Il Ritorno della Vendemmia: Un Brindisi tra Storia e Futuro a Pompei
Immaginatevi tra le vie silenziose di Pompei, dove ogni pietra racconta una storia millenaria, e all’improvviso, un profumo inebriante vi avvolge, quello di uve mature. Non è un miraggio, ma la realtà che prenderà forma il16 settembre 2026. Il Parco Archeologico di Pompei si prepara a vivere un momento di straordinaria riscoperta e celebrazione: laFesta del Vino a Pompei, che segna il trionfale ritorno della vendemmia negli antichi vigneti dell’area archeologica.
Questo evento non è solo una festa, ma un vero e proprio viaggio nel tempo, un’occasione per riscoprire il legame profondo tra l’antica città e la cultura del vino, così radicata nella vita quotidiana dei suoi abitanti. Grazie a un ambizioso partenariato pubblico-privato con il Gruppo Tenute Capaldo, attraverso le cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco, la vite torna a fiorire e a produrre frutti laddove secoli fa era fonte di ricchezza e convivialità. I visitatori avranno la possibilità di assistere alla raccolta delle uve, passeggiare tra i filari che un tempo adornavano le dimore romane, e concludere la giornata con un brindisi, assaporando i sapori autentici di una terra ricca di storia.

Pompei e il Vino: Un Legame Antico come la Città
La storia di Pompei è indissolubilmente legata a quella del vino. Prima dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., la Campania Felix, e Pompei in particolare, era rinomata in tutto il mondo romano per la sua florida agricoltura e per la produzione di vini pregiati. Il vino non era solo una bevanda, ma un pilastro della cultura, della religione e dell’economia della città.
Le testimonianze archeologiche sono innumerevoli e affascinanti. Affreschi vivaci che decorano le pareti delle domus mostrano scene di vendemmia, banchetti sontuosi dove il vino scorreva a fiumi, e rappresentazioni del dio Bacco (o Dioniso per i Greci), patrono del vino, della fertilità e della gioia. Bacco, con la sua simbologia di rinascita e vita, era una figura centrale nel pantheon pompeiano, e la recente scoperta nella Regio IX, 10, delsalone del Tiaso, un ambiente sontuosamente affrescato con scene mitologiche ispirate a Dioniso, ne è l’ennesima riprova.
Durante gli scavi, gli archeologi hanno rinvenuto non solo anfore e vasi vinari, ma anche strumenti agricoli, torchi per l’uva e, in alcuni casi, le impronte carbonizzate delle radici delle viti, come quelle straordinariamente conservate nell’Orto dei Fuggiaschi. Questo luogo iconico, che ospita i calchi dei pompeiani sorpresi dall’eruzione, era in realtà un vigneto, una vivida dimostrazione di come la vita quotidiana e il lavoro agricolo fossero intimamente intrecciati al tessuto urbano.
Il vino a Pompei era un elemento trasversale: era la bevanda quotidiana del popolo, spesso annacquato per moderarne la gradazione; era l’ingrediente essenziale per le cerimonie religiose; era oggetto di commercio su vasta scala, con i vini campani esportati in tutto il Mediterraneo. La vendemmia era un rito collettivo, un momento di fatica ma anche di festa e condivisione, esattamente come la Festa del Vino che oggi Pompei intende riproporre. Questa profonda radice storica conferisce all’evento un significato che va ben oltre la semplice degustazione, trasformandolo in un ponte tra passato e presente.
Il Progetto Vitivinicolo: Dalle Ceneri al Calice
La rinascita della viticoltura a Pompei non è frutto del caso, ma il risultato di un progetto ambizioso e meticoloso, nato dalla volontà del Parco Archeologico di Pompei di recuperare non solo le vestigia, ma anche gli antichi saperi e le pratiche agricole che definivano il paesaggio e l’economia della città. Il partenariato con il Gruppo Tenute Capaldo, attraverso le prestigiose cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco, rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra pubblico e privato possa generare valore culturale, scientifico ed economico.
