Da Lecce arriva il primo kit per fare il pasticciotto a casa

Kit pasticciotto

L’idea è tanto originale, quanto geniale… e il risultato è di grande successo. Il protagonista è il primo “kit del pasticciotto”, nato dall’intuizione del pasticcere Andrea Colitta dell’omonima pasticceria di Cellino San Marco. Per vivere una vera e propria esperienza in cucina da protagonisti, con le mani in pasta, come i mastri pasticcieri salentini, il cliente può ordinare sul sito https://www.pasticciottopugliese.com/ un kit contenente tutto il necessario per preparare il tipico dolce salentino. all’interno di esso troverà la pasta frolla, le formine (riutilizzabili), la sac à poche con tre farciture differenti, farina, pennellino, spatolina e mattarello. Inoltre, a rendere l’acquisto ancora più facile sono: un prezzo accessibile a tutti e la possibilità di avere il kit nelle varianti senza zucchero, vegan e senza glutine. Insomma un pasticciotto proprio per tutti.

“L’idea – spiega Andrea Colitta – è nata durante il primo lockdown: noi spedivamo pasticciotti a chiunque ci facesse richiesta,ma la nostra preoccupazione era che arrivassero ai destinatari integri e non alterati. Per questo abbiamo pensato ad una soluzione che evitasse questo inconveniente e,nello stesso tempo, potesse rendere felici i clienti: è nato così il kit in cui c’è tutto l’occorrente per la preparazione. Sul nostro sito abbiamo anche pubblicato un video tutorial in cui viene spiegata, “passo dopo passo”, la ricetta.  La frolla, lavorata a mano, viene spedita sottovuoto e gli ingredienti sono 100% naturali: lavorati a mano senza aggiunta di coloranti,di additivi e di conservanti”.

Il kit del pasticciotto è stato lanciato sui social e sulla pagina “Pasticciotto Lovers” e nel giro di qualche giorno si è rivelata un’idea vincente che ora arriva in tutto il Mondo, come ad esempio, in Olanda, Scozia, Svizzera e Germania.

“La nostra – spiega Andrea –  è una storia d’amore e di passione che si tramanda di generazione in generazione, in una famiglia che, fin dagli anni ’70,  ha fatto della pasticceria un’arte preziosa. Il nostro pasticciotto è il simbolo del forte legame che c’è fra noi. L’amore e la dedizione nei confronti del nostro lavoro, che si fonde con la passione, ci permettono di raggiungere l’obiettivo della garanzia di alta qualità, per soddisfare tutte le esigenze dei nostri clienti e per far rivivere attraverso il palato, i sapori di un tempo. Io sono cresciuto in pasticceria e, grazie agli insegnamenti di mio padre Claudio, ho ereditato la passione e i segreti, non solo riguardo al dolce leccese, ma anche per la pasticceria in generale.

Ora, – aggiunge Andrea – per accontentare tutti i nostri clienti con esigenze specifiche, dopo numerosi studi( ho conseguito una laurea in scienze della salute), possiamo dire di esserci specializzati anche nella realizzazione di quei  prodotti dedicati alle intolleranze alimentari, divenendo un punto di riferimento per tutti quei clienti che devono rispettare un’alimentazione priva di allergeni,come il glutine, il lattosio, o che semplicemente hanno deciso di abbracciare una dieta vegana”. La pasticceria Colitta di Cellino San Marco ha infatti due laboratori specifici, in cui vengono prodotti dolci senza glutine e con altre caratteristiche specifiche per chi ha esigenze alimentari particolari, divenendo così un punto di riferimento nell’arte dolciaria e non solo per i pugliesi.

50 Top Italy Pasticcerie la Puglia eccelle!

Nuovo importante riconoscimento per la gelateria G&co di Tricase (Lecce) che si trova al nono posto della 50 Top Italy Pasticcerie 2021. Il gelato delle sorelle Ricchiuto ha ottenuto questa posizione perché – si legge nella motivazione –  “la scelta dei prodotti per la produzione del gelato è davvero maniacale e una volta al banco c’è davvero l’imbarazzo della scelta per la varietà dei gusti che oltre ai classici ha proposte inaspettate come carruba, opuntia, finocchio selvatico, rosa, ma solo per citarne alcuni. Ma ciò che stupisce di più è l’attenzione al servizio del gelato: temperatura e consistenza perfette, assenza di cristalli di ghiaccio e giusta cremosità”. Le sorelle Antonella, Miriam, Annalisa e Gabriella Ricchiuto sono reduci da un altro prestigioso riconoscimento.

