Masardona e Cinquanta Spirito Italiano: L’Incontro Esplosivo tra Pizza Fritta e Mixology

E se ti dicessi che il paradiso ha il suono di una crosta dorata che si spezza sotto i denti e il sapore di un lime freschissimo che ti accarezza il palato? La serata del 30 aprile tra Masardona e Cinquanta Spirito Italiano è esattamente questo. Non è la solita cena degustazione. Ma un vero e proprio scontro tra titani del gusto, dove la strada incontra il bancone di mogano e l’unto buono del fritto si sposa con l’eleganza del ghiaccio cristallino.

A Pagani, in provincia di Salerno, sta per andare in scena un pezzo di storia della gastronomia campana. Da una parte, l’iconica pizza fritta napoletana che sfama generazioni intere da ottant’anni. Dall’altra, uno dei migliori cocktail bar del pianeta. E tu sei invitato a sederti in prima fila per goderti lo spettacolo.

L’Arte di “Metti una sera a cena”

Cinquanta Spirito Italiano non è un posto come gli altri. Ha scalato le classifiche mondiali posizionandosi al 92° posto nella prestigiosa Top500 Bars e, cosa ancora più incredibile, ha conquistato 1 Pin nella Pinnacle Guide. Per capirci, stiamo parlando dell’unica realtà del Sud Italia ad aver ricevuto questo riconoscimento, una sorta di stella Michelin per i cocktail bar.

Ma i ragazzi di Cinquanta non amano stare fermi dietro al bancone a lucidare bicchieri. Hanno fame di contaminazione. Per questo hanno creato il format “Metti una sera a cena”. L’idea è semplice ma geniale: invitare le eccellenze della cucina e farle dialogare con i loro shaker. Hanno ospitato chef stellati, maestri della brace, innovatori del gusto. Però mancava un tassello fondamentale. Mancava l’anima verace, viscerale e inconfondibile di Napoli. Mancava il fritto.

Il Menu: Un Viaggio Sensoriale Senza Ritorno

Preparati, perché il percorso ideato per la sera del 30 aprile (con inizio alle 20.30) è una vera dichiarazione d’amore ai sensi. Con un costo di 25 euro a persona, ti porteranno in tavola un viaggio di quattro portate solide e due liquide. E ti assicuro che ogni morso e ogni sorso sono stati calcolati per creare una reazione a catena perfetta.

Ecco cosa ti aspetta:

  • Antipasto: Melanzana Pullastiello (ripiena con prosciutto cotto e provola).
  • Primo Round Salato: Battilocchio Completo (provola, pomodoro, ricotta, ciccioli, pepe e basilico).
  • Secondo Round Salato: Battilocchio Zia Tatina (scarole saltate, uvetta, pinoli, provola e olive nere).
  • Dolce: Bonbon fritti di Masardona con cioccolato e zucchero a velo.
  • Cocktail in Abbinamento: Clear Mojito e Tiramisù Nazionale.

Ma andiamo a smontare questo menu pezzo per pezzo, perché c’è molta più ingegneria dietro queste scelte di quanto tu possa immaginare.

Melanzana Pullastiello e Clear Mojito: Partenza col Botto

Iniziamo dalla “Melanzana Pullastiello”. Se non sei campano, forse questo nome ti fa sorridere. Ma a Napoli è una cosa seria. Parliamo di fette di melanzana farcite con prosciutto cotto e provola, poi passate in una pastella leggera e tuffate nell’olio bollente. Il risultato è un lingotto croccante fuori e filante dentro. Una bomba di sapori rustici, grassi, avvolgenti.

Come si doma un sapore del genere? Con il Clear Mojito di Cinquanta. Dimentica il bicchierone verde pieno di pezzetti di menta che ti incastrano tra i denti. Qui siamo nel 2026 della mixology. Si tratta di una versione 2.0, completamente trasparente come l’acqua, ma che nasconde un cazzotto di sapore incredibile. Bacardi Blanco, menta, lime e soda. La tecnica della chiarificazione elimina il colore e le impurità, lasciando intatta l’essenza aromatica.

Bevi un sorso. L’acidità del lime e la freschezza pungente della menta tagliano istantaneamente la parte grassa della provola e della frittura. Ti puliscono il palato. E ti lasciano pronto per il morso successivo. È come avere un tasto “reset” in bocca.

Sua Maestà il Battilocchio Completo

Poi arriva lui. Il re della serata. Il Battilocchio.

Per i profani, il battilocchio è la pizza fritta dalla forma allungata, ovale. Nasce per essere mangiata per strada, tenuta in una mano sola, mentre con l’altra gesticoli o tieni il portafoglio. È il fast food originale, quello vero, nato nei vicoli di Napoli quando i soldi scarseggiavano ma la fame era tanta.

