I vecchi detti non sbagliano mai: i grandi personaggi sono le persone più umili. Ovviamente il Maestro Massimo Bottura, rientrando tra i Grandi, rispecchia perfettamente questa frase e più che un’intervista, mi è sembrato di parlare con un amico che non incontravo da qualche tempo. Ma ora vi racconto tutto.

L’occasione di incontrarlo è stata la presentazione del suo libro a Napoli. Lui con un sorriso “furbo” e l’aria da ragazzo, in perfetta empatia con la moglie Lara Gilmore, mi ha raccontato la “B-Side” di questo libro che mi ha appassionato fin da subito per il suo concetto di “restituzione”.

Innanzitutto, cosa ti ha ispirato a scrivere questo libro?
Questo libro è stato un viaggio personale per me. Casa Maria Luigia è molto più di un semplice albergo o ristorante; è un luogo dove convergono la mia passione per il cibo, la cultura e l’ospitalità. Ho voluto condividere questa esperienza unica con il mondo, raccontando le storie dietro ogni piatto, ogni incontro e ogni dettaglio che rende questo luogo così speciale.

In questo libro una cosa che mi è piaciuta tantissimo è il concetto di “casa”.
Fondamentale. Casa Maria Luigia. Casa significa un nuovo modo di ospitalità, un altro livello, stiamo comunicando a tutti gli ospiti che arriveranno a Modena che si troveranno a casa loro perchè questo modo di fare mi è stato trasmesso da mia madre, Maria Luigia, che quando eravamo piccoli aveva sempre il frigo pieno e la porta aperta per l’ospite inatteso e da quel modo di fare i miei fratelli battezzarono casa mia “Hotel California”.

Il concetto di casa è legato anche alla scelta degli ingredienti.
Si certo, perchè alla fine quello che noi comunichiamo è l’idea di “venite a casa nostra” così vi mostriamo chi siamo, le nostre passioni e quindi anche la musica, l’arte, la cucina aperta a tutti dove entrando trovano subito gli ingredienti tipici delle nostre terre: il Parmigiano Reggiano e il lambrusco e sanno che sono a Modena. Ma anche le passioni visto che siamo nella Silicon Valley dei motori quindi la Ferrari, la Maserati, la Ducati, la Lamborghini, la Pagani, tutto in 40 km e ti chiedi come è possibile? Questo libro è una dichiarazione d’amore per il nostro territorio.

Slow Food, Fast Cars“, sembra suggerire una combinazione affascinante di tradizione e modernità. Puoi spiegarmi il significato di questa combinazione?
Esattamente. Il libro riflette la dualità della mia visione culinaria. Da un lato, c’è il rispetto per il passato, per le ricette tradizionali e per le tecniche artigianali. Dall’altro, c’è l’innovazione, la creatività e il desiderio di spingersi oltre i confini della cucina convenzionale. Le auto veloci rappresentano questo spirito di avventura e modernità, mentre il cibo slow incarna la nostra connessione con la terra e la tradizione.

Infine, quale messaggio vorresti che i lettori portassero con sé dopo aver letto il tuo libro e aver vissuto l’esperienza di Casa Maria Luigia?
Spero che i lettori possano cogliere l’importanza di rallentare, di apprezzare il cibo e la compagnia degli altri. Casa Maria Luigia è un invito a diminuire il ritmo frenetico della vita moderna e a godersi i piaceri semplici della tavola e della convivialità. Spero che possano trovare ispirazione nelle storie, nei sapori e nelle esperienze raccontate nel libro e che possano portare con sé un pezzo di Casa Maria Luigia nel loro cuore ovunque vadano.

Thanks to credits photo to: Casa Maria Luigia, Marco Poderi and Davide De Simoni

Antonio D'amore

Sono nato a Napoli, una sera di luglio verso la fine degli anni settanta. Cresciuto a pane e motori, sono da sempre la mia grande passione. Prima le auto e poi le moto hanno occupato gran parte dei...

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