ISABELLA DE CHAM – LA REGINA DELLA PIZZA FRITTA

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Enodegustazione da ISABELLA DE CHAM – LA REGINA DELLA PIZZA FRITTA

Nella composita morfologia del territorio metropolitano, nessun luogo incarna, in modo così paradigmatico, le contraddizioni di Napoli come il Rione Sanità: evolutosi da antica propaggine di collegamento fra il centro storico e la Reggia di Capodimonte, area prescelta da nobili e borghesi per le proprie dimore, dopo un progressivo degrado negli anni passati, è divenuto ora un quartiere a la page, con centri culturali, palazzi storici di architettura barocca come quello dello “Spagnuolo” molto amati dai turisti, eleganti locali storici, e numerose attivività eno-gastronomiche segnalati da guide e riviste di settore, a conferirne ulteriore lustro.

Impossibile non annoverare, fra queste ultime – sebbene, senza intenti polemici, abbia destato qualche perplessità la recente esclusione, nei primi cento classificati, della prestigiosa “50 Best Pizza” che pure negli anni passati l’aveva vista pluri-premiata – di “Isabella De Cham pizza fritta”, in  Via Arena alla Sanità e dedicato esclusivamente alla “sua” Pizza Fritta, che abbiamo visitato nuovamente, per verificarne evoluzioni, mire ed ambizioni: giovanissima (27 anni), trascorsi professionali illustri (basti menzionare il suo apprendistato da tre capisaldi come “Sorbillo da Zia Esterina”, il vicino Ciro Oliva “Concettina ai tre santi”, “La Masardona”, ed infine la decisiva e recente esperienza da “1947 Pizza Fritta” che l’ha vista promossa di rango nelle competenze), una straordinaria pervicacia e spirito di abnegazione, con conseguente attaccamento ai luoghi aviti, l’operato sinergico di una squadra di affiatate e competenti collaboratrici, che vede in pole-position Imma Verde, inseparabile amica e dinamica sommelier.

La scelta apparentemente iconoclasta di servire pizze fritte e lievitati su piatti neri (che così finirebbero con l’evidenziare maggiormente ai clienti i residui “untuosi” dell’olio) si giustifica non con un abbinamento cromatico al resto degli arredi e suppellettili, molto sobri ad onta delle influenze “shabby chic” nella sala superiore – splendida e curata la cucina a vista all’ingresso – bensì diversamente con una sfrontatezza che trova il limite nel rigore delle preparazioni e del servizio: grandissima l’attenzione profusa alla sperimentazione sulle farine – anche completamente integrali e da cereali misti – ed agli impasti idratati e pertanto risultanti digeribili all’inverosimile, nel menu sono inoltre annoverate, oltre alle singoli opzioni “a la carte”, anche diverse tipologie di “degustazione complete”, tra cui una inclusiva di abbinamenti progressivi con diversi Champagne in carta, ed infine una esaustiva offerta vegana, sempre più diffusa per venire incontro alle esigenze della clientela.

La degustazione inizia con la selezione di frittatine, tra cui spiccano, per equilibrio di sapori e sapidità, quella ai “quattro formaggi” con groviera, taleggio, gorgonzola, grana, bacon croccante, seguita da quella con “pasta e patate” e dalla “paglia e fieno” con funghi, salsiccia e besciamella: inappuntabile il pairing della sommelier Imma, prescelta una Falanghina IGT “Regina Isabella sui lieviti” – nomen omen – dell’Azienda Mustilli, incisive bollicine da metodo ancestrale, che ben contrastano al palato le consistenze untuose della frittura.

Si prosegue con le bon bon di montanarine, notabili quelle con “genovese”, ovverosia cipolla, carne, carota e formaggio, seguita dalla “classica” con ragù napoletano e da quella con stracciata di bufala, crudo e grana, un racconto senza fronzoli e barriere di piatti tipici nazionali adattati con la specialità della chef De Cham: si arriva alle novità in carta, dopo i tradizionali “batocchi” da sempre in carta, ovverosia i tranci di “pizza aperta”, che evidenziano, nell’impiattamento della portata, la lievitazione della pasta, con topping davvero gustosi e raffinati, tra cui quelli alla “Catalana”, baccalà fritto con emulsione di pomodori confit, “Polpo” con scarola ripassata, polpo e formaggio Stilton erborinato – in abbinamento uno “Sparkling Wine Louis Pommery California” della Tenuta in Napa Valley dell’omonima azienda della Champagne, dalla mineralità spiccata e finale lungo – ed infine, forse la prescelta dallo scrivente, con funghi porcini e capesante.

