Il Cannolicchio della Campania rinasce: ecco come il progetto MollusCA Blu sta salvando il nostro mare
Immagina di camminare sul bagnasciuga all’alba. Senti il profumo del sale e il rumore ritmico delle onde. Sotto i tuoi piedi, nascosto nella sabbia dorata, c’è un piccolo tesoro che rischia di scomparire: il cannolicchio. Ma c’è una buona notizia. A Napoli, tra le mura storiche dell’Università Federico II, un gruppo di scienziati, pescatori e istituzioni ha deciso di fare squadra. Il progetto si chiama MollusCA Blu, e non è solo ricerca: è una vera e propria dichiarazione d’amore per il nostro Mar Tirreno.
Un’alleanza per il blu: chi c’è dietro MollusCA Blu
Tutto è iniziato con un’idea chiara: non si può proteggere il mare chiusi in un ufficio. Serve stare sulla barca, toccare la sabbia, ascoltare chi il mare lo vive ogni giorno. Così è nato MollusCA Blu, cofinanziato dal fondo FEAMPA Campania 2021/2027. Da una parte abbiamo il gruppo Genenvet della Federico II, dall’altra il CO.GE.MO. di Napoli (il consorzio che gestisce la pesca dei molluschi) e la Regione Campania.
Ma perché proprio il cannolicchio, ovvero l’Ensis minor? Perché è un po’ come il termometro della salute delle nostre coste. Se lui sta bene, l’ecosistema respira. Eppure, negli ultimi anni, questo mollusco ha sofferto. La pesca eccessiva e i cambiamenti ambientali lo hanno messo all’angolo. Ecco perché serve un piano d’attacco scientifico.
Le parole dei protagonisti alla Federico II
Durante la presentazione dei risultati del primo anno, l’aria che si respirava nel Dipartimento di Medicina Veterinaria non era quella delle solite conferenze noiose. C’era entusiasmo. Aniello Anastasio, il direttore del dipartimento, ha subito messo i punti sulle “i”: il veterinario oggi è una sentinella del mare. Non si occupa solo di animali, ma di salute pubblica e ambiente.
E poi c’è lui, il prof. Vincenzo Peretti. Chi lo conosce sa quanto cuore mette in quello che fa. Come responsabile scientifico, ha ringraziato i pescatori del CO.GE.MO. per il loro aiuto fondamentale. “Senza di loro, saremmo ciechi,” ha quasi sussurrato tra le righe del suo discorso. Il progetto vuole migliorare la gestione degli stock, cioè capire quanti cannolicchi ci sono davvero e come permettere loro di riprodursi in pace.
Tabella: Gli obiettivi principali di MollusCA Blu
| Obiettivo | Azione Pratica | Impatto Atteso |
|---|---|---|
| Monitoraggio | Censimento delle popolazioni di Ensis minor | Dati certi per non pescare troppo |
| Ripopolamento | Inserimento di esemplari in aree protette | Ritorno del cannolicchio dove era sparito |
| Sostenibilità | Uso dell’attrezzo tradizionale “cannellara” | Pesca meno invasiva e più rispettosa |
| Legalità | Supporto tecnico-amministrativo | Regole chiare per pescatori e mercati |
Il ruolo del FEAMPA: non solo numeri, ma futuro
Spesso sentiamo parlare di fondi europei come di qualcosa di astratto. Ma qui i soldi si trasformano in barche che monitorano le coste e laboratori che analizzano l’acqua. Maurizio Cinque, dirigente regionale, è stato molto diretto: investire nella sostenibilità non è una moda, è l’unico modo per far sì che i nostri figli possano ancora mangiare un piatto di spaghetti con i cannolicchi. L’innovazione deve servire a proteggere la tradizione, non a cancellarla.
La scienza scende in campo: monitoraggio e DNA
Ma cosa hanno fatto concretamente i ricercatori in questo primo anno? Gli esperti Emanuele D’Anza, Ornella Coco e Stefano Sorriento hanno raccontato un lavoro certosino. Hanno mappato la fascia costiera campana, identificando dove il cannolicchio vive meglio.
