Hai mai sentito quel profumo particolare che invade i vicoli di Napoli qualche giorno prima di Pasqua? Non è un aroma comune; è l’odore della sugna che si scalda, del pepe macinato fresco e dei ciccioli che annunciano l’arrivo della festa. Per chi è cresciuto in questa città, quel profumo significa una cosa sola: è iniziato il rito del Venerdì Santo nelle cucine di Masardona.

Dal 25 marzo al 4 aprile 2026, la famiglia Piccirillo riporta in tavola i due pilastri della Pasqua partenopea: il tortano e la pizza di scarole. Con oltre ottant’anni di storia, questo iconico brand della pizza fritta continua a custodire gesti antichi per far sì che certe tradizioni non vadano mai perdute.

Il Tortano: il Re dell’Abbondanza e della Convivialità
Il tortano non è un semplice lievitato; è il simbolo della fine della Quaresima e dell’inizio dell’abbondanza. Nella visione di Masardona, ogni pezzo è il risultato di una lavorazione profondamente artigianale che non accetta scorciatoie.
L’importanza della sugna e della lavorazione manuale Tutto parte dalla sugna (lo strutto), un ingrediente che trasforma l’impasto donandogli un’elasticità e una consistenza uniche. I Piccirillo sanno che questo elemento va incorporato lentamente, lavorando la pasta con forza e sensibilità fino a renderla setosa sotto le dita.
Un ripieno senza compromessi La generosità è la regola d’oro per il ripieno del tortano di Masardona:
- Uova sode: incorporate direttamente nell’impasto, diventano parte di ogni fetta.
- Formaggio romano: regala una sapidità decisa e schietta.
- Salame napoletano: tagliato rigorosamente a mano.
- Ciccioli (o cicoli): cubetti saporiti ottenuti dal grasso di maiale che sprigionano un aroma inconfondibile.
- Pepe nero: macinato fresco e presente in modo deciso, come una firma d’autore.
Ogni tortano viene farcito singolarmente e arrotolato con una precisione che solo mani esperte possono garantire, evitando vuoti o fuoriuscite.
Il segreto della pazienza: Lievitazione e Cottura
Se c’è una cosa che la famiglia Piccirillo ha imparato dalle nonne napoletane, è che il tortano richiede tempo. Dopo essere stato messo nello stampo, inizia una lunga e lenta lievitazione. Il forno viene acceso a 180°C solo quando l’impasto è davvero pronto.
Dopo circa sessanta minuti, quando la crosta è dorata e compatta, arriva la fase più difficile: l’attesa del raffreddamento. Avvolto in un panno pulito, il tortano deve riposare affinché i sapori si amalgamino perfettamente.


La Pizza di Scarole: l’anima “di magro” della Pasqua
Accanto al ricco tortano troviamo la pizza di scarole, espressione della cucina “di magro” ma dal carattere incredibilmente generoso. Le scarole vengono saltate in padella con un mix equilibrato di pinoli, uva passa e un tocco di peperoncino, creando un contrasto dolce-sapido sorprendente. L’impasto, morbido e vivo come quello del pane, racchiude tutto il sapore della cucina di casa e del Venerdì Santo.
La Famiglia Piccirillo: Custodi di una Storia Centenaria
Dietro ogni prodotto c’è la supervisione diretta di Enzo Piccirillo, nipote della storica Anna Manfredi (detta “Masardona”), affiancato oggi dai figli Salvatore e Cristiano. Come spiega Salvatore, quarta generazione del brand, queste non sono semplici ricette, ma “piatti di cuore e pancia” nati nella cucina della nonna.
| Info Utili | Dettagli |
|---|---|
| Periodo Pasquale 2026 | Disponibilità da martedì a sabato (ritiro entro le 12:00) |
| Formati | 1,5 kg e 2 kg |
| Prezzo | € 20,00 al kg |
| Spedizioni | Disponibili in tutta Italia |
Dove trovare Masardona:
- Napoli: Via Giulio Cesare Capaccio, 27
- Napoli: Piazza Vittoria, 5
- Roma: Piazza dell’Oro, 6
Scegliere un tortano di Masardona significa portare a tavola ottant’anni di gesti precisi e il vero spirito della Pasqua napoletana.