Finale con il dessert di millefoglie fritta con ricotta e scaglie di cioccolato, superbo l’abbinamento con il passito Doc “Verduzzo 2017” dell’azienda La Tunella, dolce e corposo, a rappresentarne degno epilogo: concludendo, una attività in piena ascesa, quella della pizza fritta della De Cham, capace di coniugare tradizione gastronomica locale ed innovazione gourmet, senza tralasciare l’intensa attività parallela di eventi privati con il proprio brand, sorta di “catering d’autore” che raggiunga i luoghi più disparati con l’esportazione di sinergia, professionalità e passione, come quella profusa sin dai primordi.     

KBIRR per LA CASA DEI CRISTALLINI – 7 FEBB SPAZIO NEA

I bambini de La Casa dei Cristallini firmano le nuove etichette limited edition

della birra Natavota Kbirr 

 

 

KBIRR microbirrificio napoletano sposa la creatività dei bambini de La Casa dei Cristallini del Rione Sanità, l’associazione nata nel 2002 per offrire accoglienza pomeridiana e attività formative e ricreative a circa 50 bambini e ragazzi tra i 6 e i 15 anni.  I ragazzi del laboratorio artistico Magnà – gli ingredienti giusti– nato nell’ambito dell’associazione – hanno disegnato nove etichette per la birra Natavota, la bionda lager artigianale Kbirr. 

Dalla fantasia dei bambini sono nate libere interpretazioni di [amazon_textlink asin=’8806218212′ text=’San Gennaro’ template=’ProductLink’ store=’antoniosava0c-21′ marketplace=’IT’ link_id=’7410ec4e-5a48-4c84-93d4-1ecf7690a3be’], il santo Patrono dei napoletani a cui KBIRR ha dedicato la sua prima birra: Natavota che in gergo significa un’altra volta in riferimento al miracolo del sangue che si ripete ogni volta.

La sagoma di San Gennaro con la tradizionale mitria … viene riproposta in diverse forme e colori. 

I bambini hanno utilizzato diversi mezzi espressivi: dalla pittura ad acrilico al collage offrendo un caleidoscopio di immagini che spaziano dal figurativo onirico al concettuale, tutte originalissime. 

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Un progetto creativo che conferma l’impegno di Fabio Ditto, fondatore e manager di Kbirr, per il sociale e la sua volontà di sostenere e dare voce all’arte sul territorio nelle sue più svariate forme. <La fantasia dei bambini mi ha sorpreso ed emozionato per la semplicità evocativa, la gioiosità del segno, l’impeto delle dita nel colore>, ha commentato Fabio Ditto. 

A seguire i ragazzi nel progetto e nella manualità sono state l’artista Lucia Schettino, l’art director Ilaria Grimaldi da sempre alla ricerca di soluzioni grafiche in grado di facilitare la diffusione commerciale del linguaggio espressivo infantile. <Ne sono venute fuori figure e segni che ci confermano la creatività e l’intuitività sorprendente delle quali sono capaci i bambini>, ha spiegato  Gina Bonsangue de La Casa dei Cristallini. Le nove etichette saranno utilizzate per una tiratura limitata di Natavota Kbirr: 2000 bottiglie.  

 

KBirr è  la prima birra fatta a Napoli con metodo artigianale, non filtrata e non pastorizzata, dedicata alla cultura napoletana non solo gastronomica. Sono cinque le etichette in produzione: Natavota, Jattura, Paliat, Cuore di Napoli e l’ultima nata Natavota Red. Nel nome e nell’immagine evocano icone e usanze tipicamente partenopee, da San Gennaro al corno scaramantico, senza mai cadere nell’olografia più banale; sono state pensate per esaltare piatti e ricette della tradizione napoletana, dalla pizza all’impepata di cozze. 

 

Ideato da Assunta D’Urzo e Mary Cinque, Magnà – gli ingredienti giusti è il laboratorio di disegno alimentare che accompagna i piccoli della Sanità nello studio degli ingredienti stagionali, delle tradizioni alimentari tipiche della Campania con la guida della giornalista enogastronomica Monica Piscitelli che ha saputo coinvolgere i protagonisti della scena enogastronomica italiana come nel caso di KBirr. 

 

 

KBIRRè un progetto di Fabio Ditto ed è distribuita da Loco for Drink locofordrink.it