Il miele della Campania entra di diritto nel paniere dei prodotti tutelati dal bollino Vero – Filiera Sostenibile. Ad entrare nella grande famiglia delle eccellenze che garantiscono qualità e sostenibilità al consumatore finale è l’azienda di Gerardo De Cillis di Castelnuovo di Conza, in provincia di Salerno, che porta avanti una tradizione giunta ormai alla terza generazione.

“Una storia che parte da lontano quella della mia famiglia –spiega De Cillis- ma prima di raccontare come tutto ebbe inizio, voglio ringraziare per la fiducia gli ideatori del bollino Vero Vincenzo Peretti e Giuseppe Di Bernardo”. La mente va subito al passato: “Il primo ad intraprendere questa attività è stato mio nonno, poi il testimone è andato nelle mani di uno zio che rilevò gli alveari. Io entro in gioco insieme a mio cugino. Partecipavamo alla raccolta tenendo d’occhio il fuoco necessario al riscaldamento del favo che poi consentiva al miele di uscire. Questi i primi giorni di un cammino che mi ha portato ad avere oggi una piccola azienda artigianale che porta avanti la tradizione dei grandi mieli della Campania”.

apicoltura

Tutto è concentrato in un fazzoletto di chilometri in zone particolarmente incantevoli: “Lavoro e vivo a Castelnuovo di Conza. Ma il prodotto arriva anche da località come Palinuro. Le api raggiungono con la transumanza il parco del Cilento che diventa zona di produzione del miele di Erica e di Corbezzolo. Il primo è ottenuto da una pianta diventata famosa perché da essa si ricavano anche le pipe. Il Corbezzolo lo conosciamo tutti. Prodotti rari che si ottengono d’autunno, nei mesi di ottobre e novembre”.

L’azienda di Gerardo De Cillis può contare su 200 alveari e riesce a produrre dai 20 ai 40 quintali all’anno. Numeri che fanno comprendere quanto sia importante avere la produzione sotto controllo dal primo all’ultimo chilo, garantendo la bontà finale. In alta quota nascono mieli dai nomi ricorrenti e familiari. “Su tutti spicca ovviamente il Millefiori. Anche qui è opportuno fare chiarezza –aggiunge De Cillis- lo si può produrre dappertutto, quello della mia azienda nasce in montagna. In alta quota, dove l’aria è pulita e non c’è traccia di inquinamento”.

Del resto la funzione delle api è anche quella di essere delle vere e proprie sentinelle ambientali, assimilando l’inquinamento e trasmettendolo nel miele: “Molte volte si impiantano alveari all’interno di agglomerati produttivi od industriali proprio per analizzare la qualità del miele e rilevare il grado di inquinamento”.

Ritornando alla produzione dei vasetti deliziosi, meritano la menzione: “Il miele di Sulla, ottenuto dal fieno dei pascoli di alta montagna. Quello utilizzato per il nutrimento di vacche podoliche, cavalli e pecore allevati in zona. Ed ancora il miele di castagno e di acacia: altre produzioni fra le più note”.

L’ingresso in catalogo del miele, amplia il cartello dei prodotti che vantano il bollino “Vero – Filiera Sostenibile”. Un ingresso che ha consentito di fare crescere il ventaglio di proposte di produzioni che puntano a difendere il territorio, le razze in via di estinzione, il chilometro zero e vantano il massimo delle certificazioni: dalla materia prima fino allo scaffale della distribuzione. Tutti aspetti che sono diventati priorità per il consumatore moderno.

Possono applicare il bollino “Vero-Filiera Sostenibile” tutti gli alimenti che superano uno specifico test di controllo e di qualità che stabilisce l’idoneità ad ottenere un’apposita attestazione di conformità. Il tutto allo scopo di accreditare ulteriormente agli occhi del consumatore finale le garanzie qualitative, di attenzione alla biodiversità ed all’ambiente che accompagnano le produzioni locali e nazionali. Prodotti che solitamente vantano storia, tradizione e qualità e non ultimo sostenibilità.