La versione “Completa” di Masardona è una poesia dedicata agli ingredienti poveri ma nobili. Provola che fonde, ricotta che dà cremosità, il tocco dolce-acido del pomodoro, la spinta carnivora dei ciccioli (i pezzetti di maiale pressato che sanno di magia), e infine la spolverata di pepe e la foglia di basilico fresco.

Quando lo addenti, l’olio deve scricchiolare. L’impasto di Masardona è leggendario proprio per questo: è incredibilmente leggero, asciutto. Sembra di mangiare una nuvola fritta. E mentre il calore del ripieno ti scalda lo stomaco, il Clear Mojito continua il suo lavoro sporco di pulizia del palato, bilanciando il sale e il pepe con una precisione chirurgica.

L’Agrodolce del Battilocchio Zia Tatina

E se pensi che la pizza fritta sia solo grasso e formaggio, il “Battilocchio Zia Tatina” ti farà cambiare idea. Qui entriamo nel territorio dell’agrodolce, una firma della cucina nobile napoletana.

Il ripieno è a base di scarole saltate, quelle verdure a foglia larga dal retrogusto leggermente amarognolo. Vengono abbinate alla dolcezza dell’uvetta, alla croccantezza burrosa dei pinoli, alla sapidità delle olive nere e, ovviamente, all’immancabile provola. È un morso più cerebrale, meno istintivo del Completo. L’amaro della scarola e il dolce dell’uvetta creano un’altalena di sapori che ti tiene incollato al piatto.

Il Gran Finale: Bonbon Fritti e Tiramisù Nazionale

Poteva mancare il dolce? Ovviamente no. E se la serata è dedicata al fritto, si finisce friggendo. I bonbon di Masardona sono piccole sfere di impasto lievitato, fritte a regola d’arte, ripiene di cioccolato fuso e coperte da una nevicata di zucchero a velo. Sono piccole esplosioni di comfort food.

Però attenzione all’abbinamento. Un dolce del genere rischia di risultare stucchevole. Ed è qui che entra in gioco il fuoriclasse dei barman di Cinquanta: il “Tiramisù Nazionale”.

Non è un dessert al cucchiaio, ma il signature drink della casa. È preparato con l’Amaro Nazionale (il brand di distillazione creato direttamente dai ragazzi di Cinquanta), mascarpone e caffè. Immagina la nota amara, tostata ed erbacea dell’amaro che si scontra con la morbidezza del mascarpone e la spinta della caffeina. Sorseggiare questo drink dopo aver mangiato un bonbon al cioccolato caldo è un’esperienza che sfiora la mistica. L’amaro ripulisce lo zucchero a velo, il caffè richiama il cacao del ripieno, chiudendo il pasto in un cerchio perfetto.

La Leggenda: Ottant’anni di Masardona

Ma chi c’è dietro questa macchina perfetta del fritto? C’è la famiglia Piccirillo.

“La pizza fritta è il linguaggio con cui Napoli si presenta al mondo da ottant’anni. Portarla da Cinquanta significa metterla in un contesto che rispetta quella storia e la racconta in modo nuovo.” Queste non sono parole buttate a caso per un comunicato stampa. Sono la voce di Salvatore Piccirillo, l’attuale volto della quarta generazione di questa dinastia.

La storia di Masardona inizia nel secondo dopoguerra. Napoli era in ginocchio. La pizza al forno costava troppo e la mozzarella era un lusso. Le donne napoletane iniziarono a friggere l’impasto nei vicoli, vendendo la “pizza a otto” (la mangiavi oggi, la pagavi tra otto giorni). Tra queste donne coraggiose c’era la bisnonna di Salvatore, soprannominata la “Masardona”.

Nel gergo antico napoletano, la masardona era la messaggera, la donna fidata che portava le imbasciate, le notizie importanti. Ed è poetico pensare che oggi, a distanza di ottant’anni, i suoi pronipoti siano ancora qui a portare messaggi. Messaggi fatti di acqua, farina e lievito.

Oggi Masardona non è più solo il chiosco nel quartiere Case Nuove (in Via Giulio Cesare Capaccio). Ha aperto eleganti sedi a Piazza Vittoria, sul lungomare, e persino a Roma a Piazza dell’Oro. Hanno sdoganato la pizza fritta, portandola dai vicoli ai salotti buoni, senza mai tradire la ricetta originale.

Cinquanta Spirito Italiano: L’Avanguardia di Pagani

Dall’altra parte del ring c’è Cinquanta Spirito Italiano. Nato nel 2021 a Pagani, un comune nell’Agro Nocerino Sarnese che non era esattamente sulla mappa del jet-set internazionale della mixology. Eppure, in pochissimo tempo, questo locale ha fatto miracoli.

