PrefazioneNasce il 13 dicembre 2016 LE CENTENARIE, l’unione delle pizzerie storiche napoletane. Dieci delle più antiche pizzerie napoletane, che hanno superato o si avvicinano al 100imo anno di esistenza, si riuniscono in un’associazione di fatto, l’UPSN, con lo scopo di salvaguardare la storia e la tradizione della pizza napoletanaNello specifico: Starita a MaterdeiGorizia 1916, Ciro a Santa Brigida, Pizzeria Mattozzi a Piazza Carità, Antica Pizzeria Port’Alba, Pizzeria Umberto, Antica Pizzeria Ciro dal 1923, Antica Pizzeria da Michele, Pizzeria Lombardi 1892, Pizzeria Capasso a Porta San Gennaro.

Fu nominato presidente Don Antonio Starita, della pizzeria Starita, vice presidente Don Salvatore Antonio Grasso, della pizzeria Gorizia e segretario Alessandro Condurro della pizzeria da Michele. 

Il direttivo si rinnova ogni due anni e 12 sono le attuali pizzerie iscritte all’associazione. Di recente nomina a Presidente, Salvatore Antonio Grasso della pizzeria Gorizia e suo vice, il giovane Enrico Lombardi, quinta generazione della pizzeria Lombardi 1892. Confermato segretario Alessandro Condurro della pizzeria Da Michele e fondatore del brand “Michele in the World”.

Tanti sono i ricordi della mia gioventù, legati ad alcune di queste pizzerie. Affeziono, particolarmente, la pizzeria Da Michele, nella quale ho mangiato, per la prima volta della mia vita, la pizza (rigorosamente “a rot’ e carrett‘”) e l’Antica Pizzeria Port’Alba, nella quale mi recavo sempre ad acquistare la pizza a portafoglio, quando andavo a comprare i libri di scuola. Per dirla tutta, aspettavo con ansia di poterci andare, più per la pizza che per i libri, essendo un po’ distante da casa mia. 

Credo che ogni napoletano, ultracinquantenne come me, abbia ricordi indelebili in ognuno di questi locali. Essi hanno fatto la storia della pizza, anche a livello internazionale. 

Con quest’articolo, inizio il mio viaggio attraverso la storia delle centenarie. Inizio con la pizzeria Starita a Materdei. Ho avuto l’onore di partecipare a un evento in cui Don Antonio Starita era ospite d’onore. Ho potuto ascoltare i suoi “sapienti racconti”, scambiare con lui qualche parola e ricevere in regalo il suo grembiule. 

LA STORIA

Nel lontano 1901, il locale, sito nel quartiere Materdei a Napoli, era una cantina dove Alfonso Starita vendeva del buon vino. Negli anni 40, il figlio Giuseppe associò ai vini, i piatti tradizionali della cucina napoletana, compresi pizza e fritti. Fu’ cosi che nel 1954, il locale fu scelto come cornice al famoso episodio del film “L’Oro di Napoli”, in cui Sofia Loren, pizzaiola adultera, frigge pizze con il marito. All’epoca, Don Antonio, figlio di Giuseppe, aveva appena 12 anni. 

Inizia cosi una scalata di successi. La tradizione di famiglia continua, ancora oggi, con la quarta generazione, nella persona di Giuseppe Starita, figlio di Don Antonio. 

Cavaliere della Repubblica, vicepresidente dell’APN (associazione pizzaioli napoletani), fondatore della STARITA PIZZA ACCADEMY, Don Antonio ha girato il mondo e formato tanti giovani generazioni all’arte bianca, ottenendo grandi riconoscimenti a livello internazionale. Presente nelle migliori guide nazionali ed internazionali, tra cui la, famosa rossa, GUIDA MICHELIN.

Nel corso degli anni, ha aperto altre 3 pizzerie: nel 2012 a New York, nel 2016 a Milano e nel 2018 a Torino. La storica sede a Materdei è da sempre meta dei più grandi personaggi del mondo politico, sport e spettacolo. 

LA PIZZA

La tradizione è sempre stata di casa. Gli Starita non seguono nessuna moda e con orgoglio portano in giro per il mondo la vera pizza napoletana, rispettando l’utilizzo delle materie prime e la tecnica secolare. 

Tante le pizze famose come la Montanara, decretata dal New York Times come 2° tra i 10 piatti più amati di New York e la “Porta a Porta“, dedicata alla nota trasmissione condotta da Bruno Vespa, alla quale Don Antonio fu invitato nel 2009.

Durante la kermesse della scorsa settimana, svoltasi nei locali dell’AGTI, ACCADEMIA DEL GRANO, presso il MOLINO SCOPPETTUOLO, a Grottaminarda (AV), Don Antonio si è esibito nel preparare la sua pizza Marinara, condita con una base di salsa, realizzata con pomodorini cotti al forno a legna e poi passati, pomodorini siciliani, aglio ed origano, di cui non ha rivelato la provenienza e che mi hanno stupita per il notevole profumo e sapore.

La Montanara, fritta ed al forno nel padellino, con pomodorini, aglio e basilico, di una commovente bontà e leggerezza e la classica, Margherita, vero capolavoro di grande maestria. Un impasto semplice e senza fronzoli, per le tre pizze più rappresentative della nostra tradizione. 

Prossimamente, l’evento sarà trasmesso sul canale di ALICE TV, in cui potrete visionare l’intervista al maestro del noto presentatore ALESSANDRO DI PIETRO e tutte le pizze realizzate, di cui sopra. 

CONCLUSIONE

Don Antonio Starita mi ha colpito per la sua disponibilità e grande senso del dovere. È la memoria stessa di un arte secolare. Grande soddisfazione aver potuto contribuire a che la Pizza Napoletana sia oggi patrimonio immateriale dell’Unesco e labellizzata STG e l’arte del PIZZAIUOLO mondialmente riconosciuta. Uomo semplice, adora circondarsi di giovani. Trasmettere il suo sapere è primordiale per lui, come una missione, e non lesina nel prodigare consigli alle nuove generazioni.

Mi dice: Per esercitare questo mestiere ci vogliono pazienza e passione. Bisogna sempre tener presente il tipo di clientela che si ha di fronte e capire le sue esigenze oltre che la tipologia di pizza desiderata“. Molto meticoloso ed attento ai dettagli, vigila al lavoro ben eseguito e nel rispetto della tradizione. Non ha mai seguito le mode e sbircia il naso a sentir parlare di “gourmet”. Con materie prime di qualità e rispetto per l’artigianalità dell’impasto, la vera pizza napoletana non necessita d’altro.