StarSupper Napoli: Il Networking per Startupper

Essendo stato uno dei fondatori di NAStartUp e credendo fermamente, da sempre, nel potere rivoluzionario del vero networking, quando ho ricevuto l’invito a partecipare alla StarSupper non ho potuto fare a meno di accettare. L’entusiasmo era palpabile. Sapevo che non si sarebbe trattato del solito evento formale, ma vivere l’esperienza in prima persona ha superato ogni aspettativa.

Quante volte ti è capitato di partecipare a un evento di networking aziendale e di tornare a casa con la sensazione di aver perso tempo? Sale conferenze anonime, discorsi impostati, sorrisi di circostanza e una pioggia di bigliettini da visita che finiranno dimenticati in un cassetto. Se sei uno startupper o un professionista dell’innovazione, il tuo tempo è la risorsa più preziosa. Sprecarlo in connessioni superficiali è un errore strategico.

Oggi, ti racconto come un bistrot nascosto nei Quartieri Spagnoli, l’eccellenza culinaria stellata e la più grande community di innovatori del Sud Italia stanno riscrivendo le regole del business. E ti svelerò un dettaglio unico: il modo incredibile in cui abbiamo “saldato il conto” a fine serata.

Il Problema del Networking Tradizionale

Iniziamo guardando in faccia la realtà: il networking tradizionale, così come lo conosciamo, è obsoleto. Gli eventi classici per startupper si concentrano in modo ossessivo sui “pitch”. Ti mettono su un palco, ti danno tre minuti di orologio e ti chiedono di convincere una platea di sconosciuti che la tua idea cambierà il mondo.

Questo approccio genera ansia, competizione e pochissima autenticità. Le relazioni di valore, quelle che si trasformano in partnership durature, in mentorship reali o in investimenti concreti, non nascono sotto i riflettori di un palco. Nascono dalla fiducia reciproca. E la fiducia richiede un ambiente rilassato, tempo a disposizione e, cosa fondamentale, la condivisione di un’esperienza positiva. Come una cena eccellente.

La Soluzione: La Tavola come Acceleratore

L’intuizione alla base della StarSupper è tanto semplice quanto dirompente. Il format, ideato da Antonio Prigiobbo per la community di NAStartUp, capovolge totalmente il paradigma. L’obiettivo non è invitare le persone a un meeting di lavoro dove, per puro caso, viene servito anche del cibo. L’obiettivo è invitare le persone a vivere un’esperienza gastronomica straordinaria dove, in modo del tutto naturale e fluido, si finisce per fare business.

In questo contesto, la tavola si trasforma in un vero e proprio ecosistema. Nel momento in cui spezzi il pane con chi ti siede accanto, i ruoli si azzerano. Smetti di essere “il CEO in cerca di fondi” o “l’investitore del fondo di venture capital”. Torni a essere semplicemente una persona.

Condividere un percorso di alta cucina crea un linguaggio comune immediato. Discutere delle consistenze di un piatto, della storia di un ingrediente o delle note di un vino apre la mente. E una mente aperta è il terreno più fertile per far nascere conversazioni strategiche e profonde.

Quostro: Un’Infrastruttura Relazionale nei Quartieri Spagnoli

Un format con questa potenza narrativa ha bisogno di un palcoscenico all’altezza. Quostro è la risposta perfetta.

Situato all’interno di FOQUS, nel cuore pulsante ed energico dei Quartieri Spagnoli di Napoli, Quostro rifiuta l’etichetta di semplice bistrot. I suoi giovani fondatori, lo chef Francesco Frascione e l’esperto di hospitality Mario Celotto, lo hanno concepito come una vera e propria “infrastruttura relazionale”.

Ogni singolo dettaglio di questo luogo è studiato per favorire l’incontro. Scegliere di aprire in un polo di rigenerazione urbana come FOQUS è un messaggio potentissimo. Significa gridare al mondo delle startup che la vera innovazione non si fa rintanati nei salotti buoni e asettici delle metropoli. L’innovazione nasce dove c’è vita vera, dove c’è energia, dove la contaminazione culturale è all’ordine del giorno. Quostro non ti fa fuggire dal quartiere, trasforma il quartiere nella tua destinazione principale.

