Intervista a Riccardo Talenti, vice presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino. Osservazioni e riflessioni pensando ad una ripartenza del vino, al termine delle storica Kermesse di Benvenuto Brunello 2021.

Al Convento di Sant’Agostino, sede storica che da anni ospita il Benvenuto Brunello, abbiamo incontrato il vice presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Riccardo Talenti, che in piena emergenza sanitaria da Covid-19, ci regala un segno di speranza riportando  il vino tra le persone e le persone a vivere l’esperienza del vino.

Riccardo Talenti, figlio d’arte di terza generazione, come riesce a conciliare il suo ruolo di vice presidente con quello di produttore consorziato?

E’ la passione e la voglia di mettere del tempo in una struttura come il Consorzio: il sentirsi partecipi della storia di Montalcino, dei suoi progetti e dei suoi risultati che ogni anno arrivano con le anteprime del Brunello. Amore e passione riescono ad annullare la mancanza di tempo. E poi trasudo sangiovese fin da piccolo, non potrei fare diversamente

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Siamo in piena pandemia da Covid-19, come è cambiato il ruolo del Consorzio dal lontano ’67, anno ufficiale della sua nascita?

Il consorzio nasce come voglia dei produttori di creare qualcosa di più “grande” di quanto ogni singolo avesse potuto fare da solo. Da allora oggi contiamo oltre 200 soci, ma i valori e i principi quelli sono rimasti intatti. Il fine ultimo è e rimane sempre la difesa del territorio e la valorizzazione del Brunello. Certo in questi temi di pandemia è mancata la convivialità, il confronto diretto vis a vis, ma non abbiamo mai perso di vista l’obiettivo. 

Questa pandemia ha avuto impatto nelle vendite estere?

I numeri del Consorzio, fortunatamente, non sono sensibilmente variati. A fine anno possiamo dire che i numeri sono stati più o meno gli stessi.  Da subito, infatti, abbiamo cercato di muoverci al meglio. Le Aziende consorziate hanno dimostrato grande dinamismo, dimostrando di sapersi direzionare anche verso nuove forme di mercato, con una maggiore attenzione verso le vendite on line.

Parliamo di territorio. Ultimamente si sente molto parlare di zonazione. Ma qual è la posizione del Consorzio?

Questo è un argomento fortemente dibattuto. Allora se il concetto è far passare la zonazione come classificazione sul territorio allora non è condivisibile. Non esistono zone di prima e seconda categoria, non possiamo parlare meglio del sud o del nord.  La nostra missione è la promozione dell’intero territorio di Montalcino.

Quindi un progetto di zonazione potrebbe trasformarsi solo in una dinamica del mercato?

La difficoltà è esattamente questa, che la zonazione possa avvantaggiare alcune zone a discapito di altre e tradursi, poi, solo in una chiave commerciale, senza una reale oggettività. Ma poi su cosa dovremo basarci per una zonazione dei vigneti di Montalcino? Qui a distanza di 50 metri si va dall’argilla al galestro, è talmente diversificato il territorio che diventa davvero difficile se non impossibile pensarla a Montalcino. Meglio offrire al consumatore tutte le informazioni e garantire libertà di scelta e poi soprattutto assicurare par condicio tra i produttori. Ma comunque non è detto che non troveremo comunque la giusta chiave di lettura e si parlerà in futuro di zonazione anche a Montalcino…

Siete stati gli unici quest’anno a non aver rinunciato all’evento di punta di un Consorzio, che per voi corrisponde al “Benvenuto Brunello”, quest’anno in versione off, riservato ai soli addetti di settore, e contingentato per rispettare le norme dovute dall’emergenza sanitaria.  Ma non avete rinunciato.. come mai?

La voglia di ripartire

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