Riapre e torna all’antico splendore l’Antica Pasticceria Pintauro, gioiello di specializzazione dedicato alla sfogliatella. Una passione per i locali storici e la mira di salvare brand di rilievo prestando una speciale attenzione all’aspetto sociale. Ci sta tutto questo nella iniziativa di Francesco Bernardo, l’imprenditore e immobiliarista che ha rialzato la saracinesca del locale che si era chiusa definitivamente mesi fa, dopo una serie di aperture a singhiozzo che avevano destato una certa preoccupazione.

Francesco Bernardo e Davide Piterà

“Che un luogo come Pintauro potesse essere destinato a un’attività differente mi sconcertava. Pasquale Pintauro era stato un grande innovatore e io ho sentito di voler conservare con Davide Piterà, socio e pasticcere, la ricetta originale e recuperare le maestranze e la estetica del locale” racconta Bernardo che non si è accontentato di acquistarne “le mura”, andando oltre.

Non solo estetica. Il nuovo Pintauro ha valenza sociale

Un progetto imprenditoriale articolato che parte dal restauro architettonico ma si connota subito per la sua valenza sociale con la restituzione alla città di un prodotto iconico e un brand storico ma che anche coinvolge le originarie maestranze, su tutti lo storico banconista Peppe Tomei, dal 1985 dipendente di Pintauro, e memoria dei tempi che furono della gloriosa pasticceria. Ritornano all’antico splendore le due vetrine, con il recupero dei colori originari del legno e degli inserti in marmo ma anche l’insegna. Oltre a un laboratorio innovato, svariati gli inserimenti di design, tra i quali le luci. Una ricerca filologica dell’architetto Antonio Martiniello dello Studio Keller che ha curato un restauro conservativo degli spazi e ne racconta i dettagli.

La sfogliatella di Pintauro. La ricetta e l’assaggio

Pintauro è scintillante. Ma non basta vivere di ricordi. Allo scopo, l’imprenditore Francesco Bernardo ha coinvolto, e fatto suo socio, un pasticcere in ascesa, con alcuni locali accorsati in città e forte di una tradizione familiare che risale al noto bar Franco di Fuorigrotta: Davide Piterà. È a lui, e ai suoi collaboratori, che, materialmente, spetta raccogliere la ricetta storica della Pasticceria Pintauro, acquisita dalla società con il brand, e farsi carico di portare nuovamente alta la fama della sfogliatella per antonomasia di Napoli: quella di Pintauro. “Sempre calda e con ingredienti – penso ai canditi – non solo pari a quelli di sempre, ma anche più buoni” racconta Davide Piterà. L’assaggio proposto alla stampa di frolla e riccia parlano non solo del ritorno vibrante di un rito ma anche del suo sapore. La sfogliatella di Pintauro che ha riaperto il 27 marzo è esattamente quella che ricordavamo. È come se il tempo si fosse fermato.

Monica Piscitelli

Monica Piscitelli

Giornalista e autrice specializzata nel settore enogastronomico. È strategist nella comunicazione di settore.

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