La storia del Fiore Sardo di Argiolas Formaggi in Sardegna

FIORE SARDO BIO

La tradizione chiede il fior fiore del latte, il Giglio Sardo. Prodotto in Sardegna con un’accurata selezione di latte intero di pecora proveniente da allevamenti scelti, il Giglio Sardo è il best seller dei formaggi Argiolas. Un prodotto eccezionale dal sapore inimitabile. Nella foto ecco il Giglio Sardo BIO: è un Pecorino Semistagionato a pasta cruda. Dai sentori di fieno, nocciole, burro e panna freschi. Al palato è leggermente granuloso, dolce e solubile, dalla sapidità media. Un formaggio equilibrato con una persistenza medio lunga e un finale piacevole.
GIGLIO SARDO BIO
Formaggio di pecora prodotto in Sardegna da agricoltura biologica, a pasta compatta, cruda, bianca lievemente occhiata non elastica dal gusto dolce e aromatico non piccante. Prodotto con una selezione accurata di latte intero di pecora sardo.
Ingredienti: latte di pecora prodotto da Agricoltura Biologica, pastorizzato, sale, caglio, fermenti lattici.

Oggi Vi porto nella meravigliosa Sardegna, a Dolianova (in sardo si chiama Patiolla), in provincia di Cagliari e parliamo dell’Azienda Argiolas Formaggi.

CAGLIARI (Dolianova)

L’Azienda Argiolas Formaggi è una delle aziende nel settore più grande di tutta la Sardegna, capace di esportare in tutta Italia gran parte di ciò che produce. Argiolas Formaggi produce formaggi tipici sardi utilizzando esclusivamente latte di pecora e di capra.; da oltre 60 anni, produce formaggi pecorini e caprini con attenzione verso i veri valori: il rispetto della tradizione, l’innovazione tecnologica, l’attenzione per la ricerca e l’impegno nella​ ​sostenibilità ambientale.

www.argiolasformaggi.com/negozio

Il Fiore Sardo

Il Fiore Sardo è il formaggio pecorino che conserva le antiche e particolari tecniche di lavorazione artigianale, descritte già nel IV secolo d.C., da Rutilio Tauro Emiliano Palladio, colto scrittore latino ed autore di opere di agricoltura, nonché ricco proprietario terriero con terre in Italia e Sardegna.

FORMAGGIO DOP

La provenienza ed il radicamento di tale formaggio al territorio ed alla cultura agro-pastorale dell’Isola furono confermati dalla Convenzione di Stresa del 1951 sull’uso dei nominativi di origine e delle denominazioni dei formaggi, dal riconoscimento della Denominazione Tipica nel 1955, d’Origine dal 1974 e dall’ottenimento della Denominazione d’Origine Protetta nel 1996.

Il Fiore Sardo è uno dei 3 pecorini sardi a denominazione di origine protetta, ma è l’unico formaggio ovino DOP con due caratteristiche fondamentali: è a latte crudo ed a pasta cruda. Viene consumato in tutta la Sardegna sin dall’Età del Bronzo e non ha mai mutato le procedure di produzione. Procedure che richiedono maestria artigiana, attenzione certosina, gesti pazienti e cura meticolosa.

DISCIPLINARE FIORE SARDO DOP
La DOP “Fiore Sardo” è riservata al formaggio a pasta dura, cruda, di forma costituita da due tronchi di cono schiacciati, a basi orizzontali unite per la base maggiore. La zona di produzione della DOP “Fiore Sardo” comprende l’intero territorio della Regiore autonoma della Sardegna.

Il Fiore Sardo ha lo stesso peso del Pecorino sardo ma la forma è più alta. Si riconosce dalla crosta marrone scuro, dovuta alla particolare lavorazione, e dall’etichetta bianca. Si mantiene perfetto fino ad un anno di stagionatura e oltre. Il nome potrebbe derivare dall’uso antico del fiore di cardo per il caglio, oppure dalle forme di legno che raccoglievano la cagliata entro le quali era impressa la figura di un fiore.

INDIRIZZO PRODUTTORE
Argiolas Formaggi Srl
S.P. 14 n. 3/5
09041 – Dolianova (CA)
Italy

CONTATTI
Argiolas Formaggi Srl
www.argiolasformaggi.com

Mozzarella Dop, il packaging è sempre più green – Due mozzarelle su tre viaggiano in confezioni sostenibili

Il comparto della mozzarella di bufala campana Dop è sempre più green: due mozzarelle su tre infatti arrivano sulle tavole di tutto il mondo confezionate in packaging secondari ecocompatibili. Il dato emerge da un’indagine statistica del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop su un campione rappresentativo di soci.

