IL CORSO DI WINE BUSINESS RIPARTE CON LA WINE BUSINESS BOX

Una Nona Edizione ricca di novità quella del Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business”, tenuto anche quest’anno dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Salerno a partire dal prossimo 26 febbraio (iscrizioni entro il 31 gennaio 2021), in collaborazione istituzionale con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania. La pandemia e le restrizioni alla didattica che ne sono conseguite non hanno impedito al piano formativo di prendere forma e di riproporsi in chiave “smart” con una soluzione completamente nuova: la Wine Business Box, la “scatola del vino” che sarà recapita agli allievi per degustare da casa i campioni oggetto di studio.

Abbiamo ancora impresse nella mente le immagini delle dirette sui social e delle video-chat in cui si facevano aperitivi da casa durante la prima quarantena e destò una certa curiosità vedere Meryl Streep impegnata con Christine Baranski e Audra McDonald in un brindisi a distanza durante il confinamento che ha costretto anche i divi di Hollywood a casa. Se in tanti si sono allenati ai fornelli e hanno scoperto talenti culinari in questi mesi di isolamento, nulla impedisce a chi abbia interesse e passione per il mondo del vino di perfezionare le proprie competenze professionali anche grazie alla Wine Business Box che farebbe invidia anche al dio Bacco.

La Nona Edizione del Corso propone quindi una formula originale, con le lezioni in modalità digitale e con gli “smart tasting”, sempre con la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Festa. Un’iniziativa formativa sempre più autorevole e innovativa per i destinatari del corso, ossia operatori professionali del comparto, docenti presso le Scuole Secondarie Superiori intenzionati ad approfondire le materie economico- aziendali nel mondo del vino e per chiunque sia attratto dall’idea di lavorare a progetti di gestione dell’impresa vitivinicola e più ampiamente wine-based.

Cento ore di lezione tra streaming online e studio off-line, con docenti universitari, rappresentanti delle istituzioni e imprenditori/manager/professionisti del comparto vitivinicolo regionale, nazionale e internazionale; due incontri settimanali a distanza; aula virtuale sulla piattaforma Microsoft Teams (con base all’Università degli Studi di Salerno); un laboratorio di degustazione (con base a Milano e in giro per l’Italia) in collaborazione con Divinea.Com, leader in Italia per l’organizzazione degli “smart tasting”, con la partecipazione di aziende vitivinicole da tutta Italia e con la collaborazione istituzionale di tutti i Consorzi di Tutela della Campania; 50 ore di didattica con focus sull’enoturismo e altre 50 centrate sull’internazionalizzazione; 20 case study delle aziende vitivinicole collegate online e attestato finale dell’Università degli Studi di Salerno per laureati (titolo di Corso di Perfezionamento Universitario) e per diplomati (titolo di Corso di Aggiornamento Culturale).

Il Corso sarà svolto in collaborazione con numerosi e importanti partner, tra i quali, a solo titolo di esempio, Associazione Nazionale “Città del Vino”, Associazione Nazionale “Donne del Vino”, IASA – International Academy of Sensory Analysis, SEF – Sviluppo Efficienza Finanza (agenzia d’internazionalizzazione),Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno) e numerosi altri enti istituzionali del mondo del vino a livello nazionale e internazionale, tra cui l’EuroMedResearch Business Institute con il “Wine Business ResearchInterestCommittee” (coordinato dal Prof. Giuseppe Festa).

Scadenza iscrizioni: 31.01.2021. Info: www.corsowinebusiness.it oppure winebusiness@unisa.it.

Pizza Culture – ecco il corso per chi non si accontenta di un’infarinata

 
In arrivo Pizza Culture
per chi non si accontenta di un’infarinata
Il corso dedicato ai pizzaioli professionisti organizzato
da Unisg, Slow Food Italia e Ferrarelle
A Pollenzo (Cn) dal 27 al 30 maggio 2019

La pizza è un piatto completo che racchiude in sé tutti gli alimenti alla base della dieta mediterranea. È una verità in apparenza scontata se non fosse che la sua ricetta è tanto diffusa quanto abusata. Almeno, nel caso di una buona pizza, equilibrata e salubre, sia negli ingredienti che nella gestione del locale.

Ecco perché l’Università di Scienze Gastronomiche ospita nelle sue aule a Pollenzo (Bra, Cn) il Corso Pizza Culture, organizzato in collaborazione con Slow Food Italia e Ferrarelle e dedicato ai pizzaioli professionisti che vogliono andare oltre l’infarinata e avere una formazione completa in Scienza, Cultura e Management della Pizza.

«È come andare al college: per una settimana si dismette la divisa da pizzaiolo e si torna a essere studenti» racconta Alessio Rovetta, 36enne bergamasco titolare della Pizzeria Dei Sette Ponti e vecchia conoscenza del Corso in Pizza Culture. «Ma il valore più grande è proprio il confronto 24 ore su 24 con altri professionisti: ognuno di noi solitamente si ritrova a sperimentare ingredienti e tempi di maturazione dell’impasto da solo nel proprio laboratorio, con Pizza Culture invece si mettono a frutto le esperienze di oltre venti pizzaioli».

 

Giunto ormai alla terza edizione, il corso si svolge da lunedì 27 a giovedì 30 maggio 2019 e si snoda attraverso un’offerta formativa di 32 ore messa in campo dai docenti dell’Università di Scienze Gastronomiche, dai formatori di Slow Food Italia e dai curatori delle Guide di Slow Food Editore.

