrare competenze diverse per creare prodotti che non siano solo “birra al gusto di”, ma veri e propri esperimenti culinari liquidi.
È evidente come il settore della birra artigianale stia vivendo una fase di maturazione. Non si cerca più solo il luppolo più raro o il grado alcolico più estremo, ma si punta sulla complessità e sulla capacità di evocare storie. Fuori dal Riccio è, in ultima analisi, un invito a riscoprire le radici — quelle delle castagne, quelle della segale, quelle di una terra generosa — senza rimanerne imprigionati.
Per chi volesse scoprire questa nuova creazione, Fuori dal Riccio è disponibile a partire dalla sua presentazione ufficiale e, a seguire, anche sul sito ufficiale del birrificio. Restare aggiornati sulle prossime uscite di Granda Beer permette di seguire da vicino un’evoluzione che promette di riservare altre sorprese, sempre mantenendo quel filo conduttore tra l’innovazione della ricetta e l’orgoglio per l’appartenenza a una terra ricca di biodiversità e saperi antichi.

