Oggi voglio raccontarvi la storia di Antonia Grippa e del suo amore per il tè. Dopo essersi laureata in Economia ha intrapreso dei viaggi in Oriente che le hanno cambiato la vita. Da semplice passione, il tè è diventato il protagonista del suo lavoro, la tiene impegnata in molti eventi, come quello che si terrà domani 25 novembre all’interno del Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana: “La gastronomia si unisce agli infusi del tè”.

Ecco la mia intervista:

Cosa fa una Tea Stylist?

Io, come Tea Stylist curo l’organizzazione di eventi legati al tè e da quattro anni collaboro con il Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana. Questa unione è nata a partire dalle collezioni di tazze che troviamo all’interno del museo quindi, insieme alla direttrice,abbiamo deciso di associare ad ogni tazza un tè specifico, in base soprattutto alla sua provenienza. L’arte del tè è un insieme di ritualità e tradizioni legate a questa bevanda, che è una delle  più bevute al mondo dopo l’acqua. Il tè è nato in Cina, come pianta terapeutica e col tempo si è diffuso grazie ai monaci buddisti, che lo utilizzavano per meditare e mantenersi svegli.

Com’è nata la tua passione per il tè?

Il mio amore per il tè si è sviluppato dopo numerosi viaggi fatti nei vari paesi orientali e da lì ho iniziato a conoscere questa bevanda, che si usa soprattutto per convivialità nelle case.  La cultura orientale ha suscitato un forte interesse in me, tanto da invogliarmi a studiare, ma soprattutto apprezzare tutti i tipi di tè, perché ognuno ha una propria storia. Dobbiamo sottolineare che non parliamo di bustine, ma di tè in foglia. Successivamente decisi di prendermi la qualifica di Tea Trader e così aprii un Tea Corner all’interno di un’azienda di famiglia. Inizialmente nacque come angolo del tè per accoglienza clienti, ma adesso è diventato a tutti gli effetti un punto vendita per gli appassionati di questa bevanda. Dopo alcuni anni ho iniziato ad organizzare eventi finalizzati all’uso e alla cultura del tè. Ad oggi collaboro non solo con il Museo Duca di Martina, ma anche con altri enti e altre strutture. Ogni evento ha la finalità di far degustare e approfondire la cultura del tè, conoscere e apprezzare tutti gli aromi e tutte le sue proprietà.

“La gastronomia si unisce agli infusi”, cosa puoi raccontarci a riguardo?

Nella tradizione, il tè lo leghiamo sempre al biscotto, invece, negli ultimi anni lo  si sta abbinando anche alla carne, alle verdure e al pesce. Ci sono ristoranti che hanno delle vere tazze da tè, per far scegliere la miscela giusta da abbinare a un determinato cibo. Infatti, quest’anno abbiamo scelto di unire il tè al cibo. Domenica, 25 novembre al Museo Duca di Martina nella villa Floridiana alle ore 10.30 ci sarà lo show-cooking dei Sambusi, sfoglie farcite di carne speziata allo zenzero e cumino tipiche della tradizione culinaria dell’Africa Orientale, accompagnati dal Tè invecchiato Pu-erh, tutto preceduto da una visita guidata del museo.

Come risponde Napoli all’accostamento del tè al cibo?

Nonostante Napoli sia la patria del caffè, c’è molto interesse e molta curiosità per questa bevanda e per tutta la cultura e la ritualità a cui è legata. La curiosità maggiore è riuscire a conoscere nuovi sapori e noi ci impegniamo a far apprezzare il tè con il  giusto abbinamento del cibo.

Apriamoci a nuovi sapori, accogliamo nuove culture.

La cucina è creatività, innoviamola!

E’una noia la monotonia, impariamo ad osare, anche il nostro palato ha bisogno di cambiamenti!