Lucia Simeone, figlia di un pasticcere, inizia il suo percorso nel mondo del Cake Design  nel 2011 come autodidatta.

Il bisogno di trovare uno stile  personale, la spinge nel 2013 a sperimentare un “nuovo” modo di utilizzare un prodotto della pasticceria regionale tradizione Italiana: l’ostia.

La curiosità e l’amore per la pittura, per le linee semplici e pulite e l’incontro con questa “meravigliosa  carta” la porta ad elaborare la sua tecnica, con il quale trasforma dei semplici fogli di ostia  in una tela su cui  dipingere le sue decorazioni, i suoi fiori.

Questa intuizione la fa vincere al CAKE DESIGN ITALIAN FESTIVAL 2013, il primo premio al “Concorso Divina Competition”.

Conosciamola meglio…..

 

Da ballerina a pasticciera…da dove nasce questo cambiamento?

In realtà io dico sempre di aver vissuto due vite… anzi tre se vogliamo essere precisi. La danza classica ha riempito i primi 19 anni della mia vita, poi un infortunio mi ha bloccata.

Poi c’è stata la pittura, da autodidatta, ho dipinto per diversi anni, olio su tela principalmente, partecipato a diverse mostre di cui alcune anche personali… e poi ora il CAKE DESIGN. Da 6 anni ormai, unisco la mia passione per le linee pulite e semplici, come per la danza, con la pittura nelle mie creazioni.

 

Sei figlia d’arte, tuo padre e pasticcere e tua madre una scultrice di grande talento, quindi hai coniugato in te le esperienze dei tuoi genitori?

Mio padre è stato pasticcere per tantissimi anni, da lui ho imparato il gusto ed il rispetto per gli ingredienti. Mia madre era una bravissima pittrice e scultrice, da lei ovviamente ho appreso le tecniche di pittura osservandola mentre dipingeva.

Quanto ha aiutato lo studio della danza e della pittura nella tua professione di decoratrice?

Come accennavo prima, molto. Dalla danza classica mi porto la semplicità e l’amore per le linee pulite, forse anche rigorose a volte, le mie creazioni sono spesso bianche, semplici con pochi elementi, slanciate, insomma ricordano una ballerina!! I miei quadri sono tutti astratti, così come lo sono i miei fiori le mie decorazioni. Non amo riprodurre la natura o un’idea, amo interpretarla, forse è questo il vero motivo per cui le mie creazioni piacciono, sono un po’ fuori dalle righe come me.

 

Proprio la ricerca di uno stile e di un qualcosa che ti rappresentasse ti ha portato a sperimentare con un prodotto nuovo l’ostia o come la conoscono tutti la wafer paper, ci racconti la genesi di questa scelta?

Nasce tutto veramente per caso, anche se non credo al caso ma al fatto che se ti capita qualcosa vuol dire che doveva capitare. Partecipavo al mio primo concorso nel 2013, dovevo creare una torta ispirata ad un abito da sposa, la scelta cadde su un abito della collezione Bridal di Max Mara, un abito realizzato completamente in chiffon con fiori eterei e leggerissimi. Avevo bisogno di un materiale, di un prodotto che mi permettesse di avere quel risultato. Durante una ricerca su internet, mi sono imbattuta in una creazione di Paul Bradford realizzata con carta di riso, amore a prima vista. Così studiando il materiale, ho scoperto che in Italia la carta di riso non era reperibile ma solamente  l’ostia del torrone. Così ho provato, riprovato, sperimentato ed ecco che il risultato finale era quello che volevo.

Lei ha capito che il bello deve essere anche buono. Spesso la critica che si muove al cake design è che le creazioni siano molto belle, ma immangiabili perché troppo dolci…

Sicuramente la tradizione pasticcera italiana è qualcosa di veramente unico. Siamo abituati a dolci leggeri, dai sapori delicati. Quando il cake design è arrivato in Italia, c’è stata una rivoluzione sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista del concetto di torta! Le basi utilizzate per le torte stile anglosassone non sempre hanno riscontrano successo, ma questo dipende dal gusto personale e soprattutto dagli ingredienti usati nella loro realizzazione, ma questo di aspetto è fondamentale per qualsiasi dolce si parli. Negli ultimi anni però il Cake design sempre di più si sta adeguando alla pasticceria Italiana, utilizzando basi che rispecchiano la tradizione.

Le mie decorazioni sono perfette per i dolci tipici della nostra tradizione, perché leggerissimi, ecco perché piacciono, un fiore in ostia può essere abbinato ad una torta monumentale come ad un millefoglie o un semifreddo o una torta ricoperta in panna.

Hai vinto diversi premi a maggio del 2013 primo premio CAKE DESIGN ITALIAN FESTIVAL nella categoria “Divina Competition”; Febbraio 2014, ai campionati Italiani di Cake Design, Medaglia d’oro e Premio Innovazione 2014, che effetto fa?

E’ stato meraviglioso. Un’emozione unica indescrivibile, venire premiata per un qualcosa che è nato da una tua idea e dai tuoi polpastrelli beh è unico.

Inoltre fai diversi corsi in tutta Italia ed Europa, che differenze trovi negli approcci dei diversi paesi e cosa si prova ad insegnare?

Essendo la mia tecnica molto particolare di solito alle mie aule partecipano esperti del settore, cake designers, pasticceri, questo è un vantaggio forse ma anche una bella sfida, perché le esigenze ovviamente sono diverse.

Ogni volta mi trovo a dover affrontare domande diverse, essendo io una decoratrice e non una pasticcera è bello per me scoprire le diverse esigenze e trovare insieme le giuste soluzioni. La cosa che accumuna tutti i miei “corsisti, clienti” è l’esigenza di avere uno strumento che gli permetta di realizzare fiori e decorazioni belli di grande effetto e abbinabili a qualsiasi tipo di dolce.

Qual è il tuo dolce preferito e perché?

Adoro il Profitterol!!! Con i bigne ripieni di panna e ganache al fondente!!  

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Il prossimo anno continuerò a dedicarmi alla formazione, principalmente all’estero, ho in programma dei corsi un Australia, Thailandia, Stati Uniti, continuerò anche con la formazione nelle pasticcerie in Italia… ma il mio vero sogno nel cassetto è scrivere un Libro sulla mia tecnica… vedremo.. mai dire mai!