Il Conto Speciale: Pagare in Consigli

E qui arriviamo al momento più emozionante della StarSupper, quello che rende questo format un unicum nel panorama europeo.

A fine serata, dopo aver viaggiato tra sapori incredibili e aver stretto mani importanti, è arrivato il momento del “conto”. Ma in un evento firmato NAStartUp, il valore non si misura in euro. Si misura in ecosistema.

Agli ospiti non è stato chiesto di aprire il portafoglio. È stato chiesto di aprire la mente e il cuore. Ognuno di noi, seduto a quel tavolo, doveva “pagare” la cena donando un consiglio personale, professionale o strategico ai due giovani padroni di casa: Francesco e Mario.

Immagina la scena: startupper seriali, investitori navigati, giornalisti e creativi, tutti riuniti per restituire valore a chi aveva appena regalato loro un’esperienza memorabile. C’è chi ha suggerito strategie di marketing digitale per il foodtech, chi ha consigliato come scalare il format degli eventi, chi ha semplicemente ricordato loro di mantenere sempre intatta l’autenticità vista nei piatti.

Questo “pagamento in consigli” è l’essenza stessa dell’accelerazione dal basso. Trasforma i clienti in mentor. Crea un legame indissolubile tra il ristorante e la community. E dimostra che le competenze, quando vengono condivise, valgono molto più di una semplice transazione economica.

I Protagonisti: Francesco e Mario

La qualità di questa serata poggia su basi solidissime, perfettamente in linea con i principi della vera eccellenza.

Francesco Frascione ha un curriculum che incute rispetto. Ha costruito la sua identità culinaria affiancando maestri come Nino Di Costanzo al Mosaico (2 stelle Michelin) e lavorando in templi della gastronomia come l’Atelier di Joël Robuchon a Parigi (2 stelle Michelin) e lo Shoreditch House di Londra. La sua è un’esperienza internazionale che ha scelto coraggiosamente di tornare a Napoli.

Mario Celotto completa il quadro con la sua profonda competenza nel mondo del beverage e dell’hospitality. La sua visione si concentra sull’ascolto del cliente e sulla sostenibilità, proponendo un approccio al bere che sia totalmente inclusivo e coerente con la proposta culinaria. La loro autorità sul campo è indiscutibile, e l’affidabilità del progetto Quostro è garantita dalla passione che mettono in ogni dettaglio.

Il Menù: Una Storia in Cinque Portate

Per stimolare conversazioni di così alto livello, il cibo deve fungere da miccia intellettuale. Il menù della StarSupper del 13 febbraio 2026 è stato un’autobiografia culinaria, concepita per sorprendere e far riflettere.

Ecco il viaggio che abbiamo percorso:

Portata Nome e Ingredienti Lo Spunto per il Networking
Welcome Tre cotture, tre consistenze, tre ore di sonno. French fries e bollicine. Il nome strappa un sorriso e ricorda a tutti gli startupper il duro lavoro e le notti insonni dietro ogni grande progetto.
Amuse-Bouche Le origini. Bruschetta in 4 consistenze di Pomodoro del Piennolo. Radica la discussione sul valore inestimabile del territorio e su come reinventare le tradizioni.
Starter Tate Modern. Tartelletta Kandinsky con zucca e topinambur. Porta l’arte a tavola, aprendo il dialogo sul design, sull’estetica e sull’importanza della creatività nel business.
Primo Piatto Ogni mondo è paese. Risotto con papaccelle e cipollotto bruciato. Il trionfo della Campania. Dimostra come un prodotto locale possa avere un respiro e una tecnica internazionali.
Dessert Tradizionalmente futuristico. Tarte au Citron. Un classico francese proiettato nel domani. Lascia gli ospiti con una visione orientata al futuro e alle nuove sfide.

Il Pairing: Fluidificare le Idee

Mario Celotto ha dimostrato che la sala conta quanto la cucina. Ha costruito un percorso liquido che non si limitava a stare un passo indietro rispetto ai piatti, ma ne amplificava il messaggio.

