Salvatore Bianco da Torre del Greco, classe 1978, che dopo aver girovagato per numerosi e differenti mondi (Capri, il Chianti, St. Moritz, Milano, e poi l’Osteria dell’Orso) nel 2012  è tornato nella sua terra per guidare il Ristorante “Il Comandante” del Hotel Romeo, affacciato sullo splendido golfo di Napoli.

La sua cucina è fatta di buona tecnica, non ricerca effetti speciali ma soprattutto solidità nel piatto, ed il risultato è eccezionale!!!!

Ciao Salvatore, ci racconti come ti sei avvicinato alla cucina?

 È una passione nata sin da quando ero piccolo. Poi nel tempo l’ho coltivata e assecondata.  

Hai fatto diverse esperienze prima di approdare a “Il Comandante”, Capri, il Chianti, Sankt Moritz, Milano, a poi nello spin-off romano di Gualtiero Marchesi, l’Osteria dell’Orso, cosa ti hanno lasciato?

Sicuramente ogni posto ha rappresentato un pezzo di formazione, che nel tempo ha contribuito a costruire il mio essere cuoco ( tecnica , organizzazione , leadership, . etc )

Nel 2012 arriva la stella, come hai reagito e qual è il significato che ha per te averla confermata per moltissimi anni?

Forse nel 2012 ero ancora troppo giovane per apprezzare totalmente quel momento. Nel tempo, però, ho maturato esperienza e crescita e questo mi ha portato alle successive riconferme che per me significano continuità nel lavoro.

Hai detto che per te viaggiare, imparare ed apprendere hanno “un peso enorme”, ci racconti come ti influenzano nella tua cucina?

Amo viaggiare e scoprire realtà gastronomiche a me sconosciute. Tutto questo, insieme allo studio tecnico e alle mie emozioni e stati d’animo costituiscono la base delle mie creazioni

I tuoi menù degustazione “La Profondità dell’Essere”, di 6 o 8 portate, ci racconti qualcosa in più?

Rappresentano un viaggio nel mio essere cuoco. Chi vuole scoprire il mio pensiero culinario è obbligato a prenderli.  

Nella tua cucina come si legano tradizione e contemporaneità?

È un processo naturale rappresentato dalle mie radici e dai miei studi.

Qual è la tua filosofia di cucina?

Rispetto della materia attraverso l’utilizzo integrale della stessa con uno sguardo al territorio e l’altro alle mie esperienze personali e professionali.

Da buon campano, qual è il piatto a cui sei maggiormente legato e perché?

Pasta al pomodoro. Mi ricorda inevitabilmente il legame con la mia terra, con il pomodoro del pendolo che rappresenta ingrediente fondamentale per un buon torrese.

Quali sono i tuoi obbiettivi per il prossimo futuro?

Continuare a cucinare, e bene !