Borgo 50, a tavola l’autunno flegreo: mare, orto e una zucca d’autore

A Bacoli i fratelli Mazzella intrecciano cucina marinara, mixology e grandi bolle. Protagonista della stagione la “Chiffon Ice”: un dessert a quattro mani di Valentina Cappiello e Pina Molitierno, ensamble virtuoso fra pasticceria e gelateria artigianale.

L’identità flegrea nel castelletto di Baia

L’autunno in Campania ha colori e sapori che non chiedono travestimenti ma rispetto della materia prima e piglio creativo nel valorizzarla. A Bacoli Borgo 50 ne interpreta lo spirito con un nuovo iter gastronomico in cui il pescato incontra i prodotti stagionali, la mixology dialoga con la cucina e la sostenibilità diventa pratica concreta anziché semplice dichiarazione d’intenti. Nel suggestivo «castelletto», ex serbatoio idrico comunale affacciato sul Castello aragonese di Baia, i fratelli Erasmo e Rosario Mazzella, patron del locale, affidano la cucina al giovane chef Giuseppe Esposito e il bancone al bar manager Giuseppe Tufano. Ne nasce una proposta di menu stagionale che coniuga identità flegrea, ricerca e una misurata creatività.

Il benvenuto e la sequenza dei crudi

L’apertura è affidata a un benvenuto di mare e orto: chips di pane raffermo e buccia di zucca arrosto, tartare di mazzancolla e salsa alla zucca e peperoncino; quindi un bun con friarielli saltati, calamaro croccante e maionese al pepe. Due assaggi che valorizzano consistenze e contrasti, accompagnati dal Paloma Flegreo, con mezcal, lime e soda artigianale al fico d’India, oppure dal Mandarino Botanico, analcolico dai profumi agrumati ed erbacei. La sequenza degli antipasti esplora la freschezza del mare attraverso scampi, mazzancolle e ostriche Insula, seguiti dal battuto di gambero con chutney di mela e limone, arachidi e misticanza. Chiude il trittico una croccante chips di riso soffiato al nero di seppia, con tartare di tonno e ricciola e gel al mandarino cumano. In accompagnamento il Crémant de Bourgogne Rosé Grand Cuvée di Veuve Ambal, la cui vivacità asseconda la delicatezza dei crudi e la sapidità delle preparazioni.

Primi piatti tra memoria e bollicine

Nei primi la memoria gastronomica campana e flegrea ritrova una delle sue espressioni più felici nella pasta mista con crema di cicerchie, frutti di mare e bottarga di tonno rosso: un incontro fra legumi, profondità marina e intensa sapidità. Più essenziale ma altrettanto accurato, il raviolo servito in acqua di pomodoro, con basilico, zest di limone e scampo saltato. Ad accompagnare entrambe le portate, l’Audens Pas Dosè Metodo Classico Franciacorta DOCG di Le Marchesine, dalle bollicine asciutte e dalla trama adatta a sostenere la complessità cremosa delle due pietanze.

La chiffon ice e l’incontro a quattro mani

La stagione tuttavia trova il suo approdo più sorprendente nel dessert. Si chiama Chiffon Ice ed è il frutto dell’incontro fra Valentina Cappiello, pastry blogger nota come «La ricetta che Vale», e Pina Molitierno, maestra gelatiera casertana alla guida de La Fenice. Due “donne della dolcezza”, due sensibilità artigianali che si misurano con un ingrediente popolare e versatile, restituendogli una veste inedita e autorevole, lontana da ogni facile stereotipo autunnale o ancor peggio da facili accostamenti alla ricorrenza americana in arancio. La creazione unisce una chiffon cake alla zucca e mandorle, morbida, profumata e fragrante, a una ganache alla gianduia, completando il gioco di consistenze con un gelato all’amaretto e zucca su un crunch di fave di cacao. La dolcezza vegetale incontra così la rotondità della frutta secca e la nota avvolgente del cioccolato, in un equilibrio che mette in dialogo lievitazione e arte del freddo. Un dessert a quattro mani nel quale la zucca non è un semplice richiamo stagionale, ma il centro di una composizione ragionata.

Mixology territoriale e approccio no waste

Anche il calice prolunga la ricerca: il White Russian Flegreo combina vodka e liquore al caffè con una foam di zucca speziata; l’Annurca & Glacé, alternativa analcolica, intreccia chutney di mela annurca e limone flegreo, infuso di marron glacé imperfetti, tè e limone. La valorizzazione integrale degli ingredienti attraversa comunque l’intero menu. La buccia di zucca, utilizzata nell’antipasto, contribuisce anche alla preparazione del cocktail; la mela annurca ricorre tanto in cucina quanto nella mixology, insieme a marron glacé esteticamente imperfetti ma intatti nel gusto. È una cucina “no waste”, che trasforma ciò che normalmente verrebbe scartato in una risorsa gastronomica intelligente ed efficace.

Informazioni utili

  • Insegna:Borgo 50
  • Indirizzo:via Castello 50, Bacoli (NA)
  • Telefono:081 523 5530
  • Orari di apertura:aperto a cena dal mercoledì alla domenica, domenica anche a pranzo; chiuso lunedì e martedì

Salvio Parisi

Salvio Parisi Fotografo e giornalista, ad in pubblicità e moda, collaboratore del Mattino, L’Assaggiatore e Grande Napoli con focus su happening sociali e cultura partenopea, enogastronomia, arte e...

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