Vincenzo Pepe, classe 1992, vive ad Auletta, un piccolo paesino poco più di 2000 anime in provincia di Salerno. La sua passione per il mondo della ristorazione lo accompagna da sempre. Difatti ha frequentato la scuola alberghiera a Potenza e crescendo ha deciso di approfondire i suoi studi frequentando la scuola internazionale di cucina e pasticceria, ovvero Alma. Grazie ad Alma gli si è aperto un mondo. Ha avuto la possibilità di viaggiare molto in Italia e conoscere diverse realtà; lavorando a Firenze, Milano, San Gimigliano e Parma. Ovunque sia stato ciò che lo accompagnava era la sua passione per questo lavoro e la voglia di apprendere e imparare. Cosa che ancora oggi lo caratterizza.

Ciao Vincenzo, ci racconti come ti sei avvicinato al mondo della pasticceria?

Ciao ragazzi, certamente. Io mi sono avvicinato a questo mondo grazie a mia mamma e a mia nonna. La loro passione per la cucina ha fatto nascere in me la curiosità di pasticciare sin da piccolo per poi approfondire le mie conoscenze da grande grazie allo studio e alle vaste esperienze. Anche se ritengo che quest’ultime non sono mai abbastanza.

Hai frequentato l’Alma, cosa ti ha lasciato?

L’Alma, credo sia stata per me una delle esperienze più belle ed emozionanti della mia vita. Mi ha fatto crescere non solo dal punto di vista professionalem ma anche dal punto di vista personale, diventando più sicuro di me. Tramite questa scuola, ho avuto modo di capire come la pasticceria oltre ad essere precisione e anche ARTE. Arte nel creare e nel migliorarsi sempre. Grazie ad Alma ho cominciato ad amare sempre di più la pasticceria e a scoprire un mondo nuovo di far pasticceria, accostando la modernità alla tradizionalità e inoltre credo che la semplicità se fatta bene, sia la chiave del successo.

Poi hai fatto uno stage il “FOUR SEASON” DI Firenze, che esperienza è stata?

Grazie ad Alma ho avuto modo di scoprire questa bellissima realtà ovvero il Four Season. Qui ho collaborato con lo chef Vito Mollica e lo chef Domenico di Clemente e non posso far altro che ricordare questo periodo con gioia e passione. Lì ho avuto modo di affinare e imparare tanto di pasticceria diventando sempre più professionale, acquisendo tecniche che solo tramite il lavoro si possono ottenere. Il Four Season di Firenze è un Hotel famoso in tutto il mondo per il suo prestigio e la sua bellezza. Difatti la sua location, nel palazzo della Gherardesca a Firenze, lo rende famoso e apprezzato ovunque. Dopo aver fatto lo stage, ho avuto l’opportunità di continuare il mio lavoro lì e tutto questo mi ha reso ancor più fiero di tale opportunità.

Agli esami finali con una giuria con Gino Fabbri, Iginio Massari ed Ernest Knam cosa hai provato?

Indubbiamente ero molto emozionato non solo per l’esame che stavo sostenendo, ma anche perché di fronte a me c’erano i grandi della pasticceria. Gli chef che ho sempre ammirato e amato tutti insieme si trovavano di fronte a me che giudicavano un mio dolce, una mia creazione. È stata un’emozione unica che ancora oggi non trovo le parole giuste per descrivere.

Uno dei tuoi motti è “Il lusso della semplicità “, cosa intendi?

Come ho detto prima, la pasticceria è arte, passione, studio e precisone. Per me la pasticceria racchiude tutto questo ed è un continuo migliorarsi e ricercare il lusso ma anche la semplicità poiché credo la chiave del successo sia appunto la semplicità. Credo, che ingredienti come la semplicità e l’innovazione siano fondamentali, ed è necessario fonderli a loro volta con i sapori e con le nostre tradizioni dando origine a un prodotto “semplice ed equilibrato” in tutte le sue forme. Nello stesso tempo occorre che un dolce sia raffinato, elegante e lussuoso perché la vera bellezza occorre che colpisca non solo il palato ma anche gli occhi.

Ci puoi dire ora dove stai lavorando?

In questo momento mi occupo di consulenza presso ristoranti e laboratori ma ho tanti altri progetti e sogni da voler realizzare, come aprire un mio laboratorio; un mio piccolo regno della pasticceria. Nonostante i tempi duri che stiamo vivendo, soprattutto per il settore della ristorazione e della pasticceria non bisogna mai mollare e infatti la mia voglia di apprendere attraverso nuove esperienze ed avventure lavorative è sempre tanta.

Qual è la tua idea di pasticceria?

La mia idea è quella di offrire un prodotto di qualità e unico. La mia soddisfazione più grande è quella, infatti, di regalare emozioni con un dolce ed è quella di rendere unico ancor di più un evento. Il lusso della semplicità: fondere l’eleganza con la semplicità, il moderno, con la tradizione. Migliorarsi e studiare sempre.

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Qual è il processo che ti porta a creare un nuovo dolce?

Credo che non esista un processo vero e proprio. Credo che il pasticcere sia un po’ come lo scrittore o il poeta. Quando si ha l’ispirazione, lo scrittore inizia a scrivere il suo libro, invece nel mio caso, inizio a impastare e ad accostare ingredienti, sapori e spezie. Cerco sempre qualcosa di nuovo e che posso far assaggiare alla mia famiglia, i miei primi “critici culinari”.

Sei campano di Auletta in provincia di Salerno, qual è il dolce della tradizione a cui sei legato e perché?

Ci sono tantissimi dolci che amo, ma credo che quello che più adoro e che più porto nel cuore è la pastiera. Rappresenta la mia tradizione, la mia storia ma anche la storia di tante altre persone. La pastiera è il dolce che sin da piccolo preparavo prima di Pasqua con mia nonna e che ancora oggi nonostante sia più grande amo preparare con lei.

Sei ancora giovanissimo, qual è il tuo sogno nel cassetto?

Quello che più sogno è sicuramente creare qualcosa di mio e che la mia idea di far pasticceria possa soddisfare a pieno i clienti. Sogno di potermi creare una famiglia, proprio come la mia, e che mi possa appoggiare nelle scelte e nelle continue avventure che la vita ci propone.