Il Metodo Cilento è il  nuovo libro del giornalista enogastronomo Luciano Pignataro. Svelati i cinque segreti che ci permettono di vivere felici, a lungo. Quali sono i motivi che fanno di questo territorio della Campania la patria dei centenari. Le ricette di cucina di lunga vita.

Qual è il modo per vivere una vita sana e lunga?  Il giornalista enogastronomo d’origine cilentana, con il supporto scientifico dell’oncologo Giancarlo Vecchio – da poco scomparso – indaga i motivi che rendono questo territorio della Campania il contesto dove si vive più a lungo che in qualsiasi altra parte del mondo. 

Lo abbiamo intervistato:

Luciano quando e perchè hai deciso di dedicare un libro al Cilento?

Il progetto parte dalla Mondadori sulla scia del clamore suscitato dalle notizie relative alla alta presenza di centenari ad Acciaroli e in generale nel Cilento nel 2016. Questo dato rimbalzò su tutti i media mondiali e molte equipe scientifiche si sono messe al lavoro per scoprire il segreto della longevità delle popolazioni cilentane.
Mondadori dunque chiamo un grande cienziato di fama internazinale, Antonio Vecchio, accademico dei lincei per realizzare una ricerca sugli ultimi dati scientifici in materia di longevità e un giornalista originario del Cilento che parlasse degli usi e costumi del territorio.
Purtroppo due anni fa il professore Vecchio è venuto meno a seguito di un incidente, ma l’editore ha giustamente voluto mantenerlo come autore.

Come mai sei così legato a questa terra? Quali sono i tuoi ricordi…

Tutti gli italiani, soprattutto noi meridionali, siamo legati visceralmente ai luoghi in cui siamo nati perchè spesso siamo costretti ad abbandonarli. Io ho avuto la fortuna di poter lavorare vicino, a Napoli, e quindi di poter fare da spola, soprattutto durante la bella stagione. I miei ricordi sono legati ad una civiltà rurale semplice, ingenua, che aveva però il giusto rapporto con il cibo.

Nel libro scritto con Giancarlo Vecchio parli di Metodo Cilento, di cosa si tratta?

Si, il Metodo Cilento non è un libro sul Cilento, ma sulle buone pratiche che noi possiamo adottare ovunque, anche in città. Fare la spesa e mangiare cibo fresco ogni giorno, dunque dedicare un po’ di tempo a noi stessi, mantenere le pause pranzo, mangiar elentamente, camminare e fare attività motoria, tenere sempre la mente impegnata anche quando si è andati in pensione con la lettura o con l’orto, fare vita di società e non limitarsi ai soli rapporti di lavoro. Sono questi alcuni dei segreti per vivere a lungo e meglio.


Sicuramente la tanto declamata “lentezza” è una virtù ma non credi che allo stesso tempo sia stato un freno nello sviluppo di un territorio che non ha nulla da invidiare ad altri e che potrebbe essere protagonista del Turismo?

Sicuramente la lentezza è un difetto come la velocità. Nel caso del Cilento, come tanti territori meridionali, è avvenuto un dissanguamento demografico e in genere chi va via in cerca di lavoro e fortuna è la parte migliore di una società. Proprio come sta avvenendo adesso con l’immigrazione dal Sud verso l’Europa. Restano quelli meno capaci, che si contentano di poco. Ma il punto è che anche la velocità estrema fa perdere il giusto equilibrio, fare tutto di fretta è come viaggiare in un treno ad alta velocità: tutti i contorni sono uguali e noi non
abbiamopiù il tempo per approfondire. Nel mondo omologato, l’Italia deve riconquistare la lentezza dell’artigiano sostenuta dalle capacità del commerciante.

Il Cilento è anche gastronomia, quali sono i prodotti su cui puntare e perchè?

Il Cilento è la patria della Dieta Mediterranea. I prodotti su cui puntare sono i legumi, gli ortaggi, le verdure, la frutta, il pesce azzurro e soprattutto l’olio d’oliva. Ma il punto è recuperare lo stile alimentare che non esclude niente ma che al tempo stesso ha le sue priorità: fibre e grassi sani prima di tutto, solo poche volte la carne rossa, qeula buona di allevamenti tracciabili, e i dolci. Il chilometro zero, ossia la tracciabilità degli alimenti, è un altro fattore di longevità: un terzo delle persone contrare il cancro o va incontro a malattie cardiovascolari per l’alimentazione sbagliata, peina di grassi idrogenati, conservnti e coloranti. Il cibo imbustato imposto dagli anglosassoni è l’anticamera dell’ospedale.

Parlando invece di ristorazione, anche in questo campo qualcosa si muove, dicci tre locali da tenere sotto osservazione e perchè….

Molto bravi alcuni locali di mare come la Taverna del Mozzo a Camerota, il Veliero ad Acciaroli, Aquadulcis a Vallo per chi ama il gourmet. Ma ci sono veramente tanti locali e anche pizzerie da non perdere che finalmente curano la qualità e investono sui produttori locali.

Per finire visto che sei uno dei protagonisti del mondo enogastronomico, che futuro vedi dopo questa maledetta crisi, cosa cambierà? Quali nuove tendenze ci saranno?

Si fa verso la semplicità, che non vuol dire banalità, e la sostenibilità. Oggi l’alta ristorazione deve essere in prima fila contro gli sprechi alimentari e d’esempio per una alimentazione sana. Questa tendenza fa la differenza: oggi il cuoco non si distingue più per la tecnica, ma per la capacità di usare i prodotti.

Antonio Savarese

Ingegnere gestionale, sono un Project Manager in Enel Italia nella funzione System Improvements. Da piu' di 15 anni svolgo attivita' come giornalista freelance e consulente di comunicazione per alcune...

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