Il progetto vitivinicolo ha avuto inizio con un’attenta fase di ricerca e studio. Agronomi esperti, comePierpaolo Sirchdi Feudi di San Gregorio, hanno lavorato per identificare le varietà di vite più adatte al terreno e al clima pompeiano, talvolta recuperando antiche cultivar o impiegando cloni geneticamente simili a quelli che si ritiene fossero coltivati 2000 anni fa. Si è trattato di un lavoro di “archeologia agraria” che ha richiesto anni di impegno.
Oggi, il progetto ha portato alla coltivazione di14 piccoli vignetidislocati all’interno delle Domus del Parco Archeologico, per una superficie complessiva di poco più di un ettaro. Questi vigneti non sono solo un omaggio al passato, ma veri e propri laboratori a cielo aperto, con finalità di ricerca e didattica. Qui si studiano le tecniche agricole antiche e moderne, l’adattamento delle viti al terroir vulcanico, e si tramandano le conoscenze a nuove generazioni di agricoltori e appassionati.
La vendemmia del 2026 segna un momento cruciale: l’ingresso del progetto nella suaprima fase produttiva. Ciò significa che le uve raccolte quest’anno non saranno solo oggetto di studio, ma daranno vita a un vino vero e proprio, un prodotto che racchiude in sé millenni di storia e la sapienza di mani esperte. Riportare il gesto agricolo della vendemmia nel cuore dell’antica città è un atto di grande significato, un modo per far rivivere un pezzo della quotidianità pompeiana e trasformarlo in un’occasione di conoscenza, ricerca e condivisione per tutti.
La Festa del Vino 2026: Un’Esperienza Immersiva
La Festa del Vino a Pompei, in programma per il16 settembre 2026, sarà molto più di un semplice evento; sarà un’immersione completa nella cultura e nei sapori dell’antica Pompei. L’appuntamento è fissato per leore 16:30presso il suggestivoVigneto della Casa del Triclinio all’aperto, con ingresso da Piazza Anfiteatro, un luogo scelto non a caso per la sua risonanza storica e la sua bellezza.
I visitatori avranno l’opportunità unica di assistere in prima persona alle attività della vendemmia, osservando da vicino il delicato processo di taglio e raccolta delle uve. Sarà un momento per apprezzare la cura e la dedizione che si celano dietro ogni acino, un’attività che da millenni scandisce il ritmo delle stagioni e la vita agricola.
Ma l’esperienza non si limiterà alla vendemmia. Per tutta la giornata, saranno organizzatevisite guidate ad alcuni dei vignetidell’area archeologica, tra cui l’iconicoOrto dei Fuggiaschie il già menzionato vigneto del Triclinio all’aperto, a partire dalle ore 16:00. Queste passeggiate tra i filari offriranno spunti unici sulla viticoltura romana e sul paesaggio agricolo dell’epoca, arricchite dalle spiegazioni di esperti.
Il culmine della festa sarà il momento conviviale, un vero e proprio brindisi alla storia e al futuro di Pompei. I partecipanti potranno gustare:
- Unbrindisi con i vini di Feudi di San Gregorio, un’opportunità per assaporare l’eccellenza enologica campana, frutto di una cantina che rappresenta l’apice della produzione vinicola italiana e che, con questo progetto, si fa custode di un’eredità storica inestimabile.
- Unadegustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia. L’olio “Pùmpaiia”, un prodotto di alta qualità con indicazione geografica protetta, è un altro gioiello agricolo del Parco, espressione di un territorio unico. Sarà un’occasione per apprezzare un altro pilastro della dieta mediterranea antica, direttamente dai campi di Pompei.
- La degustazione dialtri prodotti della Parvula Domus – Fattoria culturale e sociale del Parco. Questa iniziativa, che mira a valorizzare le produzioni agricole contemporanee sviluppate all’interno del sito archeologico, offrirà ulteriori assaggi che esaltano la fertilità e la ricchezza del suolo pompeiano.
