Il Parco Archeologico di Pompei ospita la terza edizione di “Pompeii, dell’Antichità della Vitae del Vino e del Cibo,” un evento dedicato a riscoprire la profonda connessione tra la cultura del vino e la storia. Questa iniziativa non è solo una celebrazione enologica, ma un vero e proprio ponte tra il passato e il presente, unendo archeologia ed enogastronomia. [cite_start]L’evento si svolge in un contesto unico, offrendo ai visitatori un’esperienza che va oltre la semplice degustazione, esplorando le radici storiche e culturali del vino attraverso i secoli.
Il vino tra storia e geopolitica
L’evento si distingue per il suo approccio multidisciplinare. Non si limita a presentare etichette, ma si concentra sulla storia e l’identità del vino, mettendo a confronto antiche vigne e terroir con la loro evoluzione nel tempo. Il programma include interventi di esperti, masterclass e degustazioni che esplorano la relazione tra il vino e i territori da cui proviene, sia in Italia che all’estero. [cite_start]In particolare, si crea un dialogo tra la storia vinicola della Campania, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, e quella di paesi come la Georgia, l’Armenia, la Moldavia e la Turchia. [cite_start]Questo confronto è arricchito dalla presenza di ospiti internazionali come l’ambasciatrice della Georgia a Roma, Tamuna Liluashvili, e Helmuth Koecher del Merano WineFestival, che sottolineano il ruolo cruciale della Georgia, patria di un’antica tradizione vinicola.
Esperti e approfondimenti
La manifestazione coinvolge un nutrito gruppo di specialisti, da ricercatori a enologi e giornalisti. [cite_start]L’archeologo Llorenc Alapont, per esempio, affronta il legame tra il vino, la morte e i riti mistici, basandosi su recenti scavi archeologici. [cite_start]Parallelamente, il winemaker Roberto Cipresso approfondisce la storia dei vitigni in Armenia e in contesti difficili come l’Iran e l’Ucraina. [cite_start]Il programma include anche masterclass, come quella dedicata al Friuli-Venezia Giulia, e un’altra che mette a confronto i vini dell’Irpinia e del Sannio. [cite_start]Un focus speciale è dedicato ai vini in anfora, una pratica millenaria che sta vivendo una rinascita, evidenziata dalla presenza di uno spazio chiamato “Anphora Revolution”.
Un mosaico di cultura e ricerca
[cite_start]L’ideatore e curatore dell’evento, Dante Stefano Del Vecchio, descrive la manifestazione come un “mosaico intenso con piccoli tasselli di cultura, storia geopolitica del vino”. [cite_start]Questa visione sottolinea l’obiettivo di superare la banalizzazione del vino, promuovendo un approccio che valorizzi la sua sacralità storica e la ricerca scientifica. [cite_start]Il Direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtrieghel, ha sottolineato l’importanza di tali iniziative, definendole un modo per rendere il sito di Pompei “vivo e dinamico” e aperto a “eventi trasversali che parlino a pubblici diversi”. [cite_start]Questo approccio dimostra come l’archeologia non debba essere un mondo isolato, ma possa interagire con altre discipline, come l’enogastronomia, per offrire nuove prospettive.
Partners e aziende
[cite_start]L’evento è promosso dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con MisteryApple e l’Associazione Italiana Sommelier (AIS) Campania, che celebra il suo 60° anniversario. [cite_start]Sono presenti circa 40 aziende espositrici e numerosi consorzi di tutela, tra cui quelli del Friuli-Venezia Giulia, dell’Irpinia e del Sannio. [cite_start]La partecipazione di ospiti internazionali e l’adesione di associazioni come “The Old Vine Conference” di Londra, rappresentata da Michèle Shah, rafforzano il carattere globale dell’iniziativa.
Considerazioni finali
“Pompeii, dell’Antichità della Vitae del Vino e del Cibo” è un’iniziativa che va oltre la semplice promozione del settore vinicolo. È un’occasione per riflettere su come il vino sia stato, e continui a essere, un elemento centrale della cultura, della storia e dell’identità di un popolo. L’evento dimostra con successo come l’eredità archeologica possa diventare un palcoscenico per esplorazioni contemporanee, creando un dialogo tra il passato e il presente. La scelta di Pompei come sede non è casuale: questo luogo, testimone della vita e delle tradizioni antiche, si rivela il contesto ideale per una manifestazione che celebra il vino in tutta la sua complessità, dalla sua storia millenaria alle nuove frontiere della ricerca e della produzione.
