Abbiamo conosciuto i Monelli a Pasticciare quasi per caso, durante un evento gastronomico con diversi chef stellati. Tra un calice di vino e un dolce d’autore, ci hanno offerto uno choux al caffè. Il primo morso è stato una rivelazione: fragrante, equilibrato, goloso — uno di quei sapori che ti restano addosso e ti costringono a chiederti chi ci sia dietro. Poi abbiamo scoperto la storia.
Quei dolci nascono nel laboratorio dell’Istituto Penale Minorile di Nisida, un luogo che profuma di farina e di speranza, dove la pasticceria è diventata una forma di rinascita. E dopo aver visitato il laboratorio, abbiamo capito che il vero segreto di quei sapori è la cura.
Una brigata che impasta futuro
Appena arrivati, i ragazzi ci hanno accolti con un sorriso, un caffè e dei bignè al cioccolato da manuale. In pochi minuti abbiamo capito che qui non si “impara un mestiere”: si ricostruisce un futuro.
Il direttore Gianluca Guida ci ha spiegato che le attività di cucina e di pasticceria rappresentano circa il 50% dei percorsi di reinserimento:
“È un modo per curare, per rimettere al centro la persona. La cura dai mali che portano a sbagliare passa anche attraverso le mani che impastano e imparano la pazienza.”
L’arte di Ciro Ferrantino
A guidare questa piccola brigata di dolcezza c’è Ciro Ferrantino, uomo cresciuto nella Napoli più autentica, che dopo anni ai fornelli ha scelto di trasmettere la sua passione per la pasticceria ai ragazzi di Nisida. Così è nato “Monelli a Pasticciare”, oggi APS (Associazione di Promozione Sociale), che permette al laboratorio di autosostenersi e di retribuire i ragazzi, proprio come in una vera pasticceria artigianale.
Ferrantino ha fatto della cura il suo ingrediente segreto: cura per gli impasti, per la materia prima, ma soprattutto per le persone. E a sentire il profumo dei suoi panettoni — e a vedere il suo sorriso — si capisce che la cura funziona.
Solo ingredienti naturali e lievito di “famiglia”
Ogni panettone dei Monelli è frutto di un processo di 72 ore di lievitazione naturale. Niente conservanti, niente scorciatoie: solo burro francese, lievito madre naturale — uno che ha ben 15 anni, custodito in frigo e nutrito ogni giorno come un bambino —, farina artigianale dei Molini Fagioli, vaniglia del Madagascar e canditi prodotti in laboratorio con bucce di limoni della Costiera e cedri di Santa Maria del Cedro.
Nel tempo, il laboratorio ha ricevuto anche la visita dei maestri lievitisti Rolando e Francesca Morandin, che hanno condiviso il loro sapere e incoraggiato i giovani pasticcieri di Nisida.
I panettoni dei Monelli
I panettoni di Nisida non hanno nulla da invidiare ai grandi nomi dell’alta pasticceria italiana. Ci sono i classici — Mandorlato, Bianco Amarena, Annurchiello, Pellecchiella del Vesuvio, Pistacchiello, ’Nu Cafè, Il Moro, Pandoro — e le versioni salate, con salumi e formaggi o pomodoro secco e alici, che raccontano la Campania in chiave gourmet.
Il fiore all’occhiello è il “Tre Impasti”, disponibile nei gusti Classico e Pellecchiella, un capolavoro di tecnica e pazienza, proposto a 35 euro per un chilo di pura eccellenza (gli altri panettoni sono a 30 euro).
Le confezioni, firmate dal partner Artecarta di Scafati, sono veri oggetti da collezione: tonde per il “Tre Impasti”, con richiami al mare e alle formelle mediterranee, rettangolari per gli altri, e quest’anno decorate con un’etichetta che raffigura un murales realizzato a Nisida in un progetto di arte e recupero.
Un Natale che vale doppio
Quest’anno, per la prima volta, i “Monelli a Pasticciare” sono tra i finalisti del Campionato Mondiale del Panettone Classico: un traguardo che vale più di una medaglia. È la conferma che il talento, quando viene curato e sostenuto, trova sempre la sua strada.
Comprare un panettone dei Monelli non è un gesto di beneficenza. È un modo per ricordarci che la dolcezza può avere un senso profondo, che dietro ogni impasto c’è una storia che lievita piano, come una seconda possibilità. A Nisida, anche un dolce può insegnarci che la cura, quando è condivisa, sa cambiare le persone e i destini.
Box informativo: prezzi, gusti e contatti
Gusti disponibili: Classico, Mandorlato, Bianco Amarena, Annurchiello, Pellecchiella del Vesuvio, Pistacchiello, ’Nu Cafè, Il Moro, Pandoro, più le versioni salate (salumi e formaggi o pomodoro secco e alici).
Lievitazione naturale: 72 ore
Prezzi: 30 € (1 kg) – 35 € per il “Tre Impasti”
Contatti: 320 9310710 / 351 1004371
Ritiro: davanti a Città della Scienza (due volte a settimana)
Consegne: a domicilio per ordini multipli
Sito ufficiale: https://www.monelliapasticciare.it
Scegliere un panettone dei Monelli a Pasticciare significa credere nel futuro — e assaporarlo, fetta dopo fetta.
“Un panettone artigianale da ragazzi di Nisida e sartoria sociale” – ANSA — approfondimento giornalistico sul progetto.
“MONELLI A PASTICCIARE, IL BUONO DI NISIDA” – Food Makers — storia della Onlus e dei prodotti artigianali realizzati.
- Pagina Facebook ufficiale di Monelli a Pasticciare — aggiornamenti, immagini e contatti diretti del progetto. Facebook
