Scegliere il meglio dei prodotti sul mercato e cucinarli per i propri clienti.
Questa è una delle regole prese in considerazione dall’equipè della Guida Michelin per ottenere un loro riconoscimento.
Conoscendo Gian Marco da tempo, non mi meraviglia affatto la “menzione” della Guida Michelin 2021 Al suo ristorante visto, che da sempre, la selezione del singolo prodotto condito dalla passione sono stati componenti dei sapori della sua cucina.
L’ho raggiunto telefonicamente per farmi raccontare come sta vivendo questo periodo e le emozioni di questo riconoscimento.

Gian Marco più che un traguardo, credo sia una partenza per un 2021 tutto da costruire.

Lavoriamo per la passione di lavorare. Raggiungere questi obiettivi è importante e prestigioso ma il mio ottimismo deriva dal fatto che l’abbiamo raggiunti a soli due anni dall’apertura de Il Principe.

E’ stato sicuramente più complicato per via dell’annus horribilis che stiamo vivendo?

Garantire gli standard è stato complesso questo sicuramente. Nonostante tutto, però, abbiamo incrementato i piatti, i vini e aggiunto nuovi servizi.

Sono trascorsi solo due anni dall’apertura del tuo ristorante, guardando indietro cosa avresti fatto e cosa no.

In origine avevamo voglia di creare qualcosa di diverso; un bistrot e cocktail bar. Ma la cosa non ha funzionato per una serie di motivi. Oggi si va incontro ad una specializzazione ed infatti col passare del tempo abbiamo cambiato rotta e siamo arrivati a quello che oggi è Il Principe.

Chef Gian Marco Carli

Che anno sarà, secondo te, il 2021. Tutti sono convinti di una grande ripartenza, tu che idea ti sei fatto?

Io penso che le ripercussioni di quest’anno andranno oltre il 2021. Credo, invece, che il 2022 Covid permettendo può essere veramente l’anno della rinascita o meglio della ripartenza.

So che qualcosa bolle in pentola già per il prossimo anno, possiamo “spoilerare” qualcosa?

Da sempre sono legato al concetto di cibo e cultura, per questo stiamo pensando ad un layout diverso dei nostri interni, una sorta di wine club con selezione di 30-40 vini al calice per portare avanti sempre di più il concetto di “viticoltura” duramente provata da questa pandemia e ad una “stanza del cibo”, un luogo per rendere i nostri clienti partecipi della nostra cucina.
Inoltre ci siamo abilitati come laboratorio di produzione artigianale, una sperimentazione a tiratura limitata di prodotti iper selezionati come la confettura di Kiwi oppure le conserve di pomodoro, venduti sia in sede che tramite un e-commerce.

Dopo la menzione quali sono le aspettative di Gian Marco Carli e dello staff de Il Principe?

Antonio, tutti vogliono puntare alla “Stella Michelin” è inutile nasconderlo, posso dirti che continueremo a crescere, a dare il massimo e se lo meriteremo saremo qui a vivere emozioni nuove che ricompenseranno i tantissimi sacrifici che ci sono dietro” il nostro lavoro meraviglioso.

Antonio D'amore

Sono nato a Napoli, una sera di luglio verso la fine degli anni settanta. Cresciuto a pane e motori, sono da sempre la mia grande passione. Prima le auto e poi le moto hanno occupato gran parte dei...

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