Ventuno anni di legame tra la Campania e Merano
Il Merano WineFestival rappresenta da oltre tre decenni una delle vetrine più prestigiose per il panorama enologico e gastronomico internazionale. In questo contesto di alta qualità e ricerca costante, il progetto Campania Gourmet si inserisce come un pilastro solido, celebrando nel 2026 un traguardo significativo: ventuno anni di presenza continuativa. Non si tratta solo di una partecipazione istituzionale, ma di un impegno costante volto a promuovere l’identità regionale attraverso un dialogo serrato tra produttori, chef e un pubblico di professionisti e appassionati sempre più esigente.
L’edizione 2026, che si terrà dal 6 al 10 novembre, vede la Campania riaffermare la sua posizione di rilievo con un programma orchestrato da Dante Stefano Del Vecchio e coordinato da MisteryApple Communication. Il sostegno della Regione Campania, in sinergia con il Programma nazionale FEAMPA 2021–2027 e il Ministero dell’Agricoltura, sottolinea l’importanza strategica di questo evento nel definire il posizionamento del comparto enogastronomico campano sui mercati di riferimento.
La sfida dell’evoluzione: i grandi bianchi campani
Uno degli assi portanti della proposta campana a Merano risiede nell’approfondimento tecnico dedicato al patrimonio vitivinicolo regionale. Domenica 8 novembre, presso l’Hotel Terme Merano, si terrà la masterclass intitolata “La Campania nell’evoluzione dei bianchi”. Il focus è ambizioso: dimostrare come i vitigni autoctoni della regione non solo possiedano una spiccata identità territoriale, ma mostrino una straordinaria capacità di affinamento e crescita nel tempo, superando lo stereotipo del vino bianco da consumare necessariamente nell’annata di produzione.
La degustazione, curata con la competenza di AIS Campania attraverso la guida del presidente Tommaso Luongo, di Dante Stefano Del Vecchio e dell’esperto Guido Invernizzi, si articola su otto etichette selezionate con annate comprese tra il 2018 e il 2022. È un’occasione per analizzare l’interazione tra suoli vulcanici, calcarei e argillosi e la longevità dei vini. Osservare l’evoluzione di un Fiano di Avellino o di un Greco di Tufo a distanza di anni consente di comprendere meglio il lavoro meticoloso svolto in vigna e in cantina, dove la riduzione degli interventi chimici e una vinificazione più attenta all’ossigeno hanno trasformato radicalmente il profilo sensoriale delle produzioni regionali.
Sfumature di Gusto: il palcoscenico della cucina
Se il vino rappresenta l’anima liquida, la gastronomia è il cuore pulsante di Campania Gourmet. Il format “Sfumature di Gusto”, ospitato all’interno della Gourmet Arena, trasforma il palco in un laboratorio di idee. Dal 6 al 9 novembre, il pubblico potrà assistere a una serie di showcooking che mettono in scena il meglio della ristorazione campana. Il programma non si limita alla semplice preparazione di ricette, ma esplora il confine labile tra la memoria contadina e la tecnica contemporanea.
I nomi coinvolti sono tra i più autorevoli della scena campana, figure come Lino Scarallo, Giuseppe Aversa, Antonio Tubelli e Umberto De Martino, che portano a Merano visioni differenti ma complementari. La presenza di professionisti storici accostati a una nuova generazione di cuochi, arricchita dal contributo degli studenti dell’Istituto Alberghiero G. Marconi di Vairano Scalo, crea un ponte generazionale fondamentale. Vedere i giovani allievi affiancare maestri già affermati, come accadrà nelle giornate di sabato e domenica, è un segnale di vitalità del settore che guarda al futuro del territorio campano con fiducia.
Dalla tradizione al mare: un percorso di contaminazione
La narrazione gastronomica proposta durante la quattro giorni meranese si spinge anche verso territori inesplorati di contaminazione. L’evento in programma per domenica 8 novembre, condotto da Antonio Tubelli e dedicato alla bottarga della Sardegna, rappresenta una scelta coraggiosa: mettere in dialogo materie prime distanti, pur unite dal filo conduttore del Mediterraneo. Questo tipo di scambi culturali è ciò che rende il Merano WineFestival un luogo di reale innovazione.
Il gran finale, previsto per lunedì 9 novembre con il titolo emblematico “Insiemi di Gusto e di Mare”, sintetizza lo spirito dell’intera partecipazione. Attraverso il lavoro congiunto di Scarallo, Tubelli, Aversa e De Martino, la cucina campana si presenta come un ecosistema aperto, capace di assorbire influenze esterne pur mantenendo una forte radice locale. Non è un caso che la scelta della location, nel cuore dell’Alto Adige, sia strategica: il contrasto tra la cultura enogastronomica alpina e quella mediterranea genera sempre spunti di riflessione inediti, stimolando il dibattito su cosa significhi oggi “fare qualità” in Italia.
La presenza costante e strutturata della Campania a un appuntamento così esclusivo come il Merano WineFestival funge da volano per tutto il comparto turistico ed economico regionale. Non è solo questione di visibilità, ma di costruzione di un brand che parla di eccellenza, territorio e innovazione. Chiunque volesse scoprire da vicino queste realtà e approfondire il lavoro dei produttori e dei ristoratori campani può consultare il sito ufficiale di Campania Gourmet o seguire gli aggiornamenti in tempo reale durante i giorni della manifestazione. Partecipare a questi incontri significa immergersi in una narrazione che va oltre il singolo piatto o il singolo calice, raccontando la storia di un intero sistema produttivo in costante fermento.

