Da pochi giorni è stato aperto il Wettin Club un Open Air Club situato alle pendici del Vesuvio a Portici.

Una suggestiva location di rara bellezza nell’incantevole cornice naturale del Golfo di Napoli.

“Siamo orgogliosi di aver ridato ai porticesi la possibilità di poter fruire di un luogo storico caratterizzato da una bellezza straordinaria. Da oggi la nostra città ha un nuovo spazio di aggregazione dove poter vivere momenti piacevoli al’aperto cullati dalla bellezza del golfo di Napoli”- afferma Enrico Duranti proprietario del Wettin Club insieme al fratello Massimo ed a  Ciro Di Dato.

LA STORIA

Carlo di Borbone, salito sul trono del Regno di Napoli nel 1735, nei primi anni del suo regno, visitando la villa che il duca d’Elboeuf si era fatta costruire sulla riviera vesuviana, rimase così incantato dalla bellezza del paesaggio e dalla mitezza del clima che decise di trasferirvisi con la consorte Maria Amalia di Sassonia, e nel 1738 commissionò ad Antonio Canevari la costruzione della Reggia di Portici. Nello stesso anno re Carlo patrocinò la prima campagna regolare di scavi per riportare alla luce i resti dell’antica città di Ercolano.La rigogliosa selva digradante verso il mare, il panorama che spaziava su tutto il Golfo di Napoli con vista su Capri, Ischia e Procida, il prestigio della presenza della dimora reale, il fascino delle vestigia dell’antichità, fecero sì che l’intera corte napoletana e molti altri nobili decisero di trasferirsi lungo il Miglio d’oro, facendosi costruire ville e giardini rococò e neoclassici da architetti del calibro di Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Ferdinando Sanfelice, Domenico Antonio Vaccaro, Mario Gioffredo.

Il Miglio D’Oro oggi è un tratto di strada che va da Portici a Torre Annunziata, fiancheggiato da ville stupende costruite dall’aristocrazia napoletana nel ‘700.

Maria Amalia di Sassonia appartenente alla casata di Wettin, fu, in quanto moglie di Carlo III di Spagna, regina consorte di Napoli e Sicilia dal 1738 fino al 1759, in seguito regina consorte di Spagna dal 1759 fino alla sua morte avvenuta nel 1760.

Maria Amalia era una donna molto colta; ha svolto un ruolo importante nella costruzione della reggia di Caserta per la quale vide il marito festeggiare la posa della prima pietra per il suo compleanno, il 20 gennaio 1752; ebbe anche molta influenza nella costruzione della reggia di Portici, del teatro di San Carlo – costruito in soli 270 giorni – e della reggia di Capodimonte; inoltre il consorte restaurò anche il palazzo Reale di Napoli. 

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LA LOCATION

Il Wettin club insiste su un’ampia terrazza panoramica prospiciente la costa porticese, identificata come ” Torretta Belvedere”. Il sito era parte del parco annesso alla settecentesca “Villa Menna” (1742), nel quale era solita passeggiare Maria Amalia del casato sassone di Wettin, moglie di Re Carlo III di Borbone. Nella carta topografica stilata dal Duca di Noja (1775), la villa viene indicata come “Casino del Torra” in quanto in titolarità al nobiluomo Nicola Torre,  il quale alienò la prestigiosa proprietà alla famiglia D’Amendola che adibì il parco a riserva di caccia, sovente frequentata da Re Carlo IV di Borbone. Il 3 ottobre 1839, pochi privilegiati, alla presenza di Re Ferdinando II di Borbone assistettero dalla terrazza all’inaugurazione del primo tratto ferroviario italiano, tra Napoli e Portici come immortalato in un noto dipinto di Salvatore Fergola. Il sito è attualmente noto come Lido Dorato , retaggio di uno dei lidi più frequentati il secolo scorso.

LA CUCINA

Il Direttore della struttura è Alfonso Buonaiuto, lo Chef resident è Sparaneo Christian che proporrà una cucina mediterranea utilizzando prodotti del territorio accuratamente selezionati in base alla stagionalità.
Pertanto il menù sarà molto variabile, con predilezione per la cucina di mare.

I cocktail sono accompagnati da finger food come ad es. (gamberi a vapore su salsa di cantalupo e biscotto, polpo scottato su scarola saltata, roll di peperone , capperi, pane,olive e fonduta di parmigiano,caponatina napoletana….)

LA STRUTTURA

Nel 2012 il sito era da decenni abbandonato, la ristrutturazione è stata  realizzata su progetto che è stato redatto dall’arch. Carlo De Francesco, con avallo della Soprintendenza e dell’amministrazione comunale Cuomo bis. La riqualificazione del sito rientra in una serie di positive iniziative imprenditoriali intese a riqualificare la fascia costiera porticese.

La struttura si compone di piscina, solarium,bar e ristorante.