La gelateria tricasina è stata infatti l’unica gelateria pugliese ad aggiudicarsi i “3 Coni” nella quinta edizione della guida Gelato d’Italia 2021 realizzata da Gambero Rosso. Non solo. Gambero Rosso ha assegnato a G&co anche il premio “sostenibilità” per la sperimentazione dei gusti, il grande lavoro di rispetto degli ingredienti, delle materie prime e per aver, da 10 anni, assicurato la realizzazione di un prodotto eccellente.

Per la sezione Top Dolce al Cioccolato 2022, il nono posto è stato assegnato alla pasticceria Lula di Trani perchè “ i prodotti utilizzati per la lavorazione dei dolci e dei pani sono tutti acquistati da piccoli produttori in prossimità della città di Trani – si legge nella motivazione – che confina con la Murgia e quindi con i migliori pascoli della regione. Da provare tutte le variazioni dei dolci al cioccolato ma soprattutto il pane con fichi e nocciole ottimo per ritornare a fare colazione con uno degli alimenti più sani e più antichi della nostra tradizione”. Per la sezione Top Praline 2022 cioccolato Maglio di Maglie (Le) si è aggiudicato l’unidicesimo posto con la seguente motivazione “uno straordinario patrimonio di tradizione dolciaria a conduzione familiare dove creatività, esperienza e ricerca sono tuttora i capisaldi su cui si fonda la storia imprenditoriale dei Maglio. I punti vendita sono sparsi in diversi comuni della Puglia e anche nel capoluogo di Regione e vanta un laboratorio artigianale, dove si producono le migliori praline alla frutta e al cioccolato, gelées e biscotti di tutta la regione. Da non perdere le praline al cioccolato con mandorle o nocciola o le tavolette al cioccolato con frutta secca: fichi, mandorle, ciliegie e agrumi”.

Per la sezione “Top Torrone e Confetti 2022” al quinto posto troviamo  Confetteria e Museo Mucci Giovanni di Andria con la seguente motivazione “L’assortimento di casa Mucci Giovanni si compone di oltre 200 tipologie di confetti e dragées, prodotti nel rispetto delle antiche ricette e dell’alta tradizione confettiera con l’utilizzo delle migliori materie prime tenendo conto che vengono utilizzati solo colori e aromi naturali, e tutti certificati senza glutine. Le specialità da non perdere: confetti al cioccolato e alla mandorla e i Fruttini al rosolio.”

World Cheese Awards: vince l’oro il “pallone di gravina”

Al World Cheese Awards di Oviedo (Spagna), le “Olimpiadi del formaggio”, un caseificio artigianale pugliese sale sul gradino più alto del podio con un Prodotto Tradizionale Regionale: il Pallone di Gravina che si è distinto fra oltre 4000 produzioni tipiche provenienti da 45 Paesi e che è stato realizzato dal maestro casaro Angelantonio Tafuno.

Il Pallone di Gravina è un formaggio a pasta filata dal sapore tendente al piccante. La sua lavorazione risale all’epoca della transumanza, quando i tratturi pugliesi erano percorsi da armenti e greggi di migliaia di capi. Legato con corde, il pallone viaggiava al seguito dei pastori a dorso d’asino. All’epoca Gravina di Puglia era una delle stazioni di sosta più importanti sul tratturo Bradanico-Tarantino e, per questo motivo, il suo nome è legato a un importante tradizione casearia. Coagulato il latte crudo intero e ottenuta la cagliata, la si rompe e si fa dissierare; raggiunta l’acidità desiderata si taglia a fette e si fila con acqua calda. Conseguita la tipica forma a palla con un lento e faticoso processo manuale, il formaggio passa in salamoia. Dopo 24-36 ore è asciugato e trasferito in cantina per la stagionatura.

