L’ho scoperto l’anno scorso ma la vendita era già terminata e mi sono precipitata ad acquistarlo proprio in questi giorni, curiosa di scoprirne il gusto. Il TORPEDINO è una varietà rustica e di piccola taglia, appartenente alla categoria del Mini San Marzano. Mi hanno colpita la consistenza della polpa, pochi semi, giusta acidità ed un sapore che, debbo dirlo, sa di pomodoro, come quello di una volta. Nel mio cestino, sono sia rossi che verdi e li ho utilizzati allo stesso modo. Hanno una shelf-life di 20gg e si possono anche cuocere. Vincitore nel 2017 del “THE WINE HUNTER AWARD“, diventa eccellenza enogastronomica con il premio assegnato, annualmente, dalle commissioni di degustazione europee. 

LA STORIA

Come tanti prodotti particolari, anche il Torpedino ha delle origini non troppo chiare e di sicuro c’è il fatto che sbarcarono a Fondi, provincia di Latina, nel 2007, direttamente da Licata, Sicilia, ad opera della famiglia Di Vito, già produttori di pomodoro, proprietari dell’azienda Mafalda Srl e detentori dell’esclusiva sul seme.

Inizia una produzione che nel 2011 diventa il “Progetto Torpedino“, coinvolgendo altri agricoltori della piana di Fondi in compartecipazione con quelli di Vittoria, in provincia di Ragusa e quelli di Licata, in provincia di Agrigento. 

Una produzione di nicchia di 5000 quintali l’anno per l’unico pomodoro a marchio laziale. Nel 2018, lo chef stellato Antonello Colonna, porta il Torpedino nei nostri giardini e terrazze, con la campagna “Adotta un Torpedino“, una raccolta fondi, a scopo di beneficenza, distribuiti su tutto il territorio di Fondi.

Conosciuto per i suoi racconti sulla storia delle pietanze, con la tecnologia BLOCKCHAIN, lo Chef mostra tutti i processi produttivi, partendo dalla filiera, passando per i campi, fino ad arrivare sulle nostre tavole, con fantastiche ricette. 

Il mini pomodoro sbarca con successo sui mercati esteri ed è molto presente in Inghilterra, adottato per le ricette dei più importanti chef locali. 

Se non li trovate dal vostro negoziante di fiducia, esiste uno shop on line dove potrete acquistare le piantine, la passata, ed i cestini, sia della varietà rossa che verde. Costo, intorno ai 5,00e al kg., per 6 vaschette da 700gr circa. Io ho pagato 6,00e i 500gr. 

LA COLTIVAZIONE 

Il Torpedino è coltivato su 10 ettari di terreno, 8 a Fondi e 2 in Sicilia, ma si dovrebbero raggiungere i 12 ettari quest’anno. All’inizio erano trenta le aziende implicate nella coltivazione, oggi, ridotte a quattro. Infatti, la delicata fase di raccolta di un prodotto di nicchia a bassa produttività, non è risultata facile per tutti. Per i restanti, l’investimento si è rivelato un vero successo, raggiungendo il milione di euro di fatturato annuo. 

Mentre la varietà rossa è raccolta a grappoli, la verde è raccolta singolarmente e richiede manodopera specializzata, di non facile reperimento. Inoltre, il torpedino verde ha specifiche proprietà organolettiche che lo rendono unico sul mercato, e l’azienda ha puntato alla loro conservazione con più qualità e meno quantità. 

Coltivato in serre sperimentali intensive, il Torpedino raggiunge oltre i due metri di altezza con una maggiore concentrazione dei nutrienti. L’irrigazione avviene a goccia e non vengono utilizzati gli innesti. 

Le tecniche adoperate per evitare l’utilizzo dei fitofarmaci, sono state ben studiate e sono utilizzate in tutte le aziende produttrici. Trappole e reti a maglie strette, permettono di isolare le colture, proteggendo le piante dagli attacchi di insetti e parassiti.

Le analisi sui residui, pari a zero, gli hanno permesso d’ottenere la certificazione GLOBAL GAP, che ne attesta la grande qualità. Bisognerà attendere il 2030 per ottenere il labello di tipicità di un areale di produzione (IGP). 

PROPRIETÀ ORGANOLETTICHE 

Figlio di un incrocio tra pomodori San Marzano e Datterino, il Torpedino è geneticamente migliorato ed esprime al meglio il sapore dei suoi genitori. Di piccola taglia, pesa circa 30gr. Il rosso, se paragonato al Datterino, è meno dolce e meno acido, quindi, più equilibrato, con un doppio di licopene. A 20gg dalla raccolta, mantiene tutta la sua consistenza. Alto il contenuto di carotenoidi e di vitamina B12, che aumenta con la maturazione. 

CURIOSITÀ 

In occasione del San Valentino 2020, nasce da un’idea degli Chefs Fausto Ferrante e Francesco Capirchio, la CARAMELLA GELÉE al Torpedino. Rossa dal cuore morbido, è stata presentata, in anteprima, al “FRUITI LOGISTICAdi Berlino, la vetrina più importante, a livello mondiale, per le specialità ortofrutticole, aprendo, al Torpedino, il mercato tedesco. 

DEGUSTAZIONE 

In una bella e soleggiata domenica primaverile, ho pensato di degustare il Torpedino, nature, così com’è, per poter apprezzare tutto il suo gusto e non vi nascondo che è veramente un prodotto speciale e particolare. Un incredibile equilibrio tra dolcezza ed acidità. Non vedo l’ora di assaporarlo cucinato. 

Avendo acquistato un Dragon Fruit (frutto del drago o Pitaya), ho realizzato un interessante dessert molto fresco e salutare.

Ho ricavato delle biglie dal pitaya, tagliato in due il torpedino, conditi con, pepe nero macinato, un filo di olio EVO e glassa al clementine della Piana di Sibari della nota azienda calabra “Clemi“. 

Volendo, si possono aggiungere delle cialde di parmigiano reggiano, per un dessert ancora più fine e di sicuro successo. In abbinamento, il mio amico Enzo, Maître d’hôtel, consiglia un vino dolce tipo il Fiano Passito Doc dei Feudi San Gregorio.