Twins nasce dall’idea dei fratelli Acampora, Giorgio,Ugo e Gianluca.

Giorgio Sommelier certificato FIS che prova a fondereil culto del vino con la mixology. Ugo con esperienze di bartending e mixology in diverse parti del mondo e Gianluca “Controller Aziendale” con diverse esperienze nel settore della ristorazione e del beverage. Nello staff anche Sergio che ha conosciuto Ugo, suo maestro, all’Fbs di Napoli (Fuorigrotta).

Quattro giovani che portano un’aria di freschezza ed innovazione nel mondo della mixology a Napoli.

Come nasce il progetto Twins, un piccolo salotto napoletano vintage nel cuore della città?

Nasce dall’idea dei fratelli Acampora: Giorgio, Ugo e Gianluca, circa 2 anni fa. L’idea era quella di portare a Napoli la nostra concezione di hospitality. Prima di un buon cocktail c’è l’ospite, quest’ultimo al centro del nostro progetto. Stare al Twins è come stare a casa, solo che c’è qualcuno che ti coccola e che ti serve. E qual è la cosa che più ti rilassa se non la sensazione di casa? Accompagnata da un buon drink e della musica jazz di sottofondo ed uno staff scanzonato.

Da voi possiamo provare sia cocktails d’epoca, rielaborate in chiave moderna, sia cocktails classici, ci raccontate qualcosa in più?

Il nostro menu si divide in IERI e OGGI, IERI i grandi classici della cocktelleria. OGGI è il nostro concept di miscelazione in chiave moderna con la liquoristica italiana. Specializzarsi in qualcosa può diventare un punto di forza, soprattutto in chiave di collaborazioni future. Noi abbiamo scelto questo anche perchè vogliamo portare ad alti livelli il “made in Italy”, nel nostro caso nel settore “Beverage”. Tornando al nostro menù, OGGI, sono grandi classici twistati con gli amari e liquori rigorosamente italiani ed alcune nostre preparazioni home made che variano tra: infusioni, preparazioni in sottovuoto, fermentazione, sherbet, shrub, sciroppi etc.

Proponete anche una miscelazione con liquoristica italiana, la mixology, vive una grande sviluppo in Italia, perché?

Crediamo fortemente nell’evoluzione e nell’innovazione, sebbene le grandi citta italiane sono un pò  piu avanti in termini di consumi di alcol, piano piano il buon bere sta prendendo sempre più più piede nella nostra Napoli. Questo è dovuto anche e soprattutto da un’affluenza di turisti sempre maggiore. Cerchiamo tutti i giorni di educare al bere bene e con moderazione, proponendo low alcol cocktails ed abbiamo riscontrato feedback positi, segno che c’è un “evoluzione” ed “attenzione” maggiore del consumatore anche nei confronti di questo settore (beverage) rispetto a quello del food ad esempio.

 

Proponete anche la mix”en”ology, cioè l’arte di miscelare il vino, ci puoi delineare le caratteristiche?

Giorgio è il nostro sommelier ma a prescindere da questo noi crediamo che il settore del bartending come quello della ristorazione in generale è un settore in continua evoluzione, sperimentando cose nuove abbiamo voluto proporre un alternativa inusuale ai classici spirits da miscelazione.

I vostri bartenders sono Ugo e Giorgio, quali sono le loro esperienze pregresse?

Ugo muove i primi passi nel Hotel Quisisana (5 stelle lusso) di Capri come back poi in seguito ad attestati di barman prosegue la sua esperienza nel mondo del bartending a Roma lavorando in vari cocktail bar della capitale, Giorgio crea radici solide a capri piu di 10 anni, lavorando nei più importanti ristoranti dell isola. Nel frattempo frequenta anche lui corsi di bartending ed uno professionale per sommelier a Roma. Oggi contiamo anche delle forze di Sergio Nocerino, che si è aggiunto al nostro team e (come diremmo noi) cucina ai fornelli insieme a Giorgio e Ugo.

Tra i vostri cocktail troviamo “Stregoni”, “Red fox” oppure “Quantobasta”, come nascono?

Nascono prevalentemente dalla partecipazione di “Competizioni” create da Aziende di liquori e di amari dove vi partecipano con frequenza  Giorgio e Ugo. Lo scopo era quello di elaborare cocktail cercando di twistare i grandi classici senza storpiare troppo quelle che sono le caratteristiche del classico cocktail.

Ci descrivete il processo per la nascita di un nuovo cocktails?

Ogni cocktail nasce da una storia. La storia crea un’attenzione da parte del cliente nei tuoi confronti. Ed è proprio questo il bello del nostro lavoro, i nostri ospiti vogliono conoscere l’ennesima storia alla quale ci siamo ispirati per creare quel cocktail. Può essere un semplice avvenimento, un momento d’ispirazione in un viaggio, la scoperta di un nuovo prodotto. Alla base c’è qualcosa da poter raccontare ed il cocktail in se per se diventa secondario. Ovviamente, poi, viene da noi elaborato, provato ed approvato dopo svariati test e quando siamo sicuri di aver creato qualcosa di “unico” lo inseriamo nella lista.

In pochi mesi anche il riconoscimento attraverso l’inserimento nei migliori 10 cocktail bar d’Italia, stilata dal Gambero Rosso, cosa avete provato?

La sensazione iniziale è sicuramente di felicità e di gioia, soprattutto perchè è successo dopo appena 7 mesi di apertura (Mai successo nella storia di Gamero Rosso). Segue poi una grandissima soddisfazione personale per tutte le notti passate a pensare di fare sempre meglio per i tuoi ospiti e garantire un servizio ed una qualità di un certo tipo. Può essere, però, anche un’arma a doppio taglio, per il semplice fatto che rientrare in certe liste crea aspettativa. L’aspettativa, a sua volta, crea in noi maggiore attenzione nel dettaglio per garantire determinati standard. Cosa che è successa anche quando siamo stati inseriti nelle Guida della Repubblica, tanta gioia ma al contempo tanta attenzione. 

Qual è il vostro sogno nel cassetto?

Il nostro sogno? Beh ce ne sarebbero diversi. Sicuramente uno di questi è creare un’altra attività improntata sempre sullo stile del Twins (in ottica hospitality), diversa, però, perchè vorremmo introdurre una sezione food molto precisa, valorizzare i prodotti del territorio rielaborandoli secondo il nostro pensiero. Cosa ancora più importante vorremmo che Napoli arrivasse a livelli di città europee per servizi, riqualificare intere zone e renderle friendly e smart. Vorremmo che tanti giovani non partissero per investire nella nostra città, perchè abbiamo bisogno di giovani, forze fresche e propense a creare qualcosa di efficiente ed efficace.