E non si sono fermati alla superficie. Hanno analizzato il DNA e lo stato di salute dei molluschi per capire se le popolazioni sono forti o se hanno bisogno di un “aiutino”. È un lavoro di intelligence marina: si studia il passato per progettare il futuro. E ogni dato raccolto serve a creare piani di gestione che non penalizzino i pescatori onesti, ma che anzi li premino.
La cannellara: quando la tradizione salva l’ambiente
Una delle cose più affascinanti del secondo anno di MollusCA Blu è il ritorno alla “cannellara”. Ma cos’è? È un attrezzo tradizionale, quasi dimenticato, che permette una pesca molto più selettiva e delicata rispetto ai metodi industriali massivi.
E qui sta il colpo di genio: usare il sapere antico per risolvere problemi moderni. Implementando l’uso della cannellara nel Compartimento Marittimo di Napoli (che va dal litorale partenopeo fino a quello casertano), il progetto punta a rafforzare il ciclo biologico della specie. È un po’ come coltivare un orto sottomarino: bisogna rispettare i tempi della terra, o meglio, della sabbia.
Le parole dell’Assessora Fiorella Zabatta: il mare come eredità
Le conclusioni dell’Assessora alla Pesca, Fiorella Zabatta, hanno toccato le corde giuste. Ha parlato di responsabilità. “Il mare è una risorsa preziosa ma fragile,” ha detto. E ha ragione. Proteggere il cannolicchio significa proteggere il lavoro di centinaia di famiglie. Significa garantire che il Mediterraneo resti quella culla di vita che conosciamo da millenni.
L’Assessora ha insistito molto sul concetto di rete. Nessuno si salva da solo: università, regione e pescatori devono camminare insieme. Solo così i dati scientifici diventano leggi giuste e le leggi diventano benessere per il territorio.
Perché questo progetto riguarda anche te
Magari pensi: “Ok, io non sono un pescatore e non sono uno scienziato. Perché dovrebbe interessarmi?”. La risposta è semplice. Ogni volta che vai al ristorante o fai la spesa, fai una scelta. Sapere che esiste un progetto come MollusCA Blu ti rende un consumatore più consapevole.
Quando mangi un cannolicchio che proviene da una filiera controllata e sostenibile, stai sostenendo un intero ecosistema. Stai dicendo “sì” alla ricerca della Federico II, “sì” alla fatica dei pescatori campani e “sì” a un mare pulito.
Il futuro è azzurro (e un po’ blu)
Il secondo anno di attività è già partito. L’obiettivo è ambizioso: riattivare produttivamente i banchi naturali nei tratti costieri storicamente vocati. Non è una sfida facile, ma i presupposti ci sono tutti.
Ma c’è ancora molto da fare. La biodiversità marina è un mosaico delicatissimo: se togli un pezzetto, tutto rischia di crollare. MollusCA Blu sta rimettendo a posto il tassello del cannolicchio. E lo sta facendo con una grinta che fa bene sperare.
Cosa possiamo fare noi?
- Scegli locale: Quando compri pesce, chiedi sempre la provenienza. Sostenere la pesca campana significa sostenere questi progetti.
- Rispetta le taglie: Un cannolicchio troppo piccolo non ha avuto il tempo di riprodursi. Non comprarlo, non mangiarlo.
- Informati: Segui i risultati di progetti come MollusCA Blu. La conoscenza è la prima arma di difesa del nostro mare.
Il mare non è un supermercato infinito, è un giardino che va curato. E grazie a questo manipolo di esperti della Federico II e del CO.GE.MO., oggi quel giardino è un po’ più protetto.
Ma restiamo sintonizzati: la rinascita dell’Ensis minor è solo all’inizio. E tu, sei pronto a fare la tua parte per un mare più blu?

