Quale futuro per la ristorazione e il turismo ad Amalfi? Abbiamo provato a tracciare i prossimi scenari nel format live sulla pagina Facebook di Food Makers grazie alla partecipazione di illustri ospiti intervistati dal giornalista Antonio D’Amore

A cominciare da Daniele Milano, sindaco di Amalfi, città che, attraverso la sua macchina organizzativa, è riuscita a contenere in maniera soddisfacente il contagio da coronavirus in questi due mesi di emergenza, «con controlli serrati delle forze dell’ordine, anche se gran parte del merito è da attribuire al rispetto delle regole da parte degli stessi cittadini del territorio, i quali sono stati costantemente informati attraverso un servizio di messaggistica e dirette sui canali del comune».

A rappresentare la città di Amalfi in Italia e all’estero ci pensa il maestro pasticciere Nicola Pansa, che insieme ai suoi fratelli costituisce la quinta generazione della Pasticceria Pansa, attiva dal 1830 grazie a una solidissima storia familiare e che oggi, come evidenzia Nicola nella nostra diretta, punta a «fare una sintesi tra la tradizione e l’innovazione», prestando attenzione alla scelta delle materie prime, tecniche di produzione, canali di vendita.

Discorso opposto a quello di Pansa si può fare per lo chef Natale Giunta, palermitano ma amalfitano di adozione (con ciclo di eventi), che circa vent’anni fa ha dato avvio alla sua storia diventando anche personaggio televisivo: «Faccio consulenza da libero professionista e poi ho la mia attività imprenditoriale con i miei ristoranti a Palermo e a Roma, un paio di locali di street food e una società di eventi a 360 gradi».

Con i due imprenditori si è parlato del tema relativo al delivery. Grazie alla recente ordinanza, anche la Campania ha dato finalmente il via libera al delivery che, in partenza, secondo il maestro Pansa, «potrebbe essere addirittura antieconomico soprattutto in zone come la costiera dove non c’è una grossa densità di popolazione. È pur vero che gli imprenditori hanno il dovere di lanciare segnali.  Per la mia pasticceria, il delivery è una realtà alla quale abbiamo deciso di affacciarci con la professionalità che ci contraddistingue, sapendo però che non sarà una manna dal cielo». Nelle altre regioni d’Italia, il delivery è già possibile da diverse settimane e lo chef Giunta racconta: «Ho sempre fatto delivery e ho continuato a farlo nelle ultime settimane. Certamente lavoro in condizioni diverse, con meno persone, con guadagni non elevati, ma il mio carattere mi spinge a trovare soluzioni vestendo i panni del lavoratore prima ancora di quelli dell’imprenditore».

Per il post-emergenza, il focus che sta a cuore alle amministrazioni e ai ristoratori campani e siciliani è senza dubbio il ritorno del turismo, specie quello internazionale, nelle proprie aree.

«Fondamentale sarà comprendere le regole del gioco sia per le amministrazioni pubbliche, che hanno necessità di mettere in sicurezza i loro bilanci, sia per le imprese, considerando inoltre l’impatto del distanziamento sociale sulla gestione dei trasporti» evidenzia il sindaco Daniele Milano che aggiunge ottimisticamente: «Credo che la costiera si riprenderà prima di altre località, anche per una serie di attrattori architettonici, storici, religiosi di grande interesse. Emergenza sanitaria permettendo, un’occasione di rilancio potrebbe essere rappresentata dai prossimi mesi invernali».

«Il rilancio del turismo sarà la grande scommessa del 2020 – sostiene Nicola Pansa Il turismo internazionale ha sempre rappresentato il 70-80% del fatturato di tutti gli operatori del comparto produttivo e turistico della Costiera Amalfitana. Non possiamo fare altro che continuare il nostro lavoro pensando a una proposta che cerchi di andare incontro a un’utenza regionale e poi speriamo nazionale. Servono iniziative tra cui quella di ripensare un certo tipo di pasticceria. Dopo la quarantena ci sarà nuova voglia di socializzare, quindi potremmo pensare a nuovi dolci che siano simboli di condivisione».

Infine, l’opinione di Natale Giunta: «L’Italia è una delle nazioni più belle al mondo. Dobbiamo continuare a comunicare bellezza, sorrisi, capacità. Socializzare sarà difficile fino a dicembre o gennaio quando arriverà il vaccino. Noi, imprenditori, non possiamo mantenere il fatturato del 2019 e ciò comporta una riduzione dei dipendenti, un colpo al cuore. Tutte le imprese si basano su obiettivi e budget, che oggi vanno ripensati».        

Pietro Bruno

Pietro Bruno

Classe 1994, laureato in “Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso la Sapienza Università di Roma. Nel 2017 ho pubblicato il mio primo saggio “È il tempo della radio in TV” (Guida),...

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