L’apertura di un nuovo locale è sempre un qualcosa di emozionante.
Se a questo aggiungiamo come elemento che lo chef executive è Paolo Barrale, allora le attese diventano “importanti” e la voglia di sedersi ad un tavolo del nuovo Aria Restaurant è tanta, in particolare la voglia di capire come la mente, il cuore e le mani dello chef siciliano hanno pensato e creato piatti e menù per un target di persone dal palato molto fino.

Paolo Barrale

L’influenza stellata
Paolo Barrale ha una lunga ed importante esperienza alle spalle: il ristorante La Pergola, dove ricopre l’incarico di Chef de Partie Entremetier e Patissier sotto la guida di Heinz Beck, nel 2005 a capo della brigata di cucina del Marennà e il ristorante di Feudi di San Gregorio, dove prende la stella nel 2009.
In tutti i piatti che ho provato sono riuscito a sentire le sue origini, le influenze delle sue esperienze e l’idea di abbattere le barriere della cucina, andare oltre, contaminare e mischiare le tradizioni con concetti fusion.


Paolo, cosa rappresenta per te Aria Restaurant.
Aria è un luogo, non un posto. Un luogo dove ti sembrerà di essere a casa, pur non essendolo. La cucina espressa è figlia di un collegamento con la tradizione locale, pur non disconoscendo quello che è attorno a noi.
Il mio concetto di cucina fusion non è legato solo ed esclusivamente a piatti che vengono dall’estremo oriente o dai paesi più nascosti, ma si contamina con territori non troppo lontani come Liguria, Sicilia, Toscana, Piemonte. Questa è la mia idea di cucina fusion.

Tuffo alla Nerano


Il Ristorante
Nel cuore di Napoli, nei pressi della centralissima Piazza Bovio, troverete un ambiente dove la cura spasmodica per il design, i particolari scelti accuratamente e sapientemente regalano un’esperienza sensoriale anche alla vista.

La cucina dello chef Barrale, poi, è il collante tra l’atmosfera ed il gusto. E’ il cuore pulsante, che con due differenti percorsi, uno di cinque e l’altro di sette portate, lasceranno gli ospiti “inebriati” e “investiti” da un mix difficilmente replicabile di proposte.

Il percorso “aria di casa”
Questo è quello che ho avuto modo di provare. Un’idea di cucina tra tradizione e fusion. Piatti nuovi, dove si sentono le origini siciliane dello chef, ma anche le sue contaminazioni romane e poi campane.
Ricerca delle materie prime, tecniche di cottura e consistenze, utilizzate in mashup tra sacro e profano.

Un ottimo percorso di vini, proposto dalla sommelier irpina Serena De Vita; simpatici cocktail sapientemente mixati da Mirko Maurello, serviti come benvenuto oppure realizzati per smorzare sapori tra un piatto e l’altro.
E poi tanti colori e ricordi di quei sapori lontani che solo le nostre nonne riuscivano a ricreare.

Ho respirato e provato una vera e propria “aria di casa”.

Polpop

Bravo Paolo e complimenti a tutti i giovani imprenditori del Gruppo JCo, che dopo aver firmato format di successo come J Contemporany Japanese Restaurant e Sushi and Co., hanno dedicato mesi per ideare un luogo dove design ed offerta gastronomica potessero soddisfare i palati più esigenti.

Gruppo JCo

Antonio D'amore

Sono nato a Napoli, una sera di luglio verso la fine degli anni settanta. Cresciuto a pane e motori, sono da sempre la mia grande passione. Prima le auto e poi le moto hanno occupato gran parte dei...

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