Oltre a rispettare il disciplinare, il Pallone di Gravina creato da Angelantonio Tafuno sintetizza il territorio perché fatto con una materia prima eccellente, cioè il latte ottenuto dalle mucche di razza jersey e Bruna Alpina al pascolo, «il periodo migliore per il latte», spiega. In più, per questa lavorazione si è selezionato attentamente il siero innesto giusto per quel periodo. Infine, la stagionatura è avvenuta in una grotta di calcarenite. «La lavorazione di questo prodotto stagionato mi affascina per i suoi tempi di attesa. È come aspettare un figlio, e un po’ è come se lo fossero. C’è il momento in cui li si pensa. Bisogna capire il tempo giusto per la filatura – spiega Tafuno –  Devi leggere il pascolo e il meteo. E questo è il lavoro preliminare. Poi c’è il post: dopo aver creato il Pallone, bisogna monitorare l’umidità e la temperatura per la stagionatura. Poi c’è l’attesa, che aumenta il piacere: noi diamo al Pallone di Gravina almeno sei mesi di stagionatura. Per me è il formaggio del cuore perché mi lega al mondo Slow Food e, da professionista, mi rende un ambasciatore del cibo buono, pulito e giusto. Abbiamo dimostrato che produrre formaggi in maniera naturale è possibile – conclude Tafuno –  il nostro premio è anche un esempio di come la biodiversità animale e territoriale può essere rispettata e valorizzata».

Pacco dalla Puglia – tutti i sapori in una “mistery box”

Nostalgia di casa? Nostalgia dei sapori dell’infanzia? Nessun problema c’è il “Pacco dalla Puglia”:un vero progetto imprenditoriale sviluppato negli ultimi anni e che sta riscuotendo un grande successo. Si tratta di un abbonamento alla ricezione di pacchi con prodotti culinari tipici del territorio che nasce dall’idea del 25enne Giulio Colazzo di Maglie studente a Milano. Il meccanismo è semplice: ci si può abbonare al ricevimento di uno, due o tre pacchi mensili contenenti, a sorpresa, i migliori prodotti della tradizione culinaria pugliese. Il progetto è partito poco più di un anno fa con la spedizione di una ventina di pacchi e ora, Giulio è arrivato a spedire mensilmente un centinaio di “mistery box” che contengono, salsa, taralli, dolci, conserve, pasta, olio, etc. ” Sostanzialmente colleghiamo il consumatore finale con il produttore, grazie all’e-commerce. Ovvero: diamo un’ opportunità in più ai produttori locali che magari hanno difficoltà ad interfacciarsi con la piccola e grande distribuzione o con la vendita online- racconta il 25enne – Vendiamo in tutta Europa e stiamo lavorando per integrare facilmente nel sistema anche la vendita extra-UE.

È bello sapere che un tedesco,un francese o un olandese, può assaggiare quelle piccole specialità che altrimenti il produttore venderebbe solo nel suo paese.” “Durante il periodo del primo lockdown- racconta Giulio- ero incuriosito dal fenomeno dei “pacchi a sorpresa tematici” ed ero in cerca di un modo a me vicino per replicarlo anche in Italia, quindi, nel giro di una nottata ho tirato su le basi per lo sviluppo di questo e-commerce. I giorni successivi ho coinvolto i miei amici che, entusiasti, mi aiutano tuttora a curare la grafica, i social e a mettere in moto il sistema.

Con la mia ragazza ho comprato i primi prodotti da alcune cooperative fino a “assemblare” il primo pacco. Abbiamo iniziato a raccogliere delle ricette, delle curiosità e a scrivere dei contenuti da inserire all’interno, in modo da dare un ulteriore valore ai nostri prodotti e ai fornitori”. È iniziato tutto così e dato che spedire merce alimentare in giro per il mondo, comporta il superamento di molti cavilli burocratici, grazie al supporto di un’azienda di logistica a cui Giulio ha chiesto aiuto, si potranno evadere gli ordini ricevuti dal Giappone, Canada, Cina, Corea del Sud, Australia, Usa, Brasile, diffondendo i sapori di Puglia in tutto il Mondo.

Puglia – Antonio Minenna, l’olio è la mia VITA

A Bitonto, città rinomata per la produzione di olio extravergine d’oliva dalle caratteristiche pregiate, nasce Il Frantoio oleario bitontino.   

Fondato nel 1915 da Francesco Minenna, uno dei precursori della produzione di olio evo a Bitonto, il frantoio oleario bitontino produce olio extra vergine di oliva selezionando le migliori olive dell’agro di Bitonto e della terra di Bari.   

L’Olio Extravergine d’oliva del frantoio oleario bitontino è ottenuto tramite estrazione a freddo di tre varietà pregiate di olive: coratina , frantoio e picholine  tipiche del territorio, raccolte manualmente al giusto livello di maturazione. Successivamente vengono molite entro 24 ore con antiche macine in granito e spremute a freddo.  Questo procedimento consente di ricavare un olio extravergine d’oliva a basso livello di acidità, inferiore allo 0,5% e dalle caratteristiche organolettiche pregiate.  

