Provolone del Monaco Dop nella spesa degli italiani

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Tempo di bilanci per il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop.

Le festività di fine anno e la partenza a razzo anche in questi primi giorni del 2021 hanno confermato la tendenza della grande voglia degli italiani di portare in tavola prodotti di qualità. E il formaggio che racconta la Penisola Sorrentina e i Monti Lattari continua ad essere fra i testimonial più gettonati.
Il Provolone del Monaco Dop è sempre meno un prodotto “di nicchia” e sempre più sul blocco della spesa dei consumatori “normali” che non si cimentano nella realizzazioni di ricette stellate ma che, al tempo stesso, hanno deciso di mangiare solo qualità.

“Per accontentare un platea in continua ascesa -spiega il presidente del Consorzio di Tutela Giosuè De Simone– hanno intensificato gli sforzi anche i nostri casari che, nel pieno rispetto del disciplinare di produzione, sono riusciti rimboccandosi le maniche a fare crescere la produzione del 10%. Abbiamo chiuso il 2020 sfiorando i 150.000 kg di prodotto, un bel risultato”.

Il nuovo anno dovrebbe vedere anche l’assegnazione del Trofeo Fernando De Gennaro, fin qui rinviato per le restrizioni che hanno anche costretto allo stop l’ormai tradizionale Gran Galà di Fine Anno.
“Abbiamo studiato una formula che consentirà di valutare il prodotto ed assegnare i riconoscimenti a distanza” spiega il direttore Vincenzo Peretti che prosegue: “Con il nuovo anno raddoppia anche la nostra presenza televisiva. In rampa di partenza l’appuntamento mattutino a Canale 8. Per il terzo anno si parlerà di Provolone del Monaco Dop il mercoledì nel corso di Mattinotto, intorno alle 13. Evento che va ad affiancarsi alla nostra partecipazione a Sapori in Tv che prosegue per tutto il mese di gennaio su Piuenne alle ore 12.15 ed alle ore 20 dei giorni dispari, oltre al doppio appuntamento del sabato sempre alle 12.15. Sforzi utili per avvicinare sempre più il nostro mondo a quello dei consumatori”.

Finalmente la nocciola di Avella è De.C.O.

Un ulteriore passo in avanti per la tutela della nocciola avellana è stato compiuto dall’associazione di filiera Terre Abellanae in collaborazione con la Commissione scientifica Comunale Nocciola di Avella De.C.O.

Avella è un comune della bassa Irpinia, famoso da secoli per la produzione della nocciola. Già negli scritti di Linneo l’albero di nocciolo veniva definito “Corylus avellana”. Ulteriori testimonianze si trovano in scritti di epoca romana fino ad arrivare a tempi più recenti con i versi di D’Annunzio (la verga di avellano nella poesia I pastori). Il forte legame tra il territorio avellano e la nocciola è confermato ancora dal fatto che in Spagna e Portogallo questo prezioso frutto si chiama avellana o avela.

L’associazione Terre Abellanae è nata nel 2017. Mette insieme 18 operatori della filiera locale, dal produttore agricolo ai trasformatori di primo e secondo livello, agronomi e consulenti, per valorizzare e promuovere i valori dell’agricoltura e della ruralità nel territorio di produzione della nocciola avellana.

È importante ricordare che l’Italia è il secondo produttore al mondo di nocciole dopo la Turchia. La Campania è seconda in Italia dopo il Lazio, posizionandosi prima di Piemonte e Sicilia. La provincia di Avellino, da sola, produce il 25 % di tutta la produzione nazionale italiana.

Fondamentale, quindi, è la tutela di un prodotto così prezioso per l’economia italiana. Tutela che non può prescindere da tutta la filiera che gravita intorno alla produzione agricola.

La Nocciola Avellana DE.C.O. (denominazione comunale di origine) nasce anch’essa nel 2017 come marchio territoriale per la tutela, tracciando la carta d’identità del prodotto. Si propone di accompagnare il territorio in un percorso di emancipazione e sviluppo della filiera.

La Commissione scientifica Comunale Nocciola di Avella De.C.O. e l’Associazione di filiera Terrae Abellanae annunciano di aver concluso con successo la definizione del marchio territoriale “Nocciola di Avella De.C.O.”

Sono stati approvati il quaderno di tracciabilità del prodotto e le norme sull’etichettatura dei prodotti. Si tratta di strumenti fondamentali per tracciare il percorso della Nocciola, garantire l’origine e la giusta comunicazione del marchio in etichetta. Sono aspetti ritenuti sempre più rilevanti dal consumatore contemporaneo, attento e desideroso di conoscere di più su ciò che mangia.

Il marchio territoriale De.C.O. nasce alla fine degli anni 90’ da un’intuizione dell’enogastronomo e giornalista Luigi Veronelli. In seguito la Legge n. 142 dell’8 giugno 1990 dà ai Comuni la possibilità di intervenire in materia di valorizzazione dei prodotti tipici, con l’idea di garantire un iter di riconoscimento dell’origine vicino ai territori.

La Nocciola di Avella De.C.O., già istituita nel dicembre del 2017 dal consiglio comunale di Avella, si compone di diverse varietà. Tra queste, prevalente la mortarella, poi la camponica, la San Giovanni, la don Aniello e altre. Delinea così un ventaglio varietale prestigioso ma anche ricco di biodiversità.

L’areale di produzione comprende i Comuni di Avella, Sperone, Baiano, Quadrelle, Sirignano, Mugnano del Cardinale e Monteforte Irpino. Tutti in Provincia di Avellino.

Non nasconde l’entusiasmo la Presidente della Commissione scientifica e consigliera comunale con delega, Carmen Loiola, che dichiara:

”Come comune abbiamo supportato il progetto Nocciola di Avella da subito. Lo riteniamo fondamentale per la valorizzazione della filiera produttiva, a partire dai produttori, e per lo sviluppo del territorio. Ringrazio tutti gli operatori coinvolti nel percorso, dall’Associazione Terrae Abellanae che ha sollecitato e seguito passo dopo passo il progetto, al Professore Vincenzo Peretti, professore Ordinario in Zootecnica Generale e Miglioramento Genetico afferente al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, nonché Direttore scientifico dal 2006 del Consorzio di Tutela Provolone del Monaco D.O.P.”

Sulla stessa lunghezza d’onda di Loiola, Biagio Estatico, presidente di Terrae Abellanae:

“È il momento che tutti aspettavamo da tempo. In primis i produttori dell’areale, che adesso hanno uno strumento in più per ottenere risultati. Questo primo traguardo è il frutto di un percorso comune, che ha visto protagonista tutta la filiera locale. Dai produttori ai trasformatori, fino anche all’apporto di giovani consulenti dottori agronomi e nel marketing. Ultimo, ma non ultimo, il Comune di Avella, che come attore Istituzionale ci sta dando supporto e fiducia attraverso il lavoro della Presidente della Commissione scientifica Carmen Loiola. Ora si apre una nuova fase. Lavoreremo per aprirci sempre più al territorio. Ma certamente sarà l’annata 2021 quella in cui la Nocciola di Avella De.C.O. andrà a regime. Con il lavoro e la pazienza possiamo continuare nella giusta direzione”.