I nomi dei drink hanno giocato sull’ironia e sull’identità partenopea:

  • Si è partiti con “Le bollicine… e tien ‘ncap!”, un twist italo-scozzese del French 75, perfetto per rompere il ghiaccio.
  • Si è passati all’identità territoriale pura con un calice di Falanghina DOC Bellaria 2024.
  • L’innovazione si è fatta sentire con lo Sparkling Tea Lyserød Rosè, per chi desiderava un bere consapevole e analcolico ma estremamente sofisticato.
  • Il gran finale è stato affidato al Moka-Martini (“Fallo tu ‘ca si cchiu brav”). L’incontro epico tra il rito sacro del caffè napoletano e la mixology internazionale. È esattamente davanti a questo bicchiere che sono nati i consigli più preziosi e le idee più brillanti della serata.

Il Valore di Chi si Siede al Tavolo

Una cena di networking non funziona se le persone al tavolo non sono disposte a mettersi in gioco. Alla StarSupper, la selezione degli ospiti ha garantito un livello di conversazione altissimo.

Eravamo in tanti, e ognuno portava un pezzo di mondo diverso:

  • Investitori e Startupper Seriali come Massimo Morgante e Andrea Cammarota (Sartoria Da Napoli), pronti a condividere la loro esperienza sul campo.
  • Professionisti dell’Innovazione come Giuseppe Di Fiore (DigitalMens) e Vincenzo Notaristefano, esperti rispettivamente di digitale e agritech.
  • Creativi e Artisti come Adriano Giordano e Christian Leperino, fondamentali per guardare i problemi da angolazioni inaspettate.
  • Esponenti del Terzo Settore e Ricerca come Stefano Consiglio (Fondazione Con il Sud) e Vittorio Stile.
  • Giornalisti ed Esperti di Comunicazione, pronti ad assorbire e raccontare queste nuove dinamiche.

Mettendo insieme queste menti diverse, guidate dalla regia attenta di NAStartUp, l’energia generata è stata straordinaria.

Il FoodTech come Orizzonte Futuro

Antonio Prigiobbo vede lontano. L’incontro tra il mondo delle startup e quello dell’alta ristorazione è la chiave per sbloccare il potenziale del settore FoodTech.

Oggi, tecnologia, cultura, sostenibilità e impresa devono parlarsi. Devono collaborare. È seduti a tavolate come questa che si intuiscono le soluzioni per ridurre gli sprechi alimentari, le nuove piattaforme per la gestione della sala o i nuovi modelli di business per la ristorazione circolare. Quostro, mettendo a disposizione la sua competenza nell’ospitalità, arricchisce tutto l’ecosistema startup, creando un valore inestimabile per il Sud Italia e per l’Europa.

Il Manifesto della StarSupper

Partecipare a questa serata mi ha confermato una cosa: stiamo scrivendo un nuovo manifesto per il networking del futuro.

  • Il networking non deve essere una noiosa transazione, ma una relazione umana basata sulla condivisione.
  • Il cibo di altissima qualità non è un lusso fine a sé stesso, ma uno strumento culturale che abbassa le difese e stimola il pensiero creativo.
  • La vera crescita aziendale avviene quando si è disposti ad ascoltare e a ricevere consigli in modo umile e costruttivo.

Francesco e Mario, accettando i nostri consigli come “pagamento” a fine serata, hanno dimostrato un’intelligenza imprenditoriale rara. Hanno capito che il loro bistrot non vende solo piatti, ma aggrega una community.

Il Tuo Prossimo Posto a Tavola

La prima StarSupper ha tracciato una rotta chiara. Ha dimostrato che per accelerare la crescita della tua startup, a volte, devi fare l’opposto di quello che ti dicono: devi sederti, rallentare, gustare un percorso gastronomico eccellente e dedicare tempo di qualità alle persone che hai davanti.

Ti assicuro che l’energia che porti a casa da serate come questa vale più di mille pitch in ascensore.

Vuoi essere protagonista del prossimo tavolo dell’innovazione e magari regalare anche tu il tuo consiglio ai founder del futuro? Non perdere l’occasione. Visita il sito di NAStartUp (www.nastartup.it) per scoprire tutti i format gratuiti come lo StartUp Lab e lo StartUp Play. E prenota il tuo tavolo da Quostro (www.quostro.it) nei Quartieri Spagnoli per assaporare dal vivo la cucina che sta rivoluzionando Napoli. Il prossimo ecosistema potresti costruirlo proprio tu, tra un antipasto e un buon bicchiere di vino.

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