Sulla produzione totale di circa 50 milioni di chili, quasi 32 milioni di chili viaggiano in imballaggi sostenibili, soprattutto carta e cartone, al posto del polistirolo. Un trend in continua crescita dal 2015, che testimonia impegno e sensibilità sul tema da parte dei produttori di mozzarella di bufala campana Dop e che delinea per la filiera un futuro sempre più rispettoso dell’ecosistema.

«L’impegno del Consorzio è di sostenere ancora di più processi di ammodernamento che riducano ulteriormente l’impatto della filiera sull’ambiente, condividendo gli obiettivi rilanciati nel pre-vertice della Fao, appena conclusosi a Roma, per trasformare i sistemi alimentari globali in ottica sostenibile per clima e ambiente», commenta il direttore del Consorzio di Tutela, Pier Maria Saccani.

Un tema fondamentale e prioritario, che sarà oggetto di lavoro e di approfondimento anche da parte del Comitato Scientifico del Consorzio, presieduto dal rettore dell’università Federico II di Napoli, Matteo Lorito, e composto dall’ex ministro Luigi Nicolais e dal docente dell’università di Parma, Germano Mucchetti.

Mozzarella Dop, le iniziative per i 40 anni del Consorzio

In occasione del quarantesimo anniversario (13 luglio 1981- 13 luglio 2021), il Consorzio di Tutela lancia nuovi progetti per raccontare la Mozzarella di Bufala Campana DOP.

Arriva il “MozzaCast”, il primo podcast sulla mozzarella di bufala campana DOP con le voci dell’attore e musicista Peppe Servillo e della chef Rosanna Marziale, uno storytelling nuovo per il comparto: 5 puntate che saranno pubblicate sulle principali piattaforme di podcast e sui canali social del Consorzio, prodotte dal podcaster Damiano Crognali. La prima puntata è già on air anche sul sito ufficiale www.mozzarelladop.it con una sorpresa: una “intervista impossibile” alla Bufala, liberamente tratta da un racconto dello scrittore Antonio Pascale, sul modello di quelle realizzate da Italo Calvino, Umberto Eco e altri intellettuali in un fortunato ciclo radiofonico della Rai negli anni Settanta. L’obiettivo è raccontare la storia millenaria e l’autenticità della Bufala Dop, che il Consorzio custodisce e promuove da ormai quarant’anni. Come nasce il bianco lucente della bufala campana Dop, quali sono i profumi, i sapori e i colori della terra da cui proviene? “MozzaCast” condurrà gli ascoltatori nel mondo della mozzarella di bufala, che stimola la fantasia dei migliori chef, entusiasmando i consumatori ovunque nel mondo.

La community digitale è inoltre protagonista del contest fotografico #ilovemozzarelladop, per raccontare storie del presente e del passato attraverso ricordi e foto legati alla mozzarella. Gli scatti più belli saranno premiati dalla giuria presieduta dalla fotografa Alessandra Farinelli. L’iniziativa è rivolta a tutti i fan della Bufala Campana su Instagram.

Numero speciale anche della rivista ufficiale del Consorzio di Tutela, Bufala News Magazine, interamente dedicata all’anniversario. Un numero da collezione, disponibile on line sul sito del Consorzio. I primi 40 anni sono l’occasione di un bilancio della propria storia ed è quello che è stato tracciato nel magazine, ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Per l’occasione, sono stati pubblicati 40 messaggi di auguri, arrivati da chef (con ben 20 ricette a base di mozzarella di bufala campana DOP), attori, scrittori e artisti che hanno un rapporto speciale con la Bufala Dop. In copertina l’illustrazione originale della disegnatrice Valentina Scannapieco che reinterpreta “in chiave bufalina” la primavera di Arcimboldo.

Consorzio Tutela Formaggio Asiago: nel 2020 crescita responsabile

È una crescita responsabile quella che il Consorzio Tutela Formaggio Asiago dichiara per l’anno 2020. La produzione complessiva di Asiago DOP, nei dodici mesi del 2020, ha risposto in maniera proattiva alle nuove esigenze e agli effetti della pandemia con un aumento complessivo dell’11%, premiato da un incremento dei consumi del +2,2% a volume e +3,4% a valore.

