La sfida è nuova e piena di incognite, ma il Consorzio del vino Chianti Classico ci prova. Dal 18 maggio a lunedì 25 maggio aprirà uno stand online – che accoglie le bottiglie di 22 produttori della storica denominazione toscana – alla prima edizione di Hopwine, la fiera del vino organizzata da una società francese che sta cercando di tamponare gli ostacoli aperti dall’emergenza Covid con un format innovativo: salone virtuale, assaggi reali.

L’idea di Hopwine è stata quella di permettere agli operatori che si registrano e visitano gli stand virtuali di richiedere campioni da degustare: il vino verrà inviato a casa, in tutto il mondo. Ma siccome non è pensabile spedire una bottiglia da 750 cl a ogni richiedente, entra il gioco la tecnologia brevettata dall’azienda francese Vinovae (uno degli organizzatori del salone), che re-imbottiglierà i vini – garantendo le caratteristiche originarie – in formati da 2 cl chiamati Vinottes, sufficienti per una singola degustazione, facili e leggeri da spedire e riciclabili (le bottigliette sono in Pet con tappo a vite).

Da una bottiglia classica da 750 cl si ricavano in pratica 37 Vinottes, 36 destinate a essere spedite e una conservata dall’azienda imbottigliatrice per il controllo qualità. Il momento (irrinunciabile) della degustazione si svolgerà dunque a casa propria anziché in una fiera, e rimarrà l’unico contatto “fisico” di questa nuova modalità di promozione.

Nell’anno orribile del vino italiano, orfano di gran parte del mercato e orfano delle fiere di settore come ProWein a Düsseldorf e Vinitaly a Verona (che nel 2020 non si terranno), questa soluzione è apparsa l’unica al consorzio del Chianti Classico per tentare di «colmare quel vuoto di incontro con il trade e gli operatori di settore dovuto all’annullamento dei principali eventi e fiere internazionali».

Il vino viene inviato agli operatori in piccoli contenitori da 2 cl. Alle degustazioni a distanza partecipano 22 aziende.