Ilaria Bello classe 1981, mamma di Andrea di 7 anni, si occupa di bar da circa 15 anni prima nel mondo della caffetteria e poi da circa 6 nel mondo della miscelazione.

Vince Lady drink nel 2016 ed arriva in finale a diverse competizioni Nazionali ed Internazionali come Lady Amarena, Bacardi Legacy, Botran competition, Barcamp,Baritalia,ed altre di carattere minore.

Nel 2018 tra i primi 10 bartender in Italia ai Barawards e nel 2019 drink team per Bargiornale.

Dal 2015 è Barmanager del Talea di Torvaianica e collaboro come brand ambassador per Rinaldi 1957 e Fabbri 1905!!!

 

Ciao Ilaria ci racconti come ti sei avvicinato al mondo della mixology?

Mi sono avvicinata al mondo della miscelazione in un modo un po’ insolito , gestivo un bar di uno stabilimento balneare , mi sono sempre occupata del diurno e poi da aziendalista quale sono  ho pensato ma perché devo prendere una persona per fare quello che posso imparare a fare io? Ho iniziato a fare i primi corsi ed eccomi qui.

Ci racconti le tue esperienze passate e cosa ti hanno lasciato?

Ho lavorato tanti anni nel settore balneare e devo dire che mi ha dato tanto soprattutto nell’organizzazione del lavoro, tantissima gente da accontentare in poco tempo e con pochi strumenti ,diciamo che le folle di clienti non mi spaventano.

 

Hai vinto il premio Lady Drink 2016, ci racconti qualcosa?

Lady Drink è stata una bellissima esperienza ,avevo passato la selezione anche l’anno prima ma non ebbi il coraggio di partecipare.

Sono arrivata lì da perfetta sconosciuta con la mia borsetta dell’attrezzatura e sono tornata a casa con il titolo e con la gente ce si chiedeva ancora chi fossi!

A gareggiare con me c’erano bartender che stanno facendo la storia della miscelazione italiana, è stata una grandissima soddisfazione.

 

Da qualche anno ha aperto aperto il Talea Bar, come nasce questo progetto?

Il Talea nasce nel 2015, non ne sono la proprietria ma la barmanager.

Ho collaborato al progetto fin dall’inizio, l’idea era quella di portare un format che nella città ancora non esisteva, associare la ristorazione alla miscelazione, che sul territorio era praticamente inesistente.

 

Cosa pensi del bartending di oggi e come pensi cambierà nell’immediato futuro?

Il mondo del bar negli ultimi anni ha avuto un’impennata esagerata nelle tecniche e nello studio di ogni singolo elemento che mettiamo nel bicchiere, dalla fermentazione agli ultrasuoni.

Quale tecnica di miscelazione preferisci?

Ma le mode sono cicliche, magari si ritornerà alla semplicità certo è che dietro al bancone troveremo sempre di più professionisti e persone che fanno cultura attraverso un mestiere.

Io sono molto legata ai classici, se parliamo invece di tecnica vera e propria direi che la shakerata è sicuramente quella che preferisco…il suono del ghiaccio è una musica paradisiaca.

 

Ma quanto spazio ha la creatività?

Non puoi pensare di fare questo lavoro senza creatività 

È la differenza che c’è tra quelli che io chiamo esecutori e chi mette anima e corpo in questo lavoro

 

E il distillato che preferisci miscelare e qual è  il cocktail che preferisci bere e quello che preferisci realizzare?

Senza dubbio sono una Rum lovers anche se nel mio sangue scorre una grande quantità di Vermouth, tanto che l’Americano è il drink che amo bere e fare in assoluto.

A tuo parere, cosa non può mancare in un bar, a livello di servizio, di attenzione?

Per me è il simbolo dell’ospitalità e della convivialità ,aspetti che non possono assolutamente mancare o essere trascurati nel mondo del bar.

Piccoli gesti dal benvenuto alle piccole attenzioni al cliente abituale rendono sicuramente l’esperienza unica al di là del drink.

 Progetti per il futuro?

Cosa ci riserva il futuro? Cosa c’è nel futuro?sicuramente ancora Talea e tanti nuovi progetti da sviluppare all’interno del bar, e poi consolidare la collaborazione nata con Fabbri 1905 e Rinaldi 1957.