Questo momento di condivisione e gusto richiama direttamente gli antichi banchetti romani, dove cibo e vino erano elementi centrali della socialità, della celebrazione e della spiritualità, unendo le persone in un’esperienza collettiva.
Oltre il Vino: Tesori Agricoli del Parco Archeologico
Sebbene il vino sia il protagonista indiscusso della festa, il progetto agricolo del Parco Archeologico di Pompei va ben oltre la vite. La visione è quella di recuperare e valorizzare l’intero patrimonio agricolo dell’antica città, trasformando l’area archeologica non solo in un museo a cielo aperto, ma anche in un centro di produzione e ricerca agricola sostenibile.
Uno degli esempi più eclatanti di questa visione è l’Olio IGP del Parco, Pùmpaiia. L’acronimo IGP (Indicazione Geografica Protetta) garantisce che la produzione, trasformazione ed elaborazione di questo olio avvengano in una determinata area geografica e che il prodotto possieda qualità e reputazione specifiche, legate proprio a tale origine. L’olio d’oliva, come il vino, era un alimento fondamentale nell’antica Roma, utilizzato non solo per scopi alimentari ma anche per l’illuminazione, la cosmesi e le pratiche igieniche. La degustazione di Pùmpaiia durante la festa offrirà ai visitatori un assaggio autentico di un altro “oro” di Pompei.
Un altro pilastro di questa iniziativa è laParvula Domus – Fattoria culturale e sociale del Parco. Questo progetto ambizioso mira a creare un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, dove si sperimentano e si producono varietà agricole antiche e moderne, sempre nel rispetto dell’ambiente e della storia del luogo. La Parvula Domus si configura come un centro di ricerca e didattica, coinvolgendo la comunità e promuovendo l’inclusione sociale attraverso il lavoro agricolo. I prodotti di questa fattoria, che i visitatori potranno assaggiare alla Festa del Vino, rappresentano il frutto di un impegno costante nella valorizzazione del territorio e nella riscoperta di un rapporto armonioso tra l’uomo e la terra.
Queste iniziative dimostrano come il Parco Archeologico di Pompei stia abbracciando una filosofia di “archeologia vivente”, in cui il passato non è solo conservato ma attivamente reinterpretato e integrato nel presente. Non si tratta solo di ammirare rovine, ma di far rivivere le pratiche, i sapori e le tradizioni che un tempo animavano questa incredibile città.
Un Evento per Tutte le Età: Didattica e Coinvolgimento per i Più Giovani
La Festa del Vino a Pompei è concepita come un evento inclusivo, capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo, dalle famiglie ai semplici curiosi, dagli appassionati di storia ai wine lovers. Particolare attenzione è stata riservata ai visitatori più giovani, perché la conoscenza e l’amore per il patrimonio culturale si seminano fin dall’infanzia.
Il programma delle visite e delle attività didattiche include sessioni dedicate specificamente ai ragazzi. Presso ilvigneto del Foro Boario, a partire dalle ore 15:00, ilPompeii Children’s Museumcurerà laboratori interattivi e attività pensate per i bambini. Questo approccio ludico e partecipativo permette ai più piccoli di avvicinarsi alla storia e all’agricoltura in modo divertente ed educativo, imparando l’importanza del lavoro della terra, la storia del vino e la ricchezza della cultura pompeiana.
Attraverso queste iniziative, il Parco Archeologico di Pompei intende non solo intrattenere, ma anche educare, trasmettendo alle nuove generazioni il valore inestimabile del proprio patrimonio. I bambini avranno l’occasione di mettere “le mani in pasta”, simulare la raccolta delle uve, scoprire come nasce il pane e l’olio, e comprendere l’interconnessione tra natura, storia e cibo. I laboratori su prenotazione, disponibili sul sitowww.pompeiichildrenmuseum.it, garantiscono un’esperienza organizzata e coinvolgente per ogni partecipante.