Abbiamo intervistato Antonio Minenna.

Qual è la storia del Frantoio Oleario Bitontino?

Il nostro frantoio, ha una discendenza storica sin dal 1915, quando il nonno paterno, ha aperto il primo frantoio, susseguito da mio nonno Antonio ed infine mio padre. Nel corso del tempo, ovviamente ogni generazione ha apportato le proprie migliorie sia a livello tecnologico e sia a livello commerciale.

Oggi che produzione avete (numeri e qualità)?

Oggi la nostra produzione, basata sempre sull’andamento delle piantagioni di oliveti, si raggira su 2.400 q.li di olio riveniente dalle olive acquistate e 1.200 q.li di olio prodotto da moliture per c/terzi. Va da se che, i dati indicati sono una conseguenza delle rese di lavorazione che, non hanno una costante nel tempo, poiché variano per ogni annata a seguito degli effetti atmosferici (piogge, grandinate, siccità e/o malattie delle piante). La qualità dell’olio che produciamo è unicamente olio EVO

L’olio è l’oro del Sud Italia eppure non si fa abbastanza per tutelarlo cosa ne pensi?

In merito a questo quesito, non posso che essere d’accordo sulla scarsa e/o carente tutela del prodotto, rispetto invece ad altre categorie merceologiche. Tutto viene limitato alle campagne pubblicitarie di multinazionali o grandi imprese confezionatrici. Solo recentemente, la Comunità Europea, ha concesso, a seguito di tante “battaglie” il riconoscimento IGP al prodotto. Tale riconoscimento è più che meritato, poiché trattasi esclusivamente di prodotto italiano riveniente da colture locali alle quali vengono prestate le dovute ed opportune attenzioni da parte delle imprese agricole.

Negli ultimi anni prima la mosca e poi la xilella hanno decimato i raccolti, come si può fare per combattere tali fenomeni?

In merito a questo punto, c’è poco da poter dire per quanto attiene le soluzioni, poiché l’effetto mosca è conseguente a fattori metereologici locali per lo più basati a zone più umide. Riguardo alla xilella, come è noto agli addetti del settore, ci sono più “scuole” di pensiero, cioè, chi dice portata nelle nostre zone da effetti naturali (il vento) e chi invece, afferma che il batterio è stato introdotto dall’uomo per meri ed orribili, interessi economici. Purtroppo però, laddove la xilella ha colpito, i danni sono stati enormi e, anche questo è a tutti noto.

È possibile farlo in modo solo naturale?

A mio modestissimo pare, le modalità naturali per estirpare tali effetti dannosi alle piantagioni, sono molto limitate, poichè il batterio xilella viaggia nell’atmosfera per cui, ancorchè estirpando le piantagioni, si va a creare l’effetto disertificazione ma non si debella il problema. Altresì vale per l’effetto mosca.

Sei un esperto di food grazie alla tua attività di giudice di Chefawards, cosa sta accadendo nel mondo del food?

Il mondo del Food, sempre a mio modesto parere, è come tante una moda e come tale è una esagerazione soprattutto a livello mediatico andando a “fuorviare” l’interesse dei consumatori finali come capita spesso con i prodotti bio, che vengono presentati come prodotti “salutari” per il nostro organismo, ma che in realtà non lo sono più di tanti alimenti tipici della dieta mediterranea. Il nostro prodotto, olio EVO ad esempio rientra nel super food unitamente ad altri come melograno e frutta secca che, però, vengono “spinti” in maniera molto blanda ma, non sono da meno salutari rispetto ai prodotti bio. 

Per finire ci suggerisci una ricetta che esalti l’olio?

In merito ad una ricetta, personalmente, sono per piatti molto semplici ed “umili” poiché la semplicità e l’umiltà ripagano. A titolo personale, mi permetto di consigliare come piatto di portata, gli spaghetti con olio, aglio e peperoncino che, non tutti sono in grado di preparare nonostante la sua semplicità. Ancora potrei consigliare primi piatti con legumi, ( in particolare fagioli e lenticchie) laddove l’olio va come condimento a crudo, in modo tale da poter assaporare tutte le qualità organolettiche del vero prodotto EVO. Ovviamente, si potrebbero anche proporre pietanze più elaborate ma, come sopra detto, sono per la semplicità in quanto, a mio parere, sono le cose semplici che fanno apprezzare le qualità dei prodotti.