Il 2020 è stato un anno di grandi sfide per il comparto agroalimentare italiano, in cui si è assistito ad una sostanziale redistribuzione dei canali di consumo, a partire dall’arretramento della spesa per il fuori casa del -48% e dall’incremento del +7% dell’acquisto domestico. Allo stesso tempo, sono aumentate del 160% le vendite legate al delivery e del 39%, rispetto al 2019, quelle delle piattaforme di e-commerce. In questo scenario, il formaggio Asiago DOP ha offerto al mercato italiano una garanzia di presenza sulla quale il consumatore ha potuto contare. Grazie agli sforzi messi in campo da tutti i soci, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha portato la produzione a 1.427.456 forme di Asiago DOP Fresco (+6% rispetto al 2019) e 306.241 forme di Asiago DOP Stagionato (+42% rispetto al 2019) così da essere ancor più vicino nei punti vendita del retail, nelle piattaforme online e negli esercizi specializzati.

Per i consumatori, Asiago DOP ha rappresentato la scelta sicura di un prodotto garantito, di altissima qualità che, con la sua origine certa, ha accompagnato le nuove modalità di consumo, l’aumento dei pasti in casa e la ricerca di prodotti naturali e genuini. Una scelta premiata dalla fiducia di quasi dieci milioni di famiglie, con un positivo sviluppo degli acquirenti del +2,2% rispetto al 2019 (dati GFK), una crescita delle vendite del +3,3% per l’Asiago DOP Fresco e del +25,5% per l’Asiago DOP Stagionato. Proprio la valorizzazione delle più lunghe stagionature, sempre più apprezzate dai consumatori nelle tipologie Asiago DOP Stagionato Mezzano (stagionatura 4-10 mesi), Vecchio (da 10 a 15 mesi) e Stravecchio (oltre i 15 mesi), è uno dei punti distintivi del nuovo disciplinare di produzione, che eleva la qualità del prodotto con requisiti sempre più stringenti.

“Abbiamo affrontato un 2020 difficile e ci siamo impegnati per rispondere con trasparenza e responsabilità alle aspettative dei consumatori. – afferma Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago – Nel 2021, anche grazie alle novità introdotte nel disciplinare di produzione, lavoreremo per cogliere le nuove prospettive di mercato valorizzando e tutelando gli aspetti distintivi della specialità veneta-trentina”.

Colatura Alici di Cetara, concluso l’iter: arriva la Dop

 
E’ fatta, Cetara può godersi la Colatura di Alici Dop. Il traguardo è praticamente raggiunto non essendo arrivati ostacoli europei dopo la fatidica data del 22 settembre 2020 entro la quale potevano esserci richiesta di approfondimento da parte di soggetti imprenditoriali europei, come previsto dal lungo percorso burocratico.
“Una data storica, quella di oggi -spiega con entusiasmo la presidente dell’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara Lucia Di Mauro– finalmente la conclusione dell’iter che ci ha portato all’approvazione della nostra Dop. Ora è arrivato il momento di presentare al Mipaaf il piano di controllo. Ringrazio la Regione Campania e il Comune di Cetara per il prezioso sostegno e si può procedere verso la fase più interessante di tutte: quella della produzione. Nove mesi minimo di maturazione delle alici nei terzigni e botti di legno, che significa l’arrivo sugli scaffali della Colatura di Alici di Cetara Dop nel 2021″.
 

Un progetto seguito con entusiasmo anche dall’amministrazione comunale: “Un plauso al grande lavoro dell’Associazione che è riuscita a centrare un obiettivo che valorizza l’antica tradizione della Colatura di Alici di Cetara. La Dop sicuramente porterà benefici anche ai nostri pescatori che da sempre offrono un prodotto di grande qualità alle aziende che poi si occupano di trasformarlo” commenta il sindaco di Cetara Roberto Della Monica.

Un momento sognato tante volte da quanti hanno lavorato sodo per riuscire a raggiungere questo traguardo a cominciare dal professore Vincenzo Peretti: “Finalmente ci siamo. La realizzazione del piano di controllo di Agroqualità, ente di certificazione scelto dall’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara, è veramente l’ultimo passo prima dell’avvio alla produzione. La Campania sarà la prima Regione in Italia, a potersi fregiare di una Dop prodotto trasformato di mare. Presto le aziende interessate potranno quindi partire per realizzare le prime confezioni Dop della Colatura di Alici di Cetara, seguendo il rigoroso disciplinare di produzione”.
Importante contributo sarà dato ora dai pescatori salernitani, rappresentati nell’Associazione da due armatori Cetaresi: Pappalardo Salvatore e Federmar. Quattro le aziende produttrici che hanno aderito al progetto: Iasa, Delfino, Nettuno e Armatore. I ristoratori di Cetara invece sono: Al Convento, La Cianciola e San Pietro.