 

E così, nell’incontro dedicato agli aspetti nutrizionali e nella visita al mulino si approfondiscono le migliori farine da scegliere affinché rendano in cottura e siano ottime al palato, ma non solo: «È fondamentale tenere d’occhio l’indice glicemico di una pizza e quindi scegliere farine che siano meno “stressanti” per l’organismo» conferma la dietista Paola Durelli. «Inoltre per esaltare al massimo sapori e territorio un pizzaiolo attento deve partire dalla stagionalità degli ingredienti».

 

Uno sguardo al programma rivela lezioni di storia e cultura della pizza, a partire dal volume di Slow Food Editore Pizza. Una grande tradizione italiana a cura di Antonio Puzzi, ma anche seminari di microbiologia e l’approfondimento sulla qualità dei prodotti che concorrono alla realizzazione della pizza perfetta: non solo cereali e farine, ma anche la mozzarella, il pomodoro, il fondamentale ruolo del lievito nella preparazione dell’impasto, e ovviamente il condimento per eccellenza.

 

Con quanto olio si condisce una pizza? Quanto incide il costo di un buon extravergine d’oliva nel paniere degli ingredienti? Come si fa ad esaltarne profumi e sapori e a presentarlo con il dovuto rilievo nel menù? Sono queste le domande di un pizzaiolo curioso che trovano risposta nell’incontro con Marco Antonucci, esperto di olio e formatore Slow Food: «Tra 6 e 10 grammi di extravergine per una pizza che sia sana e gustosa. Acquistando un buon olio da 20 euro al litro il costo per il singolo piatto supera di poco i 10 centesimi. Il tutto per una pizza che il cliente paga da 7 a 15 euro. E poi, la cura traspare anche dal menù: un conto è scrivere  “margherita con pomodoro, mozzarella e olio d’oliva” e un conto è proporre una “margherita con extravergine monocultivar frantoio che profuma di carciofo e mandorla verde e lascia in bocca un leggero sapore di rucola fresca”. Sono piccoli ma preziosi trucchi che contribuiscono a fare la differenza tra una pizza e l’altra, per una gestione attenta alla qualità ma oculata nell’economia».

 

Ad arricchire la settimana Slow anche l’incontro con Massimiliano Prete, maestro pizzaiolo invitato da Slow Food, e una cena didattica per mettere a tavola quanto imparato nelle lezioni.

 

Completano i percorsi di educazione sensoriale, l’introduzione alla degustazione di birre e vini, al loro abbinamento con la pizza e la creazione della carta. Un focus sarà dedicato anche al mondo delle acque minerali: composizione, classificazione, degustazione, abbinamenti, proprietà e benefici dell’acqua minerale saranno oggetto di studio, per rimarcare l’importanza dello scegliere correttamente anche questa materia prima, fonte insostituibile di vita, alimentazione e salute.

 

Riservato a un numero massimo di 25 partecipanti, il corso ha un costo di 730€+iva.

Ecco qui il programma completo e il form di registrazione.

 

FMTS FOOD – Masterclass sulla pasta con lo chef Michele Deleo mercoledì e giovedì al Savoy Beach

 

Dopo il fortunato debutto di Fmts per il Food con la due giorni di aggiornamento professionale dedicata a Riso e Risotti tenuta dagli chef Christian e Manuel Costardi, è tutto pronto per il secondo appuntamento con i corsi in aula dedicati al mondo del Food. Michele Deleo, executive chef del ristorante Rossellinis a Ravello (una Stella Michelin), sarà il docente della masterclass organizzata da Fmts dedicata alla Pasta secca in programma il 22 e 23 marzo prossimi.  

 

Un approfondimento su tutti i segreti della “regina della tavola”, il prodotto italiano per eccellenza più amato ed imitato anche all’estero.  Non solo approfondimento teorico ma anche la possibilità di osservare chef Deleo alle prese con la preparazione di spaghetti alle vongole, pasta al pomodoro oppure delle orecchiette alle cime di rapa. Professionisti di settore già inseriti all’interno di realtà lavorative, interessati all’aggiornamento professionale che intendono affinare le proprie competenze, si ritroveranno mercoledì 22 e giovedì 23 marzo presso il Savoy Beach Hotel di Paestum.

 

Il corso – che insieme a Riso, Pomodoro, Pizza, Food&Wine web marketing e social media compone il primo catalogo dedicato al Food del gruppo Fmts – punta ad aggiornare i professionisti del comparto ristorativo e turistico fornendo tutti gli approfondimenti teorici e pratici necessari ad acquisire padronanza del prodotto. Un’esperienza formativa di alto profilo che si declina attraverso riferimenti antropologici, l’analisi di pregi, difetti e possibili varianti per saper scegliere e impiegare un prodotto di qualità. L’obiettivo è accrescere nei partecipanti la capacità di confrontarsi ed operare ai più elevati standard richiesti dal mercato della ristorazione.

 

Fmts per il Food è un progetto curato da Formamentis in collaborazione con Barbara Guerra e Albert Sapere con la consulenza scientifica di Enzo Vizzari e Luciano Pignataro ed ha l’obiettivo di trasferire la procedura perfetta per realizzare ricette che sono alla base della cucina italiana con la tecnica di cuochi e pizzaioli affermati che mettono a disposizione del progetto tutta la loro esperienza. Oltre a Michele Deleo, guideranno i corsisti Ernesto Iaccarino dello storico ristorante Don Alfonso nel ciclo dedicato al pomodoro; Christian e Manuel Costardi di Vercelli con una serie di ricette dedicate al riso ed ai risotti; Francesco e Salvatore Salvo, dell’omonima pizzeria per scoprire i segreti della pizza napoletana ed, infine, Luciana Squadrilli e Slawka G. Scarso che si occuperanno di social media marketing dedicata al food.

 

Per informazioni:   www.formamentisweb.it; segreteriacommerciale@formamentisweb.it; telefono: 0828/370305