Free place at the Christmas table

Sono arrivate le feste natalizie e la cucina è una delle più grandi protagoniste. La famiglia riunita, i regali sotto l’albero, la tavola apparecchiata, tutto sembra perfetto. Ma cosa si nasconda dietro tutto questo? Ho chiesto a delle persona cosa rappresentasse per loro il Natale, mi hanno risposto così.

Ciao Valeria, cos’è per te il Natale?

Il Natale per me è speciale, arriva mia figlia da lontano, lavora fuori e riesco a vederla solo durante le festività. Per la vigilia adoriamo decorare insieme i biscotti di pan di zenzero. Io faccio sempre disastri durante la preparazione della glassa, ma c’è lei, bravissima con i dolci, che subito rimedia ai miei errori. Fare i biscotti non è per me solo un modo di preparare dolci per Natale, ma è qualcosa di più, è ritrovare mia figlia, sentirla di nuovo vicina dopo tanta lontananza. La distanza, nonostante tutto, ci ha fortificate, siamo più unite adesso e cucinare insieme ce lo ricorda ogni giorno.

Ciao Cristina, cosa ti piace cucinare per Natale?

La cosa che più mi piace preparare per questa festa sono gli struffoli. Io odio il Natale, non mi piacciono gli struffoli e le feste in famiglia mi mettono ansia. Però sono ancora una ragazzina e devo obbligatoriamente festeggiare. Per rendere il Natale meno noioso preparo gli struffoli, lavorarli e soprattutto tagliarli mi aiuta a tirar fuori tutta la mia rabbia repressa.

Ciao Sara qual è la cosa più bella che fai la mattina di Natale?

Adesso credi che ti risponderò “Aprire i regali”, si è una delle cose più belle, ma non è l’unica. Prima di aprire i regali, mentre sto ancora a letto, inizio a sentire l’odore di cannella. All’improvviso vedo arrivare nella mia stanza la mia mamma, con una tazza di Babbo Natale e dentro la cioccolata calda con cannella e marshmallow. Mamma inizia a raccontarmi le sue solite battute e puntualmente, talmente che mi fa ridere cade un po’ di cioccolata sulle lenzuola. Prima che mi rimprovera le dico sempre “Mamma è colpa del tuo cioccolato, mi stimola l’ormone del buonumore”.

Roberta, la vigilia di Natale dovrai partorire, cosa rimpiangerai?

Di non poter cucinare il baccalà, mia madre è negata, lo farà sicuramente bruciare, non mi fido molto della sua cucina. Il baccalà fritto deve essere croccante fuori e morbido dentro. Però a volte penso che sono troppo dura con lei e che dovrei iniziare a fidarmi della sua cucina. Adesso la chiamo e le spiego come deve essere cotto il baccalà, rassicurandola che è una brava cuoca e che le voglio tanto bene.

Ciao Sabrina, quali sono i tuoi desideri per Natale?

Io desidero che le persone imparino a guardare oltre, a non soffermarsi all’apparenza. Il 21 a scuola abbiamo fatto una festa, ogni bimbo ha portato un dolce fatto da lui, io ho preparato i biscotti a forma di Babbo Natale. Tutti i bambini hanno iniziato a prendermi in giro perché io credo ancora che lui esista, loro pensano che Babbo Natale sia solo un vecchio grassone barbuto, frutto di una stupida immaginazione. Credere in lui non vuol dire essere stupidi, infantili, ma riuscire ancora a sognare e i sogni non sono solo dei piccoli. Credere che lui esista è come credere che una bimba di 5 anni possa fare un dolce tutto da sola, difficile, ma non impossibile.

Salve, come si sente oggi?

Questa mattina è accaduta una cosa insolita, come ogni giorno ero qui, seduto su questo cartone, in mezzo al freddo e alla neve. Un signore mi si è avvicinato, mi ha donato questo panettone e mi ha detto “Questo sarà un felice Natale anche per te”. Da quando sono qui non avevo mai ricevuto un panettone, l’ultima volta che ne mangiai una fetta ricordo che ero ancora dai miei, la signora Gina, cuoca di casa, nonché anche la mia tata, preparò un panettone fatto tutto con le sue mani la vigilia di Natale. Fu l’ultimo anno che ne mangiai uno, dopo che mia madre morì e io scappai via di casa. Mangiare adesso questo panettone mi ricorda la mia mamma, la felicità di quella sera e oggi grazie a quel signore mi sento un pizzico meno triste rispetto agli altri giorni. Grazie!

Valeria grazie ai biscotti in pan di zenzero ha ritrovato sua figlia; tagliare gli struffoli aiuta Cristina a tirar fuori le sue frustrazioni; Sara preferisce bere la cioccolata calda preparata dalla mamma, anziché correre sotto l’albero ad aprire i regali; Roberta ha imparato a fidarsi della cucina della madre, potrà partorire tranquilla perché il suo baccalà starà in buone mani; Sabrina, attraverso un biscottino di Babbo Natale ha scoperto che le persone hanno smesso di credere; infine c’è l’uomo che vive su un cartone, che attraverso un panettone ed un gentil signore ha ripercorso il ricordo di quando era ancora felice.

Queste persone ci mostrano che il cibo non è solo un qualcosa che buttiamo giù per nutrirci, per soddisfare la nostra golosità, ma ci aiuta a guardare oltre.

Per me il cibo è come un’opera teatrale, quando cucino mi sento libera, proprio come quando recito sul mio piccolo palchetto. Nella realtà noi indossiamo una maschera, ma a teatro cade e mostriamo a tutti chi siamo. Un piatto all’apparenza può sembrare bello o brutto, solo quando lo assaggiamo possiamo scoprire realmente il suo sapore.

E per voi, che cos’è il cibo???

Ilaria Bernardo

Frequento la facoltà di Scienze della Comunicazione, con indirizzo media e culture. Sono autrice di “So What?”, un programma radiofonico dell’Università del Suor Orsola Benincasa di Napoli, a cui...

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