L’atmosfera della festa sarà dunque un crogiolo di esperienze per tutti. Mentre gli adulti potranno godere di degustazioni e approfondimenti storici, i più giovani saranno guidati in un percorso di scoperta, rendendo la visita a Pompei un’avventura memorabile per l’intera famiglia. Questo duplice approccio arricchisce l’evento, facendone un appuntamento imperdibile per chiunque desideri vivere un’esperienza culturale e didattica completa nel cuore dell’archeologia.
Perché la Festa del Vino a Pompei è un Appuntamento da Non Perdere
La Festa del Vino a Pompei è un evento che racchiude in sé molteplici ragioni per essere vissuto. Non è solo un’occasione per degustare buoni prodotti, ma un’opportunità unica per connettersi con la storia, la cultura e le radici di un territorio straordinario. Ecco alcuni motivi per cui questo appuntamento del 16 settembre 2026 dovrebbe essere segnato sul vostro calendario:
- Unico connubio tra archeologia e enogastronomia:Quante volte si ha l’opportunità di assistere a una vendemmia e brindare con un calice di vino nel cuore di un sito archeologico Patrimonio UNESCO? Questa fusione di storia vivente e piacere sensoriale rende l’esperienza irripetibile.
- Riscoperta di antichi saperi:Il progetto vitivinicolo non è solo produzione, ma ricerca e recupero di tecniche e varietà che affondano le radici nell’antichità. È un modo per toccare con mano come si viveva e si coltivava 2000 anni fa.
- Eccellenza italiana:La collaborazione con Feudi di San Gregorio, un’azienda leader nel settore vinicolo italiano, assicura un’esperienza di degustazione di altissimo livello, unita alla riscoperta dell’olio IGP Pùmpaiia e dei prodotti della Parvula Domus.
- Approfondimenti da esperti:Saranno presenti figure di spicco comeGabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei, eAntonio Capaldo, Presidente di Feudi di San Gregorio. Le loro parole aggiungeranno un valore inestimabile all’evento, offrendo prospettive uniche sul progetto e sulla storia.
- Esperienza coinvolgente per tutti:Dalle visite guidate ai vigneti alle attività didattiche per i bambini, l’evento è pensato per coinvolgere ogni tipo di visitatore, trasformando una semplice gita in un’avventura culturale e divertente per tutta la famiglia.
- Supporto alla valorizzazione del patrimonio:Partecipando, si contribuisce direttamente a sostenere i progetti di conservazione, ricerca e valorizzazione del Parco Archeologico di Pompei, contribuendo a mantenere viva la sua straordinaria eredità.
Per vivere al meglio questa giornata, consigliamo di indossare scarpe comode, adatte a camminare tra i sentieri del Parco Archeologico. Per i laboratori dedicati ai bambini, ricordatevi di prenotare in anticipo sul sito del Pompeii Children’s Museum.
Un Sorso di Storia, Un Futuro da Gustare
La Festa del Vino a Pompei del 16 settembre 2026 non è un semplice evento, ma un inno alla vita che rinasce, un ponte tangibile tra un passato glorioso e un futuro promettente. Pompei, con i suoi vigneti che tornano a dare frutto e i suoi sapori antichi che rivivono, dimostra di essere molto più di un insieme di rovine: è un sito pulsante, un laboratorio di storia e innovazione, capace di emozionare e insegnare con ogni sorso, con ogni profumo.
Questo evento rappresenta un’opportunità eccezionale per immergersi nelle profondità della cultura romana, assaporare l’autenticità di prodotti agricoli unici e contribuire alla valorizzazione di uno dei luoghi più affascinanti del mondo. È la dimostrazione che la storia può essere vissuta, gustata e condivisa in modi inaspettati, mantenendo viva la memoria e proiettando il suo messaggio nel futuro.
Non perdete l’occasione di partecipare a questa celebrazione unica. Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del Parco Archeologico di Pompei (www.pompeiisites.org) per ulteriori dettagli e per rimanere aggiornati su tutte le iniziative. Seguite anche le pagine social (Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, TikTok) per scoprire le meraviglie di Pompei ogni giorno e per prenotare le vostre esperienze. Venite a brindare alla storia, alla cultura e al futuro di Pompei!

