La novità di questo 2019 sarà il gelato-sushi, ideato da questa gelateria italiana che si trova nell’East Village a Manhattan, caratterizzato da un arredo con sedie a forma di Vespa e poltrone ricavate da vecchie Fiat 500. L’ideatore è Pasquale Ragone che aveva una piccola gelateria a Mola di Bari gestita con la madre. Ora la sua gelateria è frequentata da Emma Thompson,  Sofia Coppola e l’attrice di Sex and the City, Molly Shannon.

Ciao Pasquale, in questi giorni stai riscuotendo un grande successo mediatico con il gelato-sushi, te l’aspettavi?

Abbiamo avuto tanto successo mediatico a New York per il gelato sushi, ma non mi aspettavo di riscuotere tanto successo in Italia una volta andato via. A volte c’è bisogno di vedere le cose da un altro punto di vista per apprezzarle.

 

Credevi che star del calibro di Emma Thompson, Sofia Coppola e Molly Shannon, potessero vacare la soglia del tuo locale?

Inizialmente lo immaginavo ma non me lo aspettavo. Passare dal centro storico di Mola di Bari all’East Village di Manhattan è un bel colpo, diciamo che il vicinato è molto diverso e mentre a Mola c’erano le simpaticissime signore della città vecchia che passavano le giornate a raccontare storie sull’uscio di casa, qui sono circondato da star del piccolo e grande schermo. Avendoci a che fare capisci che siamo semplicemente tutti esseri umani uguali.

Come nasce quest’idea?

L’idea del gelato sushi nasce per marketing, per attirare la gente verso Gelarto per provare un gelato di qualità. In questi anni in cui Instagram è diventato un vero e proprio strumento di lavoro, abbiamo optato per qualcosa di Instagram-friendly per attirare gente dalla nostra parte.

Ci racconti com’è fatto?

Il gelato sushi consiste di gelato congelato e indurito per qualche ora per poi essere modellato nella forma di sushi e decorato in base alla vena creativa che mi ritrovo in quel momento.

Da una gelateria a Mola ad una nell’ East Village di Manhattan, com’è andata?

Sono nato a New York e ci ho vissuto fino all’età di 11 anni, durante l’adolescenza ho sempre sognato di poter tornare a New York per lavoro. Sono tornato a New York nel 2014, e da quell’anno ho passato sei mesi negli States e sei mesi a Mola, per tornare in gelateria. Quando nel 2016 ho iniziato ad avere proposte di lavoro importanti a New York, diventava sempre più difficile per me riuscire a tornare a Mola per sei mesi, quindi abbiamo preso la decisione durissima di chiudere l’attività a Mola che ci dava tantissime soddisfazioni, ma che non poteva darmi la possibilità di avere una carriera nel settore come quella che ho costruito qui a New York.

Che consiglio daresti a chi vuole trasferirsi a NYC?

Di pensarci su non due, ma dieci volte. Innanzitutto bisogna avere predisposizione e dedizione al lavoro. Per riuscire a fare qualcosa qui bisogna lavorare sodo, spesso anche tutta la giornata, tutti i giorni. Nel 2016, il primo anno in cui ho deciso di fare il gelato a New York, la mia sveglia suonava alle 3:30 del mattino per tornare a casa dopo le 9 di sera. New York è una giungla, bisogna partire davvero pronti e pieni di energia per trasferirsi qui.