Hanno creduto in un’idea folle: fare miscelazione di altissimo livello, roba da bar di un hotel a cinque stelle di Manhattan, ma mantenendo l’anima, l’accoglienza e i prezzi del Sud Italia. E ha funzionato. Oggi la firma di Cinquanta si trova nelle drink list di Londra, Hong Kong, New York, Singapore e persino alle Maldive. Hanno esportato il loro brand “Amaro Nazionale” e continuano a mietere premi.

L’ambiente di Cinquanta (situato in Via Trento, 44/46) ricorda un salotto italiano degli anni Cinquanta, ma con dettagli industriali e un bancone che sembra una navicella spaziale pronta al decollo. È il luogo perfetto per ospitare un evento del genere.

L’Abbinamento Perfetto: La Scienza Dietro la Magia

Perché siamo così ossessionati dall’abbinare i cocktail al cibo, e in particolare ai fritti?

Se chiedi a un esperto di food pairing, ti parlerà di “concordanza” e “contrapposizione”. Nel caso della pizza fritta di Masardona e dei drink di Cinquanta, giochiamo pesantemente sulla contrapposizione.

Il fritto ha bisogno di tre cose per essere esaltato:

  • Acidità: Per tagliare il grasso.
  • Effervescenza: Le bollicine puliscono fisicamente la lingua.
  • Temperatura: Il freddo del ghiaccio in contrasto con i 180°C dell’olio caldo crea uno shock termico piacevolissimo.

Il Clear Mojito fa tutto questo contemporaneamente. Ma c’è di più. La menta e il lime contengono oli essenziali che “sgrassano” il palato in modo naturale, permettendoti di goderti il terzo o quarto pezzo di pizza fritta con la stessa intensità del primo morso. Senza il cocktail, dopo un po’ le tue papille gustative andrebbero in saturazione. Con il drink giusto, invece, la giostra non si ferma mai.

Dettagli Pratici: Come Non Rimanere Fuori

Siamo sinceri. Eventi del genere, con due nomi di questo calibro e un prezzo d’ingresso così accessibile (25 euro per un’esperienza completa sono una rarità al giorno d’oggi), registrano il tutto esaurito alla velocità della luce.

Se vuoi esserci il 30 aprile alle ore 20.30, devi muoverti.

Ecco i dati essenziali che ti servono:

Dettaglio Informazione
Data e Ora 30 Aprile 2026, ore 20.30
Luogo Cinquanta Spirito Italiano, Via Trento 44/46, Pagani (SA)
Format 4 portate (Masardona) + 2 Cocktail (Cinquanta)
Costo 25 € a persona
Info e Prenotazioni +39 366 104 8168

Chiama quel numero o manda un messaggio WhatsApp. Assicurati il tuo tavolo.

E se sei di passaggio a Napoli o a Roma, ricorda che puoi sempre trovare l’arte della famiglia Piccirillo nelle loro sedi storiche:

  • Napoli: Via Giulio Cesare Capaccio
  • Napoli: Piazza Vittoria
  • Roma: Piazza dell’Oro

Un Riflesso della Nuova Campania

Ma al di là del cibo e dell’alcol, c’è un motivo più profondo per cui dovresti prestare attenzione a serate come questa. Rappresentano il volto luminoso di un territorio che sta cambiando pelle.

Masardona e Cinquanta Spirito Italiano sono l’esempio lampante di come le imprese del Sud stiano smettendo di giocare in difesa. Non si accontentano più di fare bene le cose “per i locali”. Puntano all’eccellenza globale. Prendono i piatti della nonna, prendono i distillati internazionali, usano tecniche all’avanguardia e creano prodotti che fanno parlare di sé a New York come a Singapore.

Portare la veracità del battilocchio nei salotti eleganti della mixology internazionale significa dare dignità e valore alla propria storia. Significa non avere paura di confrontarsi.

Quindi, quando la sera del 30 aprile alzerai il tuo calice trasparente e darai il primo morso a quella mezza luna dorata e filante, ricordati che non stai solo mangiando e bevendo. Stai assaggiando l’evoluzione di una cultura intera. Stai festeggiando due eccellenze che si stringono la mano.

Non so tu, ma io non vedo l’ora di sporcarmi le dita di zucchero a velo e pulirmi il palato con un sorso di Amaro Nazionale. Ci vediamo a Pagani.

Redazione Foodmakers

Account della redazione del web magazine Foodmakers. Per invio di comunicati stampa o segnalazione eventi scrivere a foodmakersit@gmail.com

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