Il 17 dicembre 2025 segna una data cruciale per l’enologia campana. A Benevento, il consiglio di amministrazione del Sannio Consorzio Tutela Vini ha eletto all’unanimità Carmine Coletta come nuova guida, affidandogli il compito di valorizzare un patrimonio vitivinicolo di eccellenza e di rafforzare la presenza dei vini sanniti sui mercati globali.

Continuità ed evoluzione strategica

L’elezione di Coletta rappresenta un passaggio di testimone nel segno della fiducia e della responsabilità. Il neo presidente raccoglie l’eredità di Libero Rillo, ringraziato per la dedizione con cui ha guidato il comparto attraverso fasi complesse. La nuova governance non punta a una rottura, bensì a un’evoluzione necessaria per affrontare i mutamenti dei mercati e delle abitudini di consumo. L’obiettivo primario è consolidare il posizionamento nazionale e internazionale, lavorando in stretta sinergia con soci e istituzioni.

Le priorità del nuovo mandato

Al centro dell’agenda di Coletta vi sono identità, ambiente e inclusività. Il Consorzio intende rafforzare un racconto unitario che valorizzi le DOC e DOCG locali, con un focus strategico su Falanghina e Aglianico, senza trascurare le altre specificità territoriali.

“Il Sannio ha un patrimonio enologico straordinario, e il Consorzio continuerà a essere il suo motore propulsivo” ha dichiarato il neo Presidente, sottolineando come l’ente debba diventare una “casa comune” sia per le grandi aziende esportatrici che per i piccoli produttori.

Un pilastro fondamentale sarà la sostenibilità, intesa come valore aggiunto per il territorio, da perseguire coinvolgendo attivamente gli enti locali.

La squadra di governo

Ad affiancare Coletta nella giunta esecutiva ci saranno Giampiero Rillo (vice presidente), Alfredo Di Leone, Gianmarco Maffei e Domizio Pigna. Il collegio sindacale sarà invece presieduto da Annibale Mancinelli.

Uno sguardo al futuro del territorio

L’insediamento di questa nuova presidenza pone l’accento sulle nuove professionalità e sui giovani che scelgono di investire nel territorio. Il vino sannita si candida così a essere un modello di coesione e reputazione, guardando al futuro con strategie moderne e una rinnovata autorevolezza istituzionale.